i fatti dopo il ragionamento

Gli amorazzi del mio bar

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Non sono un impiccione. E neanche curioso per indole. Osservo, piuttosto. Ho assisto, e continuo ad assistere, alle dinamiche amatorie di tanti avventori del mio bar, agli incontri clandestini, alle ore rubate, alle bugie raccontate, alla complicità richiesta e tante volte imposta. Venti e più anni fa vedevi lui acquistare una scheda telefonica e poi appostarsi davanti al telefono pubblico più imboscato per aspettare il suo turno. Leggevi la tensione sul suo volto. Poi lei lo raggiungeva, vedevi i sorrisi veri di chi aveva il piacere di vedersi e annusarsi nella clandestinità. Un caffè e poi via. Hotel in provincia, ma non troppo lontano, un imprevisto ti avrebbe messo nei guai seri. Si rompe la macchina, ti trovi a San Martino delle Scale, che vai a raccontare? Le precauzioni per non farti beccare.

Adesso è più facile essere scoperti, tra mail, sms, social e altro ancora. Allora, in un certo senso, c’era più pudore e anche rispetto – passatemi il termine – anche nel tradimento. Li vedevo la domenica mattina con i partner ufficiali, compravano i dolci del pranzo e speravi in cuor tuo che quelle tresche non venissero scoperte. Per non vedere soffrire il partner tradito. Dopo tanti anni lontano, ho rivisto molti di loro, quasi tutti con altre vite, perché non si va mai lontani dentro a un matrimonio precario.

Adesso di uguale resistono solo le bugie che si raccontano al partner per ritagliarsi quelle ore di libertà. Quasi sempre lavori imprevisti e indifferibili. Manco fossimo giapponesi. Ma mai fare la morale a qualcuno, questo ho imparato. Siamo esseri imperfetti. Cerchiamo la felicità, e pazienza se quasi sempre è un surrogato. Perché alla fine ci ritroviamo spesso soli, in una stanza e con l’agenda telefonica di Carlo Verdone nel film Un Sacco Bello. Stadio Olimpico, Olimpico Stadio. Almeno lasciamoci l’illusione che quell’ora rubata ci dia la forza per andare avanti.

2 commenti

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  • 18 agosto 2015 19:29

    Ormai le storie di tradimenti sono all’ordine del giorno. Ogni volta è più doloroso ascoltarle.

  • 21 agosto 2015 19:12

    Ascoltare senza mai giudicare….

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