i fatti dopo il ragionamento

Che ne sai tu di un campo di grano…

di

Due riflessioni dopo avere percorso la trazzera dei Cinquestelle. La prima: magari le campagne elettorali fossero tutte così. La seconda: se è davvero questa l'unica Sicilia che ci possiamo permettere siamo messi male. Molto male Trazzera | Blog diPalermo.it

Tornata da una gita (di lavoro) nelle gettonatissime strade che collegano Scillato a Caltavuturo, profonda Sicilia della quale non ho ancora capito bene le coordinate geografiche, mi sono accorta di una cosa che forse a molti di voi attenti lettori di diPalermo.it è già chiara da tempo: la Sicilia è una terra ferma al ‘700 (dopo Cristo, a scanso di equivoci).

Sì, ho percorso in auto la famosa trazzera, mulattiera, scorciatoia o che dir si voglia che i Cinquestelle siciliani hanno fatto sistemare usando i soldi delle loro indennità. Arrivi da Palermo, ti fermi a Scillato, ti mangi un cornetto all’Autogrill, di quelli che ti fanno venire l’acidità, e poco a poco abbandoni la civiltà per tornare indietro di trecento anni. Il segno è un cartello che ti avverte che le mucche potrebbero bloccare la strada. Insomma dopo un paio di chilometri la intravedi. Nella collina di fronte serpeggia in salita, molto in salita. La parte “asfaltata” (è calcestruzzo) è lunga circa un chilometro e quando la vedi e ti fa già un po’ paura non sai ancora che per arrivarci dovrai attraversare un ponticello dall’aria precaria e una strada sterrata che – bastano un paio di auto – solleva una nebbia di polvere bianca.

Qualche macchina il lunedì mattina c’è, e al semaforo si fa la fila. Cinque o dieci minuti, non certo una tragedia, poi la strada in salita che sei costretto a fare in prima pregando che nessuna mucca o altra specie animale attraversi la strada, perché frenare significherebbe essere costretti a chiamare gru o elicotteri di soccorso. Paura a parte (ma perciò la sconsiglio a chi soffre di vertigini: per i pavidi di cuore c’è la più lunga e più sicura statale che passa per Polizzi Generosa) la strada è scorrevole e si attraversa facilmente. Adatta agli amanti degli scivoli degli acquapark, sicuramente, e ai nativi di Caltavuturo e Scillato.

Perché la trazzera – volevo precisare – non ha ricucito il Regno delle due Sicilie, ma ha semplicemente collegato di nuovo i due paesini sopra menzionati. E aggiungo: non mi pare poco. Che dei politici prendano trecentomila euro di tasca loro e li usino per fare un servizio ai cittadini a me pare cosa buona e giusta. È solo campagna elettorale? Ma magari le campagne elettorali fossero tutte così: forse questa disgraziata terra avrebbe treni, autostrade e non saprebbe cos’è una frana. Purtroppo siamo più abituati a pacchi di pasta e promesse più o meno credibili. Altra cosa è credere che lo Stato, l’Anas o il governo regionale avrebbero potuto fare lo stesso.

Resta il nodo principale della mia riflessione: è possibile che in Sicilia, nel 2015, si debba esultare per una mulattiera di calcestruzzo da percorrere a venti all’ora? È possibile che ci siamo ridotti ad essere felici perché magari per arrivare a Catania ci metteremo 4 ore e 15 minuti anziché 4 ore e mezza? Andateci, a vedere la trazzera. E riflettete: grazie a qualcuno, grazie a tanti, e anche a noi, questa è la Sicilia che ci possiamo permettere.

18 commenti

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  • 04 agosto 2015 08:06

    Brava. A prescindere dal cognome

  • 04 agosto 2015 08:34

    Chiara billitteri, ci insegna che si possono dire le cose in maniera equilibrata schierandosi solo con la realta’ .

  • 04 agosto 2015 08:58

    …. in questa terra di sicilia non cambierà mai niente, fino a quando saranno i siciliani a governarla!!… a malincuore dico questo, ma segni di cambiamento ne vedo pochissimi…..

  • 04 agosto 2015 11:04

    Quando riaprirono il Teatro Massimo, dopo 25 anni di incuria, i detrattori dicevano: “Orlando lo fa per farsi bello” e io rispondevo: “E a me che me ne frega? Io, intanto, posso rientrare al Teatro Massimo”. Lo stesso vale ora. Quello che mi ha disturbato fino adesso, Chiara, e che tu sei riuscita a evitare, è la disinformazione, spesso mirata allo spot elettorale, che dipingeva questa strada come la risoluzione a tutti i problemi. Comunque, se intanto ha aiutato gli abitanti di questi due paesi, peraltro già isolati anche prima della frana sul viadotto, visto che la strada che li collegava era franata da molto tempo, sono contenta. Ma le domande restano molte, e inquietanti.

