i fatti dopo il ragionamento

Quel giorno io c’ero

di

Curva Catania Lettera B | Blog diPalermo.it

Io c’ero al “Massimino” quel pomeriggio che i tifosi del Catania riempirono tutta la curva di cartoncini con la lettera “B” a caratteri cubitali: era il gesto di sublime accoglienza con il quale davano il benvenuto ai pochi e disperati tifosi rosanero che avevano seguito la loro squadra. E che ancora speravano nella salvezza. Quel giorno io ero inquieto come sempre quando il lavoro mi porta al “Massimino”; avevo un magone dentro, non essendomi mai rassegnato al furore con il quale le due tifoserie si fanno la guerra da tanti, troppi anni.

Guerra becera, insensata, qualche volta perfino volgare. Mi aspettavo il peggio, visto che loro veleggiavano nella zona alta della classifica e noi languivamo in quella bassa, bassissima, ad un pelo dalla retrocessione. Chissà i fischi e i cori, pensavo, chissà gli ululati al minimo tocco di palla di un rosanero. Le solite manfrine, insomma, magari un tantino più marcate e insistite, ma sempre nell’ambito della solita falsariga: insulti per tutti i novanta minuti.

A un certo punto girai lo sguardo e mi prese alla gola uno sgomento che non so

dire a parole: la curva era tutta un tappeto impenetrabile di cartelli con la “B” che gli ultrà etnei brandivano come lance mortali verso la sparuta truppa dei tifosi rosanero. Il tutto mentre cantavano con quanto fiato avevano in corpo il coro serie B, serie B. Rimasi come impietrito per una buona manciata di minuti, mi sentivo offeso ed umiliato, schiaffeggiato dentro fin nel guscio più segreto dell’anima mia. Accanto a me era seduto, in tribuna, un uomo sulla cinquantina. Mi voltai verso di lui e gli chiesi che ne pensasse di quello spettacolo. Lui rispose con un sorrisino – ah, come ce l’ho stampato davanti agli occhi ancora, quel ghigno – un mugugno inarticolato e una scrollatina di spalle. Nient’altro.

Gli sibilai d’istinto: “Siamo anche noi, non ultrà, dovremmo educare certa gente e invece ci limitiamo ai mugugni”. Lui si girò come non avesse sentito le mie parole. Ma le sentì, altro che se le sentì. E oggi gli direi: “Hai visto come il tempo è galantuomo? Hai visto come la verità viene sempre a galla? Hai visto che i peggiori alla fine pagano sempre?”.

Gli arresti domiciliari per Pulvirenti & Co. per la peggiore nefandezza che uomini di sport possano commettere è il sigiillo a quelle mie parole di rabbia rappresa. Ma non esulto per le loro disgrazie, come fecero loro e, in prima persona, il loro presidente che all’indomani della loro caduta in serie B annunciò coram populo: “Non faremo la stessa fine del Palermo”.

11 commenti

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  • 24 giugno 2015 10:14

    Ottimo pezzo.
    Unica nota: non era “tutta la curva”, ma “tutto lo stadio”.

    Se fosse stata la sola curva, i soli e soliti ultras, personalmente non me la sarei presa più di tanto.

    Ma erano tutti, 20 mila.

    Adesso gli sta bene, utilizzeranno le B, che probabilmente molti di loro conservano, quando festeggeranno la promozione dalle serie minori.

  • 24 giugno 2015 11:36

    l’intero stadio*

  • 24 giugno 2015 13:19

    Sì, era tutto lo stadio: un refuso. Può succedere. Giulio, che possiamo farci se, ancorché 4 miseri gattucci, continuiamo a sognare…

  • 24 giugno 2015 18:06

    GODO, diabolicamente, non cristianamente, GODO in tutto il mio esistere !
    Il miglior perdono è la VENDETTA !

  • 25 giugno 2015 10:08

    Io credo che Catania e i catanesi siano vittime di Pulvirenti & Co. Lo sfottò per la retrocessione del Palermo – sebbene di uno stadio intero – ci può stare. Questa è qualcosa che va oltre. Il mio animo è solidale con i tifosi catanesi, come lo era nel 2006 con quelli juventini. L’anno scorso, per la retrocessione del Catania, ho goduto: oggi no.

