i fatti dopo il ragionamento

Voi, giudici al computer

di

Il mio post provocatorio a favore della mafia e le reazioni indignate di chi vive sulle nuvole. Vi racconto qualcosa del mio lavoro d'imprenditore. E degli sceriffi che hanno deciso di rendermi la vita impossibile W La Mafia | Blog diPalermo.it

Va bene, facciamo chiarezza, o quantomeno proviamoci . Ho scritto un post provocatorio di cui – sia chiaro – non mi pento affatto. Per qualcuno l’iperbole è stata evidente, in particolare per chi mi conosce da anni. Altri hanno dato a quelle parole una valenza diversa rispetto a quella che avevano in realtà. Non volevo offendere le vittime della mafia, figuriamoci. Mi sembra addirittura assurdo stare qui a sottolinearlo. Ma conosco il gioco del mondo dei social, lo accetto e me ne farò una ragione. Però non è questo il punto.

Sono un imprenditore, ho 47 anni e vivo da sempre a Palermo. È la mia città e non vorrei mai prendere la decisione di andare via. Per tanti anni ho sopportato l’atteggiamento prepotente di chi, indossando una divisa, pensa di avere diritto di vita e di morte, e pensa di poterti schiacciare come una formica per il semplice fatto che tu sei un cittadino qualunque. E non indossi nessuna divisa.

Io per primo in passato, e qui recito il mea culpa, ho avallato questo tipo di atteggiamento. Chiedendo scusa quando non dovevo, autonegandomi dei diritti che sapevo essere sacrosanti. Avevo ragione e sono stato disposto, per quieto vivere, per non avere guai maggiori, per amore della mia azienda e dei miei dipendenti, a farmi calpestare. Non me lo perdonerò mai, ma ormai è acqua passata e non posso farci niente.

Non sono un santo. Ma voglio avere la possibilità, anzi la esigo, di esercitare i miei diritti, di invocarli, di gridarli. Di prendermi ciò che è mio. E di pagare, ci mancherebbe, per i miei eventuali errori. Regole chiare. O bianco o nero. Nessuna zona grigia. Non sono più a disposto a tollerare le prevaricazioni che invece in passato ho autorizzato col mio atteggiamento morbido, accomodante, per paradosso complice.

Stavolta non ce l’ho fatta a trattenere la rabbia, tutto qui. Ho visto che il vaso era colmo. Probabilmente c’era anche la tensione accumulata. Ho scritto quel post, provocatorio lo ripeto, perché cerco di lavorare e vengo ostacolato da una burocrazia infame che si serve di sceriffi che hanno il compito di elevare il maggior numero di multe possibile per rimpinguare le casse vuote del Comune. Sappiamo tutto. Lo so io e lo sapete voi. Lo sappiamo e taciamo. Un silenzio complice che ha contribuito a fare prosperare un sistema che ci sta strangolando, giorno dopo giorno.

Io non taccio più. Non me ne starò nel mio angolino a leccarmi le ferite, a tollerare gli atteggiamenti provocatori di chi è pagato – anche da me, anche da voi – per tutelare chi lavora ed è invece trattato alla stregua di un criminale da colpire e affondare. Io non ci sto. Non ci sto più. Spero sia chiaro. Post o non post.


[ Immagine: da Livesicilia - Policy]

6 commenti

Lascia il tuo commento
  • 25 giugno 2015 18:48

    ad onor del vero, facebook e spazi social vari sono pieni di denunzie di soprusi o cattive applicazione della legge o altra amenità delittuose di magistrati, inquirenti vari, polizie o vigili urbani……quindi la gente non sta affatto zitta…..diverso è avere giustizia in questa terra infame……operazione impossibile per motivi vari e non consoni alla presente discussione……io come altri ho trovato di cattivo gusto la sua esternazione perchè una cosa è lamentarsi dei metodi mafiosi, che trascendono la mafia stessa e sconfinano nel comportamento giornaliero di tanti a Palermo (che siano semplici cittadini o pubblici ufficiali) essendo fattore culturale, altra cosa è osannare anche per scherzo chi questa terra ha traviato e continua a traviare…….le direi poi che mafia e stato non sono enti sostituibili…..i suoi cari vigili urbani si presenterebbero anche se lei avesse la protezione di messina danaro in persona…..quindi la sua era una provocazione anche un pochino fuori contesto……onestamente rispetto profondamente la sua incazzatura e non esprimo giudizi di merito perchè non conosco i fatti contestati……le suggerisco la prossima volta che un ufficiale misura a grandi “passi” i suoi diritti acquisiti, di filmarlo con il cellulare e fare un esposto in procura……non sarà vessato di meno e di sicuro farà meno scruscio che urlando “viva la mafia” ma almeno eserciterà i suoi diritti di imprenditore e cittadino rispettando se stesso e l’intelligenza della gente come lei……..

  • 25 giugno 2015 20:15

    Come detto in altri post, a me mi hanno multato per il casco slacciato a Piazza Castelnuovo, fermato con tanto di paletta, rincorso, rimproverato con tanto di sguardo severo e piglio da giustiziere da parte di agente solerte ed attentissimo, il TU di default anche se avessi avuto 90 anni e ramanzina finale come se parlassero con giufà- Per carità, ero in torto marcio. Il casco si indossa e si allaccia.
    Multa salata. Mentre venivo sanzionato, facevo notare che ORDE di posteggiatori abusivi taglieggiavano turisti e palermitani a 20 metri e un tale regalava cani ad minchiam. Non lo facevo per una sorta di sconto o ripicca, non l’avessi mai fatto!!! cacchio 40 minuti di “sosta” forzata; facevo solo notare le “scala” dell’infrazione.
    Sotto una sorta di ripicca venivo controllato con attenzione capillare di scooter, assicurazione, tagliandi, revisioni, copertoni, frecce e verifica nominale dalla centrale. Trattato come un delinquentello pregiudicato e recidivo.
    Allora ho capito. Si

  • 25 giugno 2015 22:43

    Appena ho letto il post di Giovanni D’Alia ho subito pensato che si trattava niente più che di una provocazione. L’ho intuito già dal titolo e poi man mano che andavo leggendo, la iniziale impressione si andava consolidando.
    Del resto, le provocazioni, o si fanno bene o è meglio lasciar perdere.
    Ennio Tinaglia

  • 26 giugno 2015 12:02

    Con tutte queste chiacchiere non mi è chiaro se è stata violata una regola o no. Se uno chiede l’occupazione del suolo pubblico ed indica un certo numero di metri quadrati poi quelli deve occupare. Mi sembra che questa regola sia sufficientemente chiara. Se uno dice che i vigili hanno fatto un controllo con i passi, vorrei capire se si contesta il modo di misurare e se, comunque, c’è stata un’irregolarità. Se si pretende chiarezza nelle regole, bisogna fare denunce chiare. E per me non è per niente chiaro di cosa ci si lamenti.

  • 26 giugno 2015 12:24

    La prossima volta chiami i carabinieri, riprenda tutto, insomma si difenda… ma lasci stare la mafia, ché quella è solo merda!

  • 26 giugno 2015 12:24

    Qualche anno fa sono stato fermato, e controllato da due carabinieri, solo perché feci loro notare che avendo loro sostato sulle strisce pedonali costringevano le persone ad attraversare la strada in difetto e con pericoli maggiori. Ho denunciato l’accaduto a un loro superiore, è servito?

Lascia un commento