i fatti dopo il ragionamento

Ciao, nemico della cuntintizza

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Gli stalker particolari dietro allo schermo del pc. Pronti a demolire ogni tuo barlume di gioia. E a ricordarti che fa tutto schifo Socialnetworks | Blog diPalermo.it

Sono lì. Non sempre li vedi ma ci sono. Non hanno bisogno di grandi parole, a loro basta poco per demolire ogni tuo pensiero, ogni tuo barlume di gioia, ogni frase che possa essere una dichiarazione anche vaga di speranza e felicità. Aspettano quatti quatti, nel loro religioso silenzio, che tu ti faccia avanti. Sono stalker particolari. Non li troverai mai appostati davanti al cancello di casa. Per fortuna questo no, ma saranno sempre pronti a scrivere e commentare.

Sono i famosi nemici della cuntintizza. Tutti li incontriamo almeno una volta nella vita. Non hanno una fisionomia necessariamente simile. Possono essere alti, bassi, con i baffi o senza, con una criniera bionda alla Nino D’Angelo o con un bel taglio alla Yul Brynner. Gli anti cuntintizza – potete chiamarli anche così – si riconoscono per i loro commenti dissacratori e distruttivi. Sei felice perché hai comprato un paio di scarpe che avevi desideravi tanto? Un nemico della cuntintizza doc ti scriverà subito che non è merce italiana. Posti la foto di un luogo meraviglioso della tua isola? Ecco, lui non aspetterà un secondo in più per ammonirti che non è tutto oro ciò che luccica e che se giri l’angolo, dietro quel bel paesaggio, troverai tanta munnizza.

Si inaugura un nuovo centro commerciale? I nemici della cuntintizza non penseranno mai alla gente che vi lavorerà e all’economia che in qualche modo potrebbe ricominciare a girare. Penseranno solo al piccolo locale che trent’anni prima aveva chiuso magari a due chilometri da lì. Scatti una foto al Teatro Massimo e ti dicono che a Palermo, a parte quello, non c’è niente. Commenti la bontà del cibo nostrano e ti rispondono che è ormai quasi tutto Ogm. Pubblichi un’immagine con il tuo compagno di vita e diranno che non c’è nulla per cui essere felici visto che “fa tutto schifo”. La parte della città in cui vivono diventa patrimonio Unesco? Ovviamente loro pensano al traffico, e alle banane di benignana memoria. Un pregio però, a dirla tutta, ce l’hanno. Per eliminarli basta un semplice clic.

8 commenti

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  • 12 luglio 2015 09:11

    Si, e’ vero, a volte la “munnizza” può rovinarti la cuntinttizza!
    Vai col clic!!

  • 12 luglio 2015 13:10

    Mah, punti di vista… Per me, ad esempio, sono più tristi quelli che commentano i post delle mogli, piuttosto che le mogli che passano la giornata a difendere i mariti online. No così, per dire eh! 😉

  • 12 luglio 2015 23:39

    Articolo di una inutilita’ stratosferica

  • 13 luglio 2015 08:43

    Fresco e spiritoso. Complimenti.

  • 13 luglio 2015 12:57

    Il mio pensiero non lo faccio demolire dai pensieri degli altri, è mio e basta. Rimango ugualmente convinto e cuntento del mio pensiero, anche se non è condiviso da altri. Forse è giusto così, sia per me e sia per gli altri.

  • 13 luglio 2015 17:50

    Suvvia, un po’ di sano cinismo salva la vita. Magari l’arrugginisce un tantino ma la preserva dalla glicemia alta dei sei bellissima, che meraviglia di posto, che classe, il mio sindaco è il migliore del mondo, nonvivreiinnessunaltracittaallinfuoridiquesta, è stato lo spettacolo più bello che abbia mai visto… È la città a più alto tasso di ipocrisia (piccolo)borghese che io conosca

  • 13 luglio 2015 19:50

    Il mio preferito è “Ora anche la munnizza è patrimonio UNESCO?”, seguito da “Ma ora che c’è l’UNESCO i problemi dei palermitani sono risolti?” (risp: no, e allora???). Terzo in classifica “Il tram serve solo al forum” (perché allo sperone non c’è nessuno che magari ogni tanto deve andare alla stazione…). Ma la lista è lunga…

  • 17 luglio 2015 16:50

    Una critica a chi critica. Beh, chapeau, molto originale. Comunque son d’accordo: basta un clic e ciao. Un bel clic “chic”, anzi, “radical chic”. Dopo la lettura di questo gran pezzo di giornalismo satirico, ovviamente me ne son fatto un’opinione. E adesso? La posso esprimere liberamente o devo chiedere permesso al clan degli “amici della cuntintizza”? Ovvero a “quelli che benpensano”, quelli che il loro punto di vista viene assurto a verità assoluta, quelli che “chi non la pensa come noi è solo cattivo, ignorante e disfattista”? Quelli che pensano di pensare sempre bene, quelli troppo presuntuosi ed egocentrici per immaginare un’alternativa ai loro punti di vista? Quanta importanza vi date, manco foste tutti dei piccoli Umberto Eco, cara tribù di amici gaudenti. La libertà di “cambiare canale” e eliminare amicizie sui vostri preziosi social pare attrarvi più di un confronto onesto tra menti vivaci, la libertà di espressione altrui vi ripugna e preferite estirpare ogni opinione differente dai vostri orizzonti culturali, etichettando le voci fuori dal coro come nessuno meglio di voi sa fare. Sorridete amaramente, voi dall’alto, guardando i “nemici della cuntintizza”, ovvero quelli che “o la pensano come voi oppure parlano a sproposito”, quelli che “pestano i piedi” al vostro amico o minacciano il vostro tornaconto tramite denunce e impegno civile, quelli che sanno argomentare le loro obiezioni ma che da voi vengono attaccati con superbia, quelli che sono recalcitranti a cambiare bandiera, quelli che non si sono ciecamente sottomessi alla propaganda e che non aspettano briciole o regali da chi sta al potere.

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