i fatti dopo il ragionamento

Chiedi chi era Scirea

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La notizia piombò durante la diretta della Domenica Sportiva. Dopo un servizio sulla giornata calcistica di quella domenica 3 settembre 1989, il collegamento tornò instudio con Marco Tardelli, ospite della puntata, in lacrime. In un incidente stradale in Polonia era morto Geetano Scirea.

Era andato a osservare il Gòrnik Zabrze, primo avversario della Juventus in Coppa Uefa, trofeo che la Juve avrebbe poi vinto. La prima doppietta in maglia bianconera di Totò Schillaci, nella gara di andata, fu proprio contro la squadra polacca, il cui nome sarà per sempre collegato alla tragica fine di Scirea. L’urna che sorteggiò il nome degli avversari della Juventus in Europa decise anche il suo destino.

E non si trattò dell’unica fatalità. La scarsità di rifornimenti di carburante in quegli anni in Polonia costringeva gli autisti a trasportare nel bagagliaio alcune taniche di benzina. Scirea, infatti, non morì per lo scontro dell’auto sulla quale viaggiava, ma per le ustioni riportate a causa delle fiamme (partite dalle taniche) che avvolsero immediatamente l’abitacolo in cui rimase intrappolato.

Scirea era un campione di stile e correttezza, in campo e fuori. Era una bandiera. Niente a che vedere con i calciatori di oggi. Uno come Scirea sarebbe passato pure indenne dall’atavica avversione dei tifosi palermitani nei confronti degli “strisciati”. Insieme a Franco Baresi fu il miglior libero della storia del calcio italiano. Non subì mai un’espulsione né fu mai squalificato. Dopo un breve periodo nell’Atalanta, giocò ininterrottamente nella Juventus collezionando 552 presenze (377 in campionato) e segnando 24 gol. In Nazionale giocò 78 volte (2 gol) e fu tra i campioni del mondo di Spagna 1982. Con la Juve vinse tutto: 7 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea e 1 Supercoppa Intercontinentale.

Scirea c’era pure nella tragica notte dell’Heysel, 29 maggio 1985. Trentanove tifosi morti prima di quella maledetta finale.

L’opportunità di giocare o meno. Una decisione difficilissima. Da un lato l’assurdità di disputare una partita di pallone in uno scenario surreale, dall’altro la questione ordine pubblico, scendere in campo per placare gli animi. Prevalse la seconda ipotesi. Scirea si avvicinò al microfono dello stadio e disse: “Non rispondete alle provocazioni, restate calmi”. E poi, dopo una breve pausa: “Giocheremo per voi”. Era Scirea.

6 commenti

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  • 03 settembre 2015 11:49

    non sono affatto appassionata di calcio, ma di storie si, e di ricordi, e questo, caro Franco Cascio, è appunto un bellissimo ricordo, peccato che non ci sia manco mezzo commento, boh, chissà perchè la cosa mi amareggia. per me Scirea non rappresentava niente, dato che non m’interessa il calcio, però non ignoravo questo nome, piu o meno un tifoso a casa ce l’abbiamo tutti e quando la tv è accesa comunica a tutti… ) la curiosità, è stata la curiosità a condurmi a leggere questa bellissima memoria.
    a proposito di memoria… che facevo io il 3 settembre dell’ 89? eh… lo so io… è stato l’anno piu memorabile della mia vita.
    non ne sapevo niente della ( incredibile, mi pare assolutamente incredibile) sorte di Getano Scirea, eppure questa, a mio modo di vedere, è stata una lettura utile, cosi come lo è sempre la memoria,
    a proposito…”Come uomo è stato un modello di dolcezza e integrità, una persona leale e gentile. ” recita wikipedia… e mi chiedo… di chi oggi, si potrebbe dire lo stesso? esistono ancora uomini per i quali usare, sempre post mortem, parole cosi?

  • 03 settembre 2015 14:17

    Gaetano, capitano per sempre

  • 04 settembre 2015 08:29

    Uno di quei giocatori che sono prima uomini leali, nobili fuori dal campo e in campo insieme a Franco Baresi, mai una parola sopra le righe, un gesto di cattiveria, un signore…da prendere ad esempio da tanti giocatorini che oggi si sentono appagati e pieni di tatuaggi, capelli colorati e gesta fuori dal campo da galera..
    Ciao Gaetano, io ricordo quel 3 settembre e mi commossi a sentire la tua scomparsa…
    Saluti per la famiglia.

  • 07 settembre 2015 12:49

    Semplicemente uno dei migliori giocatori italiani di sempre. Giocatore modernissimo che da libero in realtà faceva il regista arretrato. Straordinario anche nella posizione, sempre in linea del passaggio. Per me il migliore di tutti.

  • 05 settembre 2016 16:37

    Aggiungo al mio omonimo che Scirea fu il vero erede di Franz Beckenbauer, perchè non solo faceva il regista arretrato ma usciva dall’area a testa alta e rilanciava il contropiede con rapidità, visione di gioco e sapienza di tocco.
    il miglior libero di tutti i tempi.

  • 05 settembre 2016 19:26

    Uomo integerrimo, calciatore esemplare. Un solo difetto: era juventino.

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