i fatti dopo il ragionamento

Se l’antimafia va in ferie

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Dai sit-in per il pasticciere Palazzolo "sfrattato" dall'aeroporto al silenzio assordante sul danneggiamento a una ditta di autonoleggio. A dimostrazione che gli inni alla legalità, a Cinisi e dintorni, sono soprattutto una questione mediatica PRESIDIO ANTIMAFIA | Blog diPalermo.it

A Cinisi una ditta di autonoleggio è stata recentemente vittima di un grave atto intimidatorio. Durante lo scorso fine settimana qualcuno ha frantumato i vetri delle automobili parcheggiate all’interno della Sicily Rent Car. I titolari dell’azienda, oltre alla conta dei danni, hanno dovuto annullare tutte le prenotazioni. E subito hanno fatto sapere che “non si piegheranno al volere di qualcuno” e continueranno “onestamente a portare avanti ciò che abbiamo costruito nel tempo con enormi sacrifici”.

La reazione delle vittime lascia intendere che l’episodio non sembra essere affatto il gesto di uno squilibrato o di una banda di giovani annoiati dalle sere d’estate in paese, ma va inquadrato piuttosto come un atto intimidatorio che per le modalità lascia supporre una matrice riconducibile alla criminalità organizzata.

Cinisi è lo stesso paese che pochi mesi fa si è mobilitato al fianco di Santi Palazzolo dopo che la Gesap negò la proroga dello spazio a Punta Raisi al coraggioso pasticciere che denunciò una richiesta di estorsione. Petizioni, sit in, hastag e addirittura – grazie al sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone con i buoni favori del Pd di Cinisi, in prima linea a sostegno della causa di Palazzolo per ottenere il rinnovo dello spazio bypassando la gara d’appalto – una docenza all’Università del gusto.

Niente sit in, niente striscioni, niente slogan e niente hastag, nemmeno due righe stringate di comunicato di solidarietà, invece, per i titolari della Sicily Rent Car. In un colpo solo – complice forse l’afa di questa caldissima estate – la comunità di Cinisi e in primis il Partito Democratico e i movimenti civici schieratisi accanto al pasticciere Palazzolo, sembrano avere smarrito la vocazione antimafia a difesa degli onesti lavoratori e contro ogni forma di prevaricazione.

Sarà forse che l’episodio criminale che ha coinvolto la società di autonoleggio non è andato oltre le pagine di cronaca locale, privandolo quindi di quel ritorno mediatico nazionale senza il quale l’antimafia delle passerelle non si degna di muovere nemmeno un passo. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Si dice così, vero?

1 commenti

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  • 08 agosto 2015 15:30

    Lei pensa che se la gente a Palermo si spaventa di avere ciunnata l’auto da parte di un posteggiatore, a Cinisi non si spaventano di trovarsela distrutta?
    Chi si è mobilitato con Santi Palazzolo non aveva il timore di dover subire ritorsioni.
    Non ci faccia molto caso, il mio commento è più ironico che altro. Ma trovare le differenze è sempre utile.

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