i fatti dopo il ragionamento

Salve, sono l’imbecille che cercate

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La nostra vita su Facebook, il mio ruolo nel remake de Il Padrino e uno scherzo che diventa una cosa vera. Anche troppo. Dando ragione a un certo Umberto Eco Dimartino | Blog diPalermo.it

Sono un imbecille. Ho postato su Facebook una mia foto scattata qualche giorno fa dal mio amico Cannella in cui sono ritratto con aria vagamente mafiosa davanti a una casupola nell’entroterra della Sicilia. Il commento mi sembrava appropriato: “Si realizza un sogno. Sarò il killer Luca Brasi nel nuovo remake del Padrino. Francis Ford Coppola mi ha scelto tra migliaia di comparse a Bisacquino”. Una boutade, un rigurgito di cattivo gusto a cui ho abituato gli oltre quattromila amici che ho sul social.

Poi la situazione mi è sfuggita di mano. Centinaia di sinceri complimenti, autentici incoraggiamenti, straordinari sostegni emotivi, schiette felicitazioni. Gero mi ricorda che sono grande, Cinzia mi stimola ad andare avanti (“Favoloso Massimo! Sarà un’esperienza fantastica!!”), Patrizia ironizza (“Allora ti chiameremo Don Massimo”).

E adesso che fare? Chiamarli uno per uno per scusarsi, precisando che non ci sarà nessun remake? Che era tutto uno scherzo? Sono un imbecille. Sono proprio l’imbecille di cui ha parlato Umberto Eco nel breve incontro con i giornalisti nell’aula magna della Cavallerizza Reale a Torino, dopo aver ricevuto dal rettore Gianmaria Ajani la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei media.

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Amici di Facebook, perdonatemi se potete.

2 commenti

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  • 22 giugno 2015 13:10

    Ti perdono.

  • 24 giugno 2015 16:31

    Perchè proprio a Bisacquino le ha cercate le comparse??

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