i fatti dopo il ragionamento

Ho visto cose che voi umani…

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Viaggio semiserio coi mezzi pubblici grazie a "Moovit", la app che esaudisce il tuo sogno di andare non a Mondello, ma sulla Luna. E che sconosce l'esistenza di un famoso mostro. Chiamato traffico Autobus | Blog diPalermo.it

Finora l’unico modo per avere notizie sugli autobus era fare un sondaggio tra le persone in attesa: il 122 è passato? Da quanto aspetta? Mi facevo due calcoli e valutavo se invecchiare sotto la pensilina dell’Amat o farmela a piedi. Adesso però c’è “Moovit”, l’app presentata dal Comune come una rivoluzione nel trasporto pubblico, e la mia vita non è più la stessa; arrivo alla fermata, avvio l’app e (diciamo che) viaggio. Perché “Moovit” sa tutto: percorsi, orari d’arrivo, tempi di percorrenza. Fornisce pure delle mappe. Dunque, sono le 14.34, sono in Volturno e “Moovit” dice che alle 14.34 passano il 122 e il 124. Si fanno le 14.40, non arriva né l’uno né l’altro. Iniziano i dubbi esistenziali: sono davvero in via Volturno? Sono realmente le 14.40? Come mi chiamo? Chi sono? Ma ecco invece il 108 e la questione si fa allarmante: com’è che “Moovit” che sa tutto non lo sa?

L’app ha semplicemente un grosso problema a Palermo: visto che i mezzi non hanno sistemi di rilevazione satellitare, non può comunicare con loro e non può dunque dare notizie in tempo reale. Allora – direte voi – non serve a una beneamata. E invece no, serve.

Intanto favorisce le relazioni sociali e fa diventare chiunque un simpatico autista dell’Amat. Perché se alla fermata qualcuno si accorge che hai “Moovit” subito ti chiede: “La può vedere la 107?”, “E me la dice la 104?”, “Virissi ‘a 224”. E tu dai numeri e spieghi che tanto sono cose farlocche, ma loro se ne fottono, sono contenti lo stesso. Ed è questa la vera rivoluzione di “Moovit”: finalmente a Palermo gli orari dei mezzi non sono più l’ultimo mistero di Fatima. Non vengono rispettati, sia chiaro, ma almeno ora sappiamo che esistono. Finora c’erano solo quelle orribili tabelle, con frequenza (ogni 10, 20 minuti… ma a partire da quando?) e percorso, impossibili da leggere perché poste a quattro metri d’altezza. Cose che altrove non si vedono più da vent’anni, sostituite da display elettronici.

“Moovit” poi, come tutte le rivoluzionarie, è ingenua e riesce pure a farti sorridere. Ignora per esempio il traffico (e a Palermo ce ne vuole) e parte dal presupposto che il trasporto pubblico funzioni, specie quando indica percorsi alternativi. Spuntano così linee non solo mai sentite, ma addirittura mai viste. Ed è meglio non fidarsi: si potrebbe non arrivare mai (il turista lo scoprirà a sue spese).

L’altro giorno a Mondello “Moovit” mi parlava di tre 806, ad intervalli di 10 minuti e… saranno stati inghiottiti da un buco nero perché non sono mai pervenuti. Ma mi consigliava anche un percorso alternativo: 54 fermate con un mezzo, un chilometro a piedi e poi altre 32 fermate con un altro bus. Manco avessi voluto andare sulla luna.

“Moovit” serve, quindi. A tutto, tranne che a rivoluzionare il trasporto pubblico. Per fortuna però ora quando mi diranno: “Ti lamenti, ma stai a Palermo: si sa che lì non funziona niente”, potrò rispondere: “Io però vivo in un patrimonio dell’Umanità, e tu? Avrai pure ‘Moovit’ che funziona, ma mica hai il percorso arabo-normanno”.

4 commenti

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  • 08 luglio 2015 12:05

    Siamo una città tecnologicamente arretrata……dobbiamo farcene una ragione.

