i fatti dopo il ragionamento

Ilaria, che non aveva Dada

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La morte della ragazza di Messina, i soliti psicologi da tastiera e una vecchia canzone che parla di droga e di un'amicizia speciale. Di quelle che possono anche salvarti la vita Ilaria Boemi | Blog diPalermo.it

A me la brutta storia di Ilaria, la ragazza di Messina trovata morta in spiaggia, ha fatto venire in mente “Dada”, una delle più belle canzoni di Ivan Graziani. Sin da quel “viso tondo da cherubino” e da quel “metro e sessanta di dolcezza”. Le storie drammatiche di “Ivette senza tette” e di Ilaria per certi versi sembrano incrociarsi, sullo sfondo la vita di provincia di due ragazze non ancora maggiorenni, “smetti di bucarti, hai solo quindici anni”.

Sembra però che più della triste fine di una giovanissima vita, a tenere banco sia stato il modo in cui Ilaria è stata rappresentata sui media. Quei piercing, quello sguardo stralunato, quel “viso scuro come un temporale” hanno alimentato il chiacchiericcio delle – ancora Graziani – “maledette malelingue”. Come la foto “diabolica” di Meredith, tanto ambigua da portare a non distinguere chi nella tragica storia di Perugia fosse la vittima e chi il carnefice.

Certo, quegli anelli sul viso potrebbero dire tanto, ma potrebbero anche non dire niente. Meglio quindi lasciare le conclusioni in mano agli esperti dei social. Perché il punto non è questo, piercing o non piercing. Il punto piuttosto è che Ilaria-Ivette non aveva nessuna Dada in grado di tirarla fuori dai guai, in grado di consigliarle “non lasciarti andare”, di pregarla di “non andare più da loro” o di prometterle “io ti guarirò”.

Non è detto che la giovane di Messina fosse una tossicodipendente, ma quella robaccia che forse “più non la voleva, più la desiderava” è stata in grado di stroncarla e nessuno ha impedito che ciò accadesse. Non c’è stata una Dada a impedirlo, quella Dada che anziché condannare Ilaria-Ivette si sarebbe immedesimata in lei fino a sostituirla, “questa volta te lo giuro, andrò io al posto tuo”. E a quella massa di pettegoli convinti che la vita di Ilaria-Ivette sarebbe stata comunque segnata, che sarebbe tornata dai “balordi spalle larghe da facchini e naso a becco come corvi”, che sarebbe stata come loro, Dada avrebbe risposto con un secco “e invece no!”.

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