  • 04 agosto 2015 11:32

    Lo hanno fatto… Questa è intanto la cosa più importante… Poi tu hai fatto un analisi impeccabile su come siamo ridotti. È tutto vero purtroppo, siamo a questo punto, ma la maggior parte della colpa è nostra…

  • 04 agosto 2015 13:45

    Carissima Chiara, secondo te tutto di sta trazzera fa schifo, (sinteticamente), ma almeno sti ragazzi qualcosa hanno fatto. Crocetta, Renzi e chi ne ha più ne metta ci hanno abbandonato da tempo, mi dispiace che si debba trovare sempre il marcio, ma a smentirti sono i tanti cittadini che attraversando quella strada ed hanno risparmiato 40 minuti, che magari a te non cambiamo la vita ma a molti fanno la differenza. Immagino che non prenderai mai più questa strada e ti dico anche che fai bene, i siciliani hanno bisogno di gente positiva e che si sbracci e non di piagnistei inutili e da invidiosi.
    Buona e santa giornata

  • 04 agosto 2015 14:18

    Buongiorno. Non sono d’accordo su nulla. La trazzera è un simbolo che ha un significato profondissimo. Nessun siciliano dovrebbe permettersi di criticarla. Le motivazioni sono tantissime e basterebbe riflettere più approfonditamente per coglierle. Il resto non conta, asfalto o cemento, ripida o no, polvere o semafori, minuti risparmiati. Io lavoro facendo quelle strade, non faccio gite e le assicuro che le alternative ufficiali sono molto più pericolose. Non si tratta di campagna elettorale, ma di avere un’alternativa a gente che in 60 anni ci ha portato a ritornare al 700. Saluti. Massimo

  • 04 agosto 2015 14:21

    Ora Crocetta e compagnia siciliana e nazionale faranno a proprie spese una autostrada a otto corsie con un pilastro a Termini Imerese e l’altro a Caltanissetta. Eliminato così ogni pericolo di frana o smottamento.
    Per quanto riguarda il resto, personalmente abbandono volentieri la “civiltà” per riposarmi all’interno della Sicilia trecento anni indietro. Senza che necessariamente il cornetto o il caffè a Scillato o alla pianotta di Vicari m’ava fari acitu.

  • 04 agosto 2015 15:32

    Lo hanno fatto. …..con i loro soldi……prenderla non è un obbligo ……si può scegliere….il gesto invece dimostra che c’è gente che ci sta provando a cambiare le cose.
    Non ricordo di un gesto simile nella storia della Repubblica.

  • 04 agosto 2015 16:43

    Lucio Battisti aggiungerebbe un’altra sua composizione bella poco nota
    L’Apparenza”.
    Buon vacanze.
    A rivederci con le prime piogge

  • 04 agosto 2015 18:20

    E se fosse proprio una trazzera la via che i siciliani dovranno percorrere non per raggiungere Catania in minor tempo ma per riscattarsi dall’ignavia dei politici che hanno governato questa terra o dalla loro disonestà la percorreremo dovesse essere la trazzera più polverosa del pianeta. Perché noi meritiamo di vivere in un posto dove le poche opere realizzate siano efficienti e durevoli.

  • 04 agosto 2015 18:38

    I denigratori politicizzati della trazzera non sanno più cosa inventarsi per sminuire un’opera targata Movimento 5 Stelle. “La trazzera fa paura…”, “adatta per gli amanti dell’aquapark…” “si risparmiano 15 minuti sul vecchio percorso…”. Forse non sarà un capolavoro dell’ingegneria civile, ma il significato simbolico di quest’opera è immenso. Per la prima volta dei politici hanno tirato fuori dalle proprie tasche del denaro per realizzare un’opera che allevierà le sofferenze di milioni di siciliani, mentre chi governa e dovrebbe risolvere i problemi è troppo impegnato a difendersi da accuse di connivenza con ambienti mafiosi o a sottoporsi a trattamenti estetici di dubbio gusto. Si può esultare per una trazzera in Sicilia nel 2015? La risposta, purtroppo, è sì. Vada a chiedere conto di questo al presidente Crocetta, di cui probabilmente sarà un’estimatrice. E per favore, non prenda più la trazzera, non vorrà mica rischiare un infarto per la paura? E poi solo per risparmiare 10… no 5… facciamo 2 minuti sul percorso precedente?

  • 04 agosto 2015 20:00

    Per quanto riguarda l’uso del calcestruzzo date una lettura all’articolo

  • 05 agosto 2015 16:51

    Mi chiedo come possiamo mai modificare lo stato delle cose in questa nostra sventurata Sicilia,se si continua ,con faccia tosta,a difendere l’indifendibile.L’autriice,imbeccata forse da qualcuno,cerca in tutti i modi di delegittimare un intervento,quello del movimento 5 stelle,assolutamente innovativo nel grigio e paludoso sottobosco del cosiddetto panorama politico siciliano.Quello stesso sottobosco politico ,a cui si ricorre per vedersi agevolati percorsi di carriera e inserimenti professionali ,che se rapportati ai meriti non verrebbero,mai raggiunti.Ecco perché la Sicilia oggi è’ ridotta nello stato in cui si trova.Ognuno di noi ,compresa quindi la giovane ,ma già abbastanza smaliziata autrice,farebbe bene a farsi un attento e profondo esame di coscienza prima di fare certe affermazioni.

  • 05 agosto 2015 17:52

    Bellissima lettera, sono d’accordo. Una Sicilia che non interessa a nessuno neanche ai siciliani che la abitano. Figurati ai nostri politici carissimi che, in prossimità delle elezioni faranno del tutto per accattivarsi le simpatie degli elettori promettendo mare e monti e, perchè no strade.
    Strade e autostrade che fanno pena e scoraggiano chiunque a muoversi. Ma cosa importa tanto i nostri giovani se ne vanno…..via e, a tutti sta bene così. Dobbiamo stare male in Sicilia e andare indietro, questo è un progetto che accomuna tutti i politici italiani

  • 06 agosto 2015 20:37

    In Egitto raddoppiano il canale di Suez in meno di un anno e hanno modo veramente di festeggiare una grande opera. In Sicilia ci esaltiamo e litighiamo per una trazzera di pochi metri.
    Siamo messi proprio male, ma proprio maaaleeee!!!

  • 14 agosto 2015 19:22

    Se vedo nascere un fiore su una montagna di merda, sono felice perché penso che potrà nascere un prato e un bosco.

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