i fatti dopo il ragionamento

Crocetta, ma la tua rivoluzione?

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Bilancio colabrodo, casse vuote, riforme ai blocchi di partenza. E il lavoro manca come mancava prima. Se l'alternativa al cuffarismo è il caos totale. E il tutti contro tutti Crocetta Rivoluzione | Blog diPalermo.it

Quasi otto anni passati a sperare nella svolta di domani. E ora che il domani promette solo tempesta è lecito parlare di quasi otto anni persi. La crisi politica che ha diviso il Pd da Crocetta (o viceversa) rende di fatto conclusa la legislatura e la “rivoluzione” al contrario che doveva iniziare da Palazzo d’Orleans prima di coinvolgere il popolo. Certo, ci vorrà un po’ prima di arrivare alle elezioni. Occorrerà che si consumino i riti della politica (vertici di maggioranza, scomuniche romane, appelli ai responsabili, magari anche qualche indagine che funzioni da scalpello per mettere crepe nella fortezza) ma è facilmente prevedibile che nella migliore delle ipotesi si andrà avanti con una navigazione a vista per un altro anno e poi, nella primavera 2016, si apriranno le urne. E questa è la migliore delle ipotesi. La peggiore è un anno, forse di più, di scontri politici che paralizzeranno tutto e condurranno a elezioni in un clima da tutti contro tutti che renderà l’esito aperto a scenari di nuova ingovernabilità.

Il futuro si può solo prevedere ma il passato, quello prossimo, è lì a mostrarsi impietoso. Eravamo usciti dall’era Cuffaro con annunci di svolta. Era il 2008 e la maggioranza schiacciante – di centrodestra – che aveva eletto Lombardo annunciava una terza Repubblica siciliana fatta di investimenti e riforme, opere pubbliche e sblocco del mercato del lavoro. È finita con risse politiche, fondi europei rimasti nei cassetti o investiti in marciapiedi e un’eredità ancora più pesante per il successivo governo. Che è quello in carica adesso. Anche Crocetta e il centrosinistra avevano promesso una Sicilia libera da intrallazzi, aperta al vento riformista europeo, solidale con le classi più povere. Ma dopo due anni e mezzo del suo governo si tenta ancora di recuperare i ritardi nella spesa dei vecchi fondi europei mentre si contano già i tempi morti nell’investimento dei nuovi aiuti comunitari, che doveva partire a inizio 2014 e che è ancora al palo.

Il bilancio è un colabrodo, le casse sono vuote. Le riforme non si sono viste. Non c’è quella della formazione, è a metà strada quella delle Province, non si sa chi gestirà i rifiuti e dove saranno scaricati. Il sistema di governo e indirizzo dell’attività imprenditoriale – pur da parecchi anni in mano a esponenti vicini alle associazioni di categoria – è ancora quello che c’era nel 2008. E il lavoro manca come mancava nel 2008. Probabilmente il sistema politico è uscito fortunatamente dal cuffarismo ma non è ancora entrato in una fase nuova. Non c’è un leader in grado di coalizzare i partiti e dettare un’agenda immodificabile per cambiare la Regione. E non ci sono partiti in grado di mettersi in gioco. E sì, ditemi pure che sono pessimista.

1 commenti

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  • 02 luglio 2015 17:03

    Veramente il partito che si mette in gioco, ogni giorno, c’è. Se poi dobbiamo fare finta che non c’è……
    Rubo una frase ad un grand’uomo: non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte agli Onesti che ci possono salvare!

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