i fatti dopo il ragionamento

Il pessimismo in cui sguazziamo

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Socialnetworks | Blog diPalermo.it

Il mondo dei social network è affascinante. Sembra quasi una sorta (se lo ricorderà chi, come me, ha qualche annetto di più) di Tribuna Politica no stop, un continuo teatro aperto 24 ore su 24 in cui ognuno può ergersi a signore, sovrano delle idee, tuttologo in grado di barcamenarsi tra una piroetta di Dybala, uno scelta di Crocetta ed il consueto fatto di cronaca che fa trasalire con la stessa disinvoltura che un’etoile dimostra sul palcoscenico.

E succede, allora, che anche un fatto di cronaca drammatico come la barbara uccisione di un benzinaio per delle motivazioni che, se confermate, andrebbero studiate dai più grandi crimonolgi in circolazione, diventa l’occasione per l’apertura di un aspro dibattito su quanto sia diventata invivibile Palermo e insopportabili i suoi abitanti. Ma siamo sicuri che il vero problema sia Palermo e i palermitani?

Io credo che un’interpretazione del genere sia solo il frutto di uno snobismo dilagante, che ritiene più facile, come sempre, criticare, assumendo che siamo una città senza futuro, che può solo peggiorare, piuttosto che, come diceva la buonanima di Giovanni Falcone, rimboccarsi le maniche e cercare di cambiare le cose che non vanno in questa città.

E devo dire che mi sento veramente stanco di assistere a spettacoli del genere, che ritengo ancora più penosi dei fatti in sé, perché testimoniano un pessimismo leopardiano che nulla produce e non fa altro che legittimare ulteriormente la prosecuzione dello scempio, lasciando ai nostri giovani soltanto le macerie di una società in continuo sfascio.

Il problema della criminalità senza ragioni, dell’illegalità diffusa, ovvero, in una parola sola, della strafottenza verso tutto e tutti è un problema della nostra società (da Palermo a Bolzano, da Lampedusa ad Aosta), composta da adulti che non vogliono rinunciare ai loro privilegi, incapaci di trovare una soluzione e bravi solo ad ergersi a giudici sovrani delle mancanze altrui, senza ammettere in alcun modo le proprie, bravi a fare solo i professionisti dei “doveri altrui”.

Cerchiamo di fare saggiamente autocritica, senza pensare da dove nasce questo fenomeno, ma perché. Proviamo a trovare le soluzioni, piuttosto che pensare che non ci sia più nulla da fare. Perché se consegneremo questo sfascio ai nostri figli, la responsabilità non sarà stata solo degli altri, ma anche e soprattutto nostra, per aver fatto gli spettatori, come il buon Verga, nei Malavoglia, ci suggeriva proprio di non fare.

2 commenti

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  • 25 giugno 2015 12:04

    Bravo….e infatti una città complessa come Palermo si può cambiare solo dal basso, nei comportamenti quotidiani di tutti noi. Aggiungo solo che lamentarsi continuamente dello “sfascio altrui” è diventato ormai un insopportabile alibi per non fare nulla..

  • 25 giugno 2015 22:03

    Bravo Mario Conte. Credo che il suo articolo innanzitutto sia una “stoccata” a molti giornalisti appartenenti alla categoria di persone che lei critica ed addita come responsabili dello sfascio non meno di chi lo sfascio lo causa direttamente. E purtroppo, e lo dico senza minimamente voler fare polemica, questo sito ne è pieno.
    Ciò che sempre si affianca a questo atteggiamento di cui lei parla è tra l’altro la mancanza di profonde analisi dei fatti. E purtroppo, più di ogni altro difetto, è questo il maggior difetto del palermitano: la critica ossessionata e maniacale verso il palermitano stesso. Che poi come ho già altre volte sostenuto, è il loro fratello o la sorella, il proprio padre o madre, i propri zii, il proprio amico del cuore, la propria moglie o marito o fidanzata ecc… Se stessi!
    Anche io come lei nn lo sopporto più. Proprio mi ha stancato. E se si è prontissimi a criticare per eventi oggettivamente sgradevoli i palermitani e i siciliani in genere, si è stitici nel dare a cesare quel che è di cesare, e cioè render merito agli stessi palermitani e siciliani di comportamenti e gesti degni di encomio.
    E così, ecco che questo sito, di fatto appare come un campione perfettamente rappresentativo del tipico palermitano. Tra giornalisti e semplici utenti.
    Complimenti ancora! Mai nessuno aveva scritto tanto…

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