i fatti dopo il ragionamento

Guarda chi si vede, i turisti

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L'estate dei record in Sicilia, il rimpianto per le occasioni perdute, la fierezza per una terra che, misteriosamente, resiste al catastrofismo. E ai nostri perversi tentativi di tenere lontani gli "invasori" Turisti | Blog diPalermo.it

Cresce il turismo nell’isola, lo dicono i dati di Federalberghi. Circa cinque milioni di turisti in arrivo. È l’estate dei record. Un dato positivo che fornisce diverse chiavi di lettura. Il forte richiamo che la nostra regione continua ad esercitare, sia in Italia che soprattutto all’estero. Un’amministrazione maggiormente sensibile alle tematiche della promozione turistica. La “rendita” derivante dal crollo delle principali destinazioni del Mediterraneo, dalla Tunisia all’Egitto alla Turchia. La percezione che si tratti di una destinazione sicura e in grado di offrire la vacanza giusta per ogni segmento di mercato. Un serbatoio di eccellenze turistiche. O, più semplicemente, un fortuito trend stagionale.

Tante chiavi che – singolarmente o messe insieme – portano a un dato innegabile: la Sicilia ha un grandissimo appeal turistico, ma (fino a quando non si comprenderà quanto sia importante creare una rete di sinergie tra tutte le parti coinvolte) rimarrà sempre la terra delle occasioni perdute.

Tutte le volte che torno da un viaggio all’estero mi faccio sempre la stessa domanda: ma quale masochistico desiderio spinge un polacco, un tedesco o uno svedese a scegliere la Sicilia come destinazione per le proprie vacanze? Lo faccio mentre guido tra le pulitissime strade di Cracovia o osservo gli organizzatissimi villaggi di campagna, i parchi e gli spettacolari laghi della Masuria. Lo faccio mentre visito il Pergamonmuseum di Berlino (avendo prenotato il biglietto on line) o ceno in un ristorante gourmet nella Gamla Stan di Stoccolma.

Mi capita spesso di tornare a casa usando i voli dei turisti. E osservo le loro facce quando attendono al nastro bagagli l’arrivo del Santo Graal, percorrono l’autostrada in direzione Palermo (indicando stupiti ai loro figli la munnizza che si autoproduce ai bordi, quasi si trattasse di sculture dell’età del ferro) o cercano di comprendere la complessa fisica quantistica alla base dell’utilizzo dei trasporti pubblici regionali. E non sempre ho una risposta. Tranne che il viaggiatore sia attratto dal diverso. E la diversità attrae; spaventa, ma attrae.

Per professione, “vendo” la nostra splendida Sicilia come il posto più bello del mondo. Sia chiaro: questo è veramente il posto più bello del mondo. Ma è una bellezza immeritata, che sopravvive faticosamente al catastrofismo siciliano e al tentativo di allontanare all’esterno ogni genere di invasione. E i turisti cosa sono, in fondo, se non invasori? Basterebbe poco per fare di questa amata-odiata terra un paradiso, un paradiso in terra. Impariamo ad amarla e a rispettarla. E cominciamo a trattare i turisti come ospiti sacri, creando una rete di vera ospitalità turistica. Tutto il resto, verrà da sé.

7 commenti

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  • 07 agosto 2015 09:32

    D’accordo su tutto, parola per parola.
    Firmato: un accompagnatore turistico

  • 07 agosto 2015 10:12

    Per noi il problema non è il turista, che in linea di massima quando arriva siamo talmente ospitali che siamo capaci di accompagnarli in un sito pur se la nostra meta e in altra strada.
    Il problema nostro siamo proprio noi, che la mattina,quando ci svegliamo, per non farci fottere dal nostro compaesano, cerchiamo una soluzione per fotterlo noi. E così ne risentono a macchia d’olio anche le istituzioni e il bello che ci circonda.

  • 07 agosto 2015 10:19

    SalvoCRN, mi spiace contraddirti, ma non è poi così vero che siamo talmente ospitali da accompagnarli…ecc…ecc… Da professionista del settore ti assicuro che una domanda che mi viene posta con sorprendente frequenza è “Ma perché i negozianti in Sicilia sono così poco affabili e gentili?”. Forse iniziare a uscire dallo stereotipo degli “italiani brava gente” potrebbe essere un primo passo per cambiare le cose.

  • 07 agosto 2015 11:22

    Non sono ne un professionista del settore turistico ne un negoziante “poco affabile e gentile”, però sono d’accordo con SalvoCRN quando dice che la gente comune come me è molto ospitale nei confronti dei turisti e in generale di chi viene da fuori. A tal proposito racconto i due episodi seguenti: nel primo ho accompagnato in auto una coppia di giovani turisti del nord Europa (mi pare norvegesi) da piazza Indipendenza all’ ospedale Ingrassia (4 km.) perchè il ragazzo aveva l’ urgenza di fare una iniezione, nel secondo prendendo l’auto parcheggiata in via Paolo Paternostro in zona Politeama, due turisti italiani mi chiedevano dove fosse la famosa focacceria conosciuta in tutto il mondo. Capito “l’errore” toponomastico li ho accompagnati in via Alessandro Paternostro affinchè potessero gustare un bel panino con la milza.
    Saluti.

  • 07 agosto 2015 15:00

    Bravo pellegrini!!

  • 07 agosto 2015 15:02

    No scusate…volevo dire bravo Ferrante!

  • 08 agosto 2015 07:17

    Credo che tutti riconoscano nei siciliani l’ospitalità, l’ accoglienza e la disponibilita’. In Sicilia potremmo vivere di solo turismo.

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