i fatti dopo il ragionamento

La vera paura del palermitano

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La città sommersa di rifiuti e lo stratagemma geniale (e personalmente sperimentato). Piazzare nella discarica l'immagine di padre Pio. Perché l'inferno è una brutta bestia. Soprattutto per chi non ci crede. Come noi Leoluca Orlando Padrepio | Blog diPalermo.it

Riempiamola di immagini di padre Pio, costruiamo altarini in onore della Madonna e del Signuruzzu negli angoli più bui, tutti i santi siano celebrati con edicole votive in ogni luogo. Facciamo di Palermo la città più simbolicamente religiosa del pianeta e il miracolo avverrà. Non sarà più fetida, la nostra disgraziata Palermo. Laddove c’era la munnizza e la discarica abusiva spunteranno fiori, piante ed essenze sprigionate da candele profumate. Signor sindaco, mi ascolti sparagni i piccioli della Rap e delle telecamere per pizzicare chi sporca. Il frate di Pietrelcina tutto può e si spende molto, molto meno.

Ieri sera percorrevo in motocicletta la via Olio di Lino, siamo a Borgo Molara per chi non conoscesse la zona, e mi sono detto: “Azz (sì l’ho detto, nonostante transitassi davanti all’immagine sacra, mi scanto pure io, d’altra parte mica sono di Bolzano), io sta cosa la devo scrivere. Ora parlo con gli amici di diPalermo”. L’avevo notato da tempo, non solo in via Olio di Lino, ma pure altrove. Le cataste di spazzatura e di rifiuti ingombranti spariscono quando qualcuno decide di trasformare il luogo dello squallore in un punto di raccoglimento e preghiera. Anche se fugace, un’invocazione che dura lo spazio infinitesimale del cambio di marcia del mezzo di trasporto su cui ci stiamo muovendo. Quel qualcuno che si è inventato lo stratagemma è un genio. È palermitano d’altra parte, e conosce bene quali corde suonare nell’anima del suo concittadino.

Il palermitano dell’inferno si scanta. Pure se non ci crede. Anzi, se non ci crede è meglio. Scatta, infatti, quel meccanismo psicologico per cui è megghiu riri chi sacciu chi diri chi sapia (mi sia consentita la traduzione: meglio dire che so, piuttosto che sapevo). In soldoni, agire oggi piuttosto che pentirsene in seguito. Altro non è che la filosofia del “per sì e per no”.

Io la scena me la immagino. Dall’inizio alla fine. Sono certo che vada così. Lo immagino, quel lurido mio concittadino che scende di notte. Si sente scaltro. A quest’ora non mi vede nessuno, dice. Vero è, almeno quando butti un sacchetto della spazzatura all’angolo della strada e potrai dire un giorno ai tuoi figli, gonfiandoti il petto e indicando la montagna di lerciume, che tu nei sei stato l’ideatore. Perché basta un sacchetto, il primo sacchetto, per far sentire autorizzati tutti gli altri a fare la stessa minchiata, nascondendosi dietro il principio che era già così. Più difficile che nessuno ti veda se stai abbandonando sul marciapiede camera da letto e stanza da pranzo, di quelle belle che si usavano una volta, in radica di noce e piuma di mogano.

Ecco ti immagino che arrivi lì, davanti al luogo scelto dal tuo cervello formattato male – anzi, malissimo – con il sacchetto maleodorante in mano o un bidet tra le braccia (accade anche questo). E quando pensi di avercela quasi fatta, cucù, c’è padre Pio che ti guarda. Lurido sporcaccione che non sei altro. “Minchia – pensi – che faccio?”. II senso di colpa ti lacera. Lo stato psicologico che appartiene a tutti, credenti o non, approda a una dimensione religiosa che magari neppure ti appartiene. La colpa diviene allora peccato. A quel punto pensi a padre Pio che se è diventato santo magari magari parla con Dio. E se ci parla sei nei guai. E Dio diventa per te, seguendo una logica della fede – anch’essa distorta – il giudice severo che svela e punisce tutti i peccati. “Lo sai che ti dico? Io per sì e per no la spazzatura non la butto più”. E torni a casa. Ti metti a letto e credi pure di essere un uomo migliore.

2 commenti

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  • 15 agosto 2015 16:19

    Allora lo vedo bene ovunque Padre Pio.
    Poi, considerando l’elevato numero di fedeli che da Palermo si reca a Pietrelcina vuol dire che lo temono, o ci credono.
    Mi raccomando però, Padre Pio e non Padre Orlando Cascio!
    Dalla terra di Padre Pio.

  • 15 agosto 2015 17:16

    Pare che Santa Rosalia funzioni altrettanto bene

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