    Non si possono spendere soldi per sviluppare un’app come questa (e non voglio nemmeno sapere quanto c è costata o mi rovino la giornata) e non dotare i mezzi di un rivelatore gps e connetività per inviare le cordinate del mezzo (tecnologie che ormai hanno un costo irrisorio….lo so perchè è il mio mestiere).

  • 08 luglio 2015 16:21

    Troppo divertente! Fatti almeno una bici! Complimenti

  • 09 luglio 2015 15:19

    Gentile Sandra,

    ho letto con interesse il suo articolo e, in qualità di Country Manager di Moovit per l’Italia, desidero segnalare a lei e ai suoi lettori quanto segue:

    – L’accordo siglato tra Moovit e la città di Palermo, insieme ad Amat SpA, come comunicato durante la conferenza stampa del 9 giugno, attualmente consente di accedere, per mezzo della app Moovit, ai dati relativi a 92 percorsi di autobus AMAT, alle linee del Sistema Ferroviario Metropolitano gestite da Trenitalia, per complessivi 340 km di rete, combinandoli con quelli forniti dalla community di utilizzatori, che oggi a Palermo conta 35.000 utenti ed è in continua crescita.

    – Il sistema di rilevazione geosatellitare cui fa riferimento, è al momento installato solo su parte della flotta Amat, e verrà testato in via sperimentale nei mesi di luglio-agosto. A partire da settembre-ottobre, una volta ultimata la fase di sperimentazione, sarà possibile ottenere tramite la app informazioni sui transiti di diverse linee attendibili e precise.

    – Attualmente il cosiddetto dato in tempo reale fa riferimento a quello fornito dalla community: una volta saliti sul mezzo pubblico, attivando la modalità in viaggio, si può fornire in forma anonima agli altri utenti che attendono il mezzo, informazioni precise sull’effettivo stato del suo persorso. Gli utenti possono inoltre informare direttamente gli altri utenti, di eventuali modifiche dei percorsi o effettivi ritardi. il sistema è utilizzato con successo da oltre 1,7 di milioni di utenti in 35 città d’Italia (e da 20 milioni di utenti nel mondo, su 600 città di 55 paesi).

    – L’accordo tra Moovit e il Comune di Palermo, così come tutti gli accordi che sigliamo con municipalità e aziende di trasporto in Italia e nel mondo, è assolutamente gratuito e non è costato un solo centesimo né alla città, né ai contribuenti, né tanto meno agli utenti della app che, come ha avuto modo di constatare, è gratuita e sempre lo sarà per volontà dei suoi finanziatori.

    Resto a sua disposizone per qualunque chiarimento (stampa@moovitapp.com), sperando di aver portato chiarezza su un argomento che sta a cuore a tutti i palermitani e anche a noi.

    Cordialmente,
    Samuel Sed Piazza
    Country Manager Moovit Italia

  • 21 luglio 2015 08:59

    Ho deciso di mettere persino il nome, visto che le mie opinioni al riguardo sono abbastanza note…

    Cara Sandra, il suo articolo è perfetto, fino alle ultime righe. Sono palermitano DOC, ho vissuto ventisette anni in quella città, le ho viste e passate tutte, come ogni buon palermitano. Il mio problema, come quello di tanti altri è… con il percorso arabo-normanno, pur meraviglioso che sia, non ci si va al lavoro puntuali la mattina. Con i monumenti (anche se anneriti dallo smog e coperti da cartelli di cartone con i prezzi di frutta e ortaggi) non si portano i figli a scuola in orario.
    Sono un grande amante della Storia e della cultura dell’antico, dell’archeologia… ma mi rendo conto che, da quando vivo in una città efficiente nel bel mezzo dell’Europa, la mia vita è diventata così semplice e rilassata che adesso ho più tempo da dedicare alla mia passione per l’antico e la Storia… incluso il percorso arabo-normanno. Quando vivevo a Palermo, sinceramente, non mi ero nemmeno reso conto della sua reale esistenza.
    La qualità della vita in una città vale di più della somma delle parti di quest’ultima.

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