i fatti dopo il ragionamento

Storia dell’outing (a Palermo)

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L'orientamento sessuale delle persone che frequentiamo, la rivelazione che disvela il nostro imbarazzo e il solito ritornello - "nessun problema, ho tanti amici così" - che dice molto di noi Pride1 | Blog diPalermo.it

L’orientamento sessuale di una persona può interessarci e/o turbarci solo nel caso in cui ce ne innamoriamo. Ne sono convinta e forse per questo trovo assurdi tutti gli altri casi: non ho mai capito perché quando salta fuori un “sono gay” al mascolo gli viene di stringere le chiappe e alle femmine invece sale su un sorriso come a voler dire “uh che bello, magari m’accompagni da Zara”.

Ah, ovviamente se è una donna a fare outing, il maschio è contento (?). Secondo me in alcuni cervelli l’espressione “sono gay” fa partire i neuroni verso le remote lande dello squallore più nero: l’omosessuale ti guarda negli occhi sicuro di sé e tu hai il cervello annebbiato come in un cinema a luci rosse pieno di gente nuda che cerca di possedersi a vicenda in qualsiasi modo.

Nel momento in cui scopri che chi hai di fronte non è etero, il cervello parte: iniziale lo choc, la vampata di calore, gli occhi si sgranano e dalla bocca esce “ah, oh, non sapevo, ma figurati, non è un problema, ho tanti amici così”. Non è che un gay si alza al mattino, si mette il trench (di Zara) e va a molestare persone per saziare il suo diabolico appetito sessuale.

Rido sempre quando (ancora) sento dire “ah ma Ricky Martin è gay?? “Peccaaaaato”. Ma peccato perché? Lo trovo così insensato, peggio degli annunci di matrimonio di George Clooney, come se fosse un parente malato, diabetico. Perché finocchio ci nasci, non è colpa tua. Certo, uno prega sempre, magari gli passa con l’età, e se non gli passa se ne va a Roma (sentito dire vero, linea 101, un giorno ci scriverò un libro) così può fare quello che vuole.

Ragioniamo al contrario. Una sera sono uscita con una mia amica e siamo stati in un bar all’aperto, seduti sui gradini, saluti e baci, che fai, che non fai, dove vai e cose così e a un certo punto parlando dico “ero con mio marito…” e un tipo mi guarda sconvolto scrutando la mia faccia: “Ah, non sei gay?”.

Lo sgomento e il fastidio nel sentirsi violato nel suo mondo da me. Fino a due secondi prima a bere e scherzare e ora lo vedo allontanarsi. Si sentiva in imbarazzo, come se avessi guardato nelle sue mutande, aveva voglia di andarsene e di nascondersi e io facevo la moderna, “ma che male c’è a uscire con omosessuali quando tu non lo sei?”. La classica discriminazione al contrario, non credete che non esista. Non posso frequentare chi voglio a prescindere da cosa gli piace sessualmente. No, con delicatezza mi fanno notare che siamo a Palermo, ti guardano male. Libero non sei. Specie se lavori in certi ambienti.

6 commenti

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  • 28 giugno 2015 18:46

    come? senza commenti? solo le adozioni fanno indignare?

  • 28 giugno 2015 22:22

    Comincio dall’inizio. Lei non capisce perché al mascolo gli viene di stringere le chiappe e alla femmina gli viene il sorriso al pensiero di poter essere solo accompagnate a fare compere.
    Cosa non capisce di ciò che è palese.
    Il mascolo si sente una potenziale preda, mentre la femmina se ne libera.
    E non è inverosimile se l’omossessuale lo è veramente e se è single o libertino.
    Chi ha interesse sessuale lo manifesta prima o poi. E quindi bisogna essere chiari se non si condivide,
    Se invece si prova interesse sessuale per una persona che ha l’orientamento inverso si pensa: che peccato un così bello ragazzo o ragazza. Ma ovviamente sono fatti suoi.
    L’ultima parte la trovo meno comprensibile, non è chiaro perché in quel frangente il gay si è risentito. Lui probabilmente era convinto di avere a che fare con un’omosessuale e poter avere una condizione condivisa, nel momento in cui ha scoperto che lei non lo era si è sentito a disagio ed indagato. Ma questo non significa che non possa avere contatti umani con etero. Ci potrebbe essere anche dell’altro, ma al momento non ho sufficienti elementi per capirlo. Lei lavora in certi ambienti .(?)

  • 28 giugno 2015 23:53

    Poi lei scrive: se è la donna a fare outing il maschio è contento (?).
    Può essere contento perché giustifica il disinteresse nei suoi confronti con l’orientamento sessuale inverso di lei, ma alcuni potrebbero essere contenti in senso trasgressivo, concependo che nel caso delle donne possa trattarsi solo di bisessualità.

  • 29 giugno 2015 01:11

    Quello che intendo dire è che ci si ferma solo lì, alla questione sessuale e la cosa mi dispiace perché c’è molto altro in ognuno di noi.
    Di solito il maschiaccio è socialmente più accettato di un effemininato

  • 29 giugno 2015 01:12

    Inoltre, ero sarcastica quando scrivevo che non capivo.

  • 29 giugno 2015 12:37

    Sospettavo la sua ironia perché nella prima parte era tutto messo in ordine, gli elementi c’erano tutti. Solo l’ultima parte non è in ordine.
    Il suo pensiero è direi femminile in quanto io non ne sono stata esente nella vita.
    Ma il sesso, la sessualità, l’orientamento sessuale hanno un grosso peso nei rapporti umani e sociali.
    In fondo a parte qualche caratteristica di genere il comportamento umano rispecchia degli schemi, è simile per tutti e si può riuscire a destreggiarsi.

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