i fatti dopo il ragionamento

L’irredimibile terra

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La Valle dei Templi sfregiata dall'abusivismo e le ruspe fermate da ignoranza, protervia e illegalità. Perché noi, in fondo, siamo fatti così Agrigento | Blog diPalermo.it

Questa è una storia di protervia, ignoranza, irredimibilità, ignavia. Una storia in cui la luce fioca e tardiva di uno Stato che ha dormito per troppo tempo si intravede solo mentre scorrono i titoli di coda. Siamo ad Agrigento, emblema di scempio edilizio e record negativo 2014 per qualità della vita. L’acqua ad agosto arriva ancora ogni 20 giorni. E la cattedrale, pericolante da tre anni, attende fiduciosa il miracolo del restauro che verrà.

Ai sudditi di questo lembo di terra ai confini dell’impero è toccata in sorte, immeritatamente, un’eredità straordinaria: la Valle dei Templi. L’Unesco l’ha inserita tra i siti patrimonio dell’Umanità. Gli agrigentini, in barba ai ferrei divieti di edificabilità, ci hanno costruito. E mica quattro muretti a secco, ma 650 opere abusive. Diciamo che, se non fosse stato per qualche giudice, a qualcuno l’idea di un bel residence con vista sul tempio della Concordia non sarebbe dispiaciuta. Ma i giudici ci sono. E negli anni le sentenze di condanna degli edificatori selvaggi e le intimazioni a buttar giù quanto realizzato contro la legge, e pure contro il buon senso, sono arrivate.

Peccato che siano rimaste parole – sono pochissime le costruzioni demolite – e gli obbrobri siano ancora tutti là. Emblema che in questa terra ognuno può fare quello che vuole, tanto la fa franca. Sempre. Qualche mese fa, però, la Procura (a distanza, c’è da dirlo, di quasi vent’anni dai primi verdetti che imponevano le demolizioni) ha preso carta e penna e imposto al Comune di fare quello che avrebbe dovuto: prendere le ruspe e radere al suolo gli scempi e, con questi, ignoranza e illegalità.

“Convinti” dall’ultimatum dei pm, gli amministratori hanno recepito il messaggio e mandato gli operai. Ma a sorpresa, quando il rito della legge che trionfa stava per compiersi, è arrivato, immancabile, il cavillo. “Il muretto – perché si è partiti da un muretto abusivo – non si tocca. C’è un vizio nel titolo esecutivo”, ha fatto sapere il proprietario attraverso i legali. Balle, ma le ruspe si sono fermate per ore. Ed è dovuto intervenire il magistrato per dire che tutto era in regola. E allora, motori accesi e si è ripartiti fino al nuovo stop. Perché chi il benedetto muro aveva tirato su, tutt’altro che pentito, a quel punto ha fatto scudo col proprio corpo all’imperitura opera – altro che templi e Telamone – dicendo che mai ne avrebbe consentito la demolizione.

“Anni di condoni annunciati pagati a suon di voti, piuttosto radete al suolo ‘ste quattro colonne che non servono a nessuno”, avrà pensato tutto teso a salvare la roba che viene sempre prima della cosa pubblica. E chi se ne frega se quelle quattro colonne, oltre a raccontarci di chi c’era quattro secoli prima di Cristo, portano ad Agrigento turisti, cultura e ricchezza. Alla fine, comunque, dopo cinque ore di ridicolo tira e molla il manufatto – quattro pietre di 90 centimetri di altezza per 20 metri di lunghezza – è caduto. Demolire quello di Berlino credo sia stato più semplice.

12 commenti

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  • 26 agosto 2015 10:25

    Ad onor del vero di fronte il tempio di Giunone c’è un hotel stellato (non abusivo!) e la valle è attraversata dal mostruoso viadotto Morandi e da altrettanti mostruosi svincoli, strade e mega rotonde statali. Il vero scempio ha il timbro della legalità statale! Poi, se guardate l’area vincolata dal piano è talmente ampia da considerare “valle dei templi” (e dunque abusiva!) pure costruzioni a villaggio mosè, Chiesetta compresa! Ad Atene, andate a vedere, è urbanizzata l’area accanto ai templi, ma siccome Agrigento è Sicilia, massacriamoci!

