i fatti dopo il ragionamento

Questa cosa chiamata decenza

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Le allusioni sessuali nelle insegne di un paio di negozi ai Quattro Canti e il dovere mancato dei solerti controllori del centro storico Leccami | Blog diPalermo.it

Se in passato a Palermo per vedersi in centro ci si dava appuntamento in piazza Politeama o al teatro Massimo, oggi ci si incontra al McDonald’s o alla Champagneria, due dei tanti locali della città diventati ormai punto di riferimento per molti giovani e non solo. Niente di scandaloso, è il segno dei tempi che cambiano. Con l’avvento della società dei consumi piazze storiche e centri culturali hanno perso la loro importanza quali luoghi di ritrovo, a vantaggio di negozi e attività. È la modernità. Solo che di questi tempi la modernità può sfociare in situazioni esilaranti, che dal cattivo gusto scivolano nel ridicolo.

Da qualche mese a questa parte, infatti, potrebbe capitarvi che per vedervi ai Quattro Canti qualcuno vi dia appuntamento da “Leccami”, che si trova accanto al negozio “U pirtusu”, a sua volta a lato del “Centrale Palace Hotel”. Provate a leggere le insegne di seguito come se si trattasse di una frase. Probabilmente nell’immediato vi fareste una grassa risata, ma dopo qualche secondo vi chiedereste come sia stato possibile avere esposto al pubblico ludibrio uno dei luoghi più rappresentativi del nostro centro storico. Un posto visitato ogni giorno da migliaia di turisti.

Davvero assurdo. Ma ancora di più lo è se si pensa che tutto questo è accaduto nel Paese che, più degli altri, sulla tutela dei centri storici ha costruito una macchina burocratica infernale fatta di vincoli, pareri, concessioni e autorizzazioni. Lo sanno bene i residenti, a rischio esaurimento nervoso quando devono eseguire lavori di ristrutturazione nelle proprie abitazioni. In questi casi, infatti, bisogna fare richiesta alle autorità competenti le quali devono rilasciare una serie di visti e nulla osta (dal tipo di materiali da utilizzare, ai colori, alle rifiniture) al fine di garantire la storicità dell’immobile e la sua armonia con il paesaggio urbano in cui è inserito. Un percorso di progetti, varianti e carte bollate lungo e tortuoso che, spesso, può durare anche anni.

Allora, com’è possibile che qualcuno abbia autorizzato l’apertura di una gelateria chiamata “Leccami” nei pressi di un monumento simbolo della città? Come mai nessuno si è accorto che la suddetta gelateria “Leccami” sarebbe sorta a fianco di un negozio chiamato “U pirtusu”, seguito dal “Centrale Palace Hotel”? Per non parlare, poi, dei colori dell’insegna fucsia e verde accesi, capaci di irritare anche la vista di un daltonico.

In mancanza di risposte plausibili, mi viene da pensare che chi aveva il dovere di tutelare il fascino di uno scorcio come quello dei Quattro Canti si sia concesso una licenza artistica per rappresentare il segno dei tempi in cui viviamo. Tempi capaci di deturpare in un modo così stupido e banale la bellezza lasciataci in eredità.


[ Immagine: da google maps - Policy]

2 commenti

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  • 20 settembre 2015 13:21

    il Negozio “U pirtuso” è chiuso da circa 6 mesi ! semmai è lui che deve rimuovere l’insegna.

  • 20 settembre 2015 17:29

    Di questi tempi dovremmo scandalizzarci di altro.
    Per quanto mi riguarda quelle insegne non mi dicono nulla e, malgrado ci passo spesso, non ci avevo fatto mai caso prima che qualcuno non le postava sul web.

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