i fatti dopo il ragionamento

Il mio esame per l’inferno

di

La patente di mio figlio e il girone dantesco (a puntate) della Motorizzazione civile. Dove la sopravvivenza ha un prezzo. Come tutto qui a Palermo Orlando Guida | Blog diPalermo.it

Mio figlio deve prendere la patente. Ha appena compiuto 18 anni, e ci sta. Cerco il sito della motorizzazione civile di Palermo per fare la domanda on line o, al peggio, scaricare i moduli. Sito web inesistente, senza la possibilità di scaricare la modulistica, senza nominativi dei funzionari responsabili; l’unica informazione è quella sugli orari di apertura: i giorni dispari dalle 9 alle 12.30, il mercoledì pomeriggio anche dalle 15 alle 17. Mi armo di coraggio e vado. Se non ti metti a turno alle 8 o prima, non hai speranze. Il turno, naturalmente, si fa su “pizzini” appesi alla porta e gestiti dal primo energumeno di buona volontà. Finalmente accedi e cerchi di ottenere delle informazioni.

Scusi, cosa devo fare per prenotare l’esame teorico per la patente B?

La domandina, signora.

Bene, e dove la prendo?

Gliela do io, tranquilla

(Dopo avere scrutato nel sottobanco, mi fornisce la “domandina” in oggetto).

Fa fare il certificato dal medico curante, poi se ne va all’Asl e si fa fare l’altro, poi viene con la domandina compilata e fa qua i versamenti.

Bene, grazie. C’è altro che devo fare?

Signora… (spazientito), sulla domandina c’è scritto tutto.

Un’ultima cosa, può venire mio figlio e fare il pagamento con la carta prepagata?

Ma che sta dicendoooo? (molto spazientito) Solo bancomat, l’ha capito?

Grazie, arrivederci.

Faccio il mio dovere: certificato del medico curante, certificato della Asl (16 euro di marca da bollo + 25 euro di ticket), fotocopie di tutti i documenti di mio figlio e, finalmente, un lunedì di agosto, mi reco all’inferno, tutta contenta perché ad agosto ci sarà meno coda. Ma, sorpresa, gli uffici sono chiusi. Chissà come mai, però, è aperta un’agenzia disbrigo pratiche proprio davanti agli uffici. Entro e chiedo perché mai siano chiusi.

Il martedì seguente arrivo di buon’ora e trovo pochissima gente. Che fortuna, mi dico. L’impiegato addetto al pagamento nota che avevo dimenticato la fotocopia del certificato medico e, mosso a pietà, me la fa lui, subito redarguito, a voce altissima, da un altro solerte impiegato che stava lì, appoggiato al muro a non fare nulla. Dopo avere pagato, finalmente, armata della domandina, di tutte le fotocopie, delle ricevute eccetera eccetera arrivo allo sportello per prenotare l’esame.

Signora, suo figlio è maggiorenne?

Sì, da poco.

E allora la delega dov’è?

La delega per cosa?

Per presentare la domandina (occhi rivolti all’insù ed espressione di profondo disprezzo), vabbè, le do la delega, lei la fa firmare a suo figlio, poi viene qua con la delega e le fotocopie del suo (mio) documento e codice fiscale, e può presentare la domandina.

Di corsa, sveglio mio figlio, gli faccio firmare la delega, giro per mezza città per fare una fotocopia dei miei documenti (“siamo ad agosto, signora!”) e torno nel mio personale inferno.

Buongiorno, eccomi qui di nuovo. Ora c’è tutto?

Aspetti che controllo, sì ora va bene.

Bene, allora quando li fa gli esami?

Signora (oramai degli occhi si vede solo il bianco), dice vero? Che fa, non lo sa? Deve venire fra quindici giorni, meglio venti, e le diremo la data.

Grazie e arrivederci.

Fra (minimo) quindici giorni vi farò saper com’è finita. Nel frattempo, un dubbio mi assale: che sia una manovra congiunta degli assessori Pizzo e Catania per dissuadere i palermitani dall’uso della macchina? Boh…

7 commenti

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  • 24 agosto 2015 10:44

    Intendiamoci, io sono più che solidale per quanto riguarda la maleducazione degli impiegati agli sportelli.
    Però, da cittadini, un po’ di impegno. Basta cercare su Internet e troverà procedure e moduli per cui ha dovuto perdere una mattina.
    Al primo colpo ho trovato questa http://www.dgtnordovest.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=48%3Anorme-generali-per-il-conseguimento-della-patente-di-guida-di-categoria-B&limitstart=1
    Poi mi fa sanguinare l’anima che abbia dovuto svegliare il figliolo per fargli firmare la delega. Gioia mia.
    Purtroppo, con tutto il disprezzo che, ripeto, posso provare per gli impiegati agli sportelli, in questo articolo ritrovo tutti i vizi della Sicilia che chiede agli altri di cambiare ma mai sé stessa.

  • 24 agosto 2015 10:51

    Si tutto bene o meglio male, ma…Orlando nella foto che c’azzecca?

  • 24 agosto 2015 11:19

    Gianos, si gioca,

  • 24 agosto 2015 12:40

    L’articolo è spassoso. Ma la prima riflessione che mi viene da fare è che tutta questa estenuante fatica dovrebbe essere il ragazzo a farla. Non la mamma.
    Tranquilla Alessandra. Non voglio dare alcuna lezione. Anch’io mi sono occupato di cose che avrebbero dovuto fare i miei figli, a cominciare dalla iscrizione all’Università e altri adempimenti di varia natura (patente compresa)
    Sempre il papà e la”mammà”.
    Sembrerò patetico, ma ai miei tempi queste cose le facevamo noi. Non riesco ad immaginare mio padre in coda all’ufficio immatricolazioni dell’Università per la mia iscrizione, o per la presentazione del mio piano di studi. O per la mia patente.
    E’ un errore mastodontico nel quale cadono, o sono caduti, puntualmente tutti i genitori (me compreso, sia chiaro)
    Dal ’68 in poi.
    Dovremmo farci un grande esame di coscienza.
    Ennio Tinaglia

  • 24 agosto 2015 18:11

    vorrei capire il nesso tra Motorizzazione e amministrazione comunale. Una volta tanto sindaco, assessori & C. credo non centrino nulla.

  • 24 agosto 2015 20:46

    A Palermo, in un modo o in un altro, il buon Orlando c’entra sempre 🙂

  • 28 agosto 2015 09:54

    D’accordissimo che queste cose le dovrebbero fare i figli. Ma non possono pagare, perché non essendo dotati di bancomat, ma di semplici carte prepagate, non posssono effettuare il pagamento. I miei figli fanno tutto da soli, ma in questo caso non è stato possibile, purtroppo!

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