  • 26 agosto 2015 10:35

    Buttate tutto giu’. E se i proprietari (colpevoli di questi scempi) non vogliono uscire di case, peggio per loro.

  • 26 agosto 2015 11:06

    Gentilissimo GIu’ e’ proprio questo “benaltrismo” che rende irredimibile la nostra regione (e anche il paese intero per la verità). Siccome ci sono altri abusi o abusi peggiori questi vanno salvati? Allora siccome c’è l’omicidio consideriamo tollerabile il furto con scasso? È’ un ragionamento fantastico..

  • 26 agosto 2015 11:52

    Gent. mo Sig. Amenta, mi permetto di interpretare il pensiero di Giù, non si tratta di, come lei dice, di “Benaltrismo”, ma del fatto che spesso, dalle nostre parti, i primi protagonisti di certe barbarie sono i nostri amministratori (che poi, in democrazia, siamo o possiamo o potremmo essere noi stessi). È un triste circolo vizioso nel quale la nostra terra sta morendo.Se questa situazione possa o non possa cambiare, lascio ad altri rispondere, però mi va di ricordare la frase di Paolo Borsellino: “Un giorno questa terra sarà bellissima… “

  • 26 agosto 2015 13:14

    Ma certo che non dovevano demolire nulla… Piuttosto quelle quattro rovine di tufo, buttiamole giù. Rovinano la vista ai “villini”!

  • 26 agosto 2015 14:19

    Ma qual’ è l’hotel di fronte il tempio di giunone?? Inoltre lo scempio statale in cosa consiste, nelle strade?

  • 26 agosto 2015 15:56

    Perché bisogna buttare sempre fango sulla nostra terra! La foto non rispecchia per nulla la realtà. La valle dei templi è un posto meraviglioso mi dispiace vedere questa fato su una testata siciliana o meglio ancora Palermitana, altra città meravigliosa! Boh! non capisco! Consiglio a chi non è mai venuto ad Agrigento di venire a visitarla o perlomeno di vedere su internet immagini reali relative a questa valle, specialmente di sera, si rimane a bocca aperta!

  • 26 agosto 2015 16:57

    L’hotel è Villa Atena, ma non è l’unica costruzione lecita all’interno del parco,come dicevo, e caro Sig. Amenta non è benaltrismo è che lo Stato non dovrebbe pretendere dal cittadino ciò che lo Stato in primis non fa, allora chi ha previsto i confini dell’area sottoposto a vincolo doveva fermarsi là dove ha costruito l’ente pubblico, invece di allargarsi a dismisura. Rotatorie, svincoli sede del parco a due passi dal tempio etc..sono più tollerabili della stalla di tizio a km di distanza?

  • 26 agosto 2015 16:59

    P.S. Grazie Ciccio per l’interpretazione autentica

  • 26 agosto 2015 20:24

    Ok. Il tempio di giunone è un altro.
    L’hotel Atena, dista qualche centinaio di chilometri dal tempio della concordia e ci sono anche altri hotel poco più distanti, come Colleverde.
    Un hotel non ha la stessa importanza di una casa privata, che molto poco produce sotto tutti i punti di vista.
    E anche in eventuale presenza di evasione fiscale rende sicuramente di più sia in termini di gettito, sia in pil, sia in occupazione.
    Avrei sicuramente preferito che alcune zone delle vicinanze di Palermo, fossero state più accessibili a delle strutture ricettive o a delle pianificazioni mirate, piuttosto che ai villini privati, con tutto l’abusivismo che si è creato. Queste zone, con adeguate politiche per la salvaguardia dell’ambiente e del mare, avrebbero reso sicuramente di più.
    Ma certo l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, così dice la Carta. Ma quello lo deve fornire lo stato con tanti impieghi pubblici, no? Con relative casette al mare e ai monti.

  • 26 agosto 2015 21:03

    Dista qualche centinaio di metri. Pardon

  • 26 agosto 2015 22:10

    mafalda hai ragione, ho commesso un errore, ovvio è il tempio della Concordia quello a due passi da villa Atena, scusate il lapsus

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