  • 25 giugno 2015 14:03

    Trovo triste, tristissimo questo articolo.
    Quei cartoncini con le B erano uno sfottò legato ad un risultato sportivo, un campanilismo portato all’eccesso magari, qualcuno può pensarlo come becero, ma comunque una goliardata non violenta che alla fine non ha fatto male a nessuno.
    Parole come “sgomento, offeso, umiliato, schiaffeggiato nell’anima” forse sono un eccesso pari a quei cartoncini.
    Il Palermo retrocedeva, il Catania godeva. Risultati sportivi e sfottò, come sempre è successo nel calcio e nello sport. Non era una lezione di etica o quant’altro si vuole fare apparire per giustificare i propri sentimenti (o post).
    E poi non appelliamoci ad un ricerca pretestuosa di un buonismo di facciata, perchè ricordo bene nell’estate del ’93, quando Messina e Catania vennero radiati, i festeggiamenti con tanto di funerale rossazzurro (ripetuto anche lo scorso anno quando i ruoli si invertirono).
    Quello successo ora è diverso e ben più grave. E’ uno scandalo indegno, lontano dai campi sportivi, qualcosa che fa male al calcio intero e per cui paga una tifoseria ed una città.
    Sinceramente essere contenti per quello accaduto e rivangare quei cartoncini, è una piccineria di cui francamente avrei ben fatto a meno.
    Da tifoso “malato” del mio Palermo avrei preferito restituirgli il maltolto dentro uno stadio festante, con un nuovo 5-0 sotto il sole primaverile, con una tripletta del nuovo Pastore o un’incornata del nostro beniamino… E magari con una bella coreografia.
    Le vittorie della giustizia le lascio ad altri. Altri che magari preferiscono uno stadio “politically correct” e con le tifoserie in silenzio tipo teatro…
    PS:
    Quelle B gli portarono pure male, perchè Ilicic gli fece gol al 95′ a tempo ben scaduto e gli rovinò la festa, visto che pensavano di mandarci in cadetteria con una loro vittoria…

  • 25 giugno 2015 15:17

    Salve, anche io, come un lettore precedente, da tifoso avrei preferito di gran lunga che quest’anno il Catania venisse promosso (per puri meriti sportivi e non illeciti) per poter il prossimo anno avere ancora in Derby di Sicilia e giocarsela sul campo la supremazia territoriale, ma non è andata così e non sarà così per molti anni, perché per come noi fummo radiati per molto meno, spero che la giustizia sportiva e non facciano piena luce e comunque diano delle pene molto severe… Per chi come me è “malato” di calcio quello vero, fatto di lealtà e sudore in campo, questi fatti sono delle grandi fitte al cuore…per cui auspico che si diano delle squalifiche e penalizzazioni severe per tutti coloro che sono invischiati. Da un altro verso, direi che mi rimbombano le parole del “Nino” Etneo: Non faremo la fine del Palermo e mi vien da ridere, infatti caro Nino hai fatto molto peggio e ti sei infangato ed hai infangato una città, dei tifosi che amano il calcio quello vero però.

  • 25 giugno 2015 15:30

    .AAAAADDDIIIIOOOO….’MPARI !!

  • 25 giugno 2015 16:08

    …….Siamo anche noi, non ultrà, dovremmo educare certa gente…… Appunto ! Da catanese che vive da 15 anni a Palermo, ne ho viste di cose che voi umani…… Egregio Dott. Caminiti, ha idea di quanta Palermo “bene” educa i propri figli all’odio verso i catanesi ? Mi permetta di aggiungere che tanta responsabilita’ ce l’avete proprio voi ! E questo articolo ne e’ l’ennesima dimostrazione

  • 26 giugno 2015 12:34

    Oiff e Nico, dovrei replicare, ma non lo faccio con chi si trincera dietro nick name.

  • 26 giugno 2015 17:17

    Sig. Caminiti, libero di non rispondere a chi usa un nickname solo per comodità, come previsto dal sito, dalle leggi italiane e soprattutto ad un post non offensivo e argomentato.
    Io del resto sarò libero di pensare che evidentemente non ha più argomenti a supporto della sua tesi.
    Buona serata.
    Buona serata.

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