i fatti dopo il ragionamento

La mafietta di bottega

di

Le fiamme al pub tolto ai boss e gestito da una coop antiracket e le minacce inaccettabili alla mia troupe che voleva riprendere il locale. Perché esistono luoghi pubblici, a Palermo, che pubblici non sono Pub Nicchi | Blog diPalermo.it

Va bene, ce ne siamo andati, del resto non potevo correre il rischio che la situazione degenerasse e che alle parole seguissero le vie di fatto. Non potevo starmene seduto dietro alla mia scrivania (con il questore al telefono, pronto a inviare due volanti) e immaginare nel frattempo il mio collega (in gamba, veramente in gamba ma ancora troppo giovane) e il mio operatore (in gamba, veramente in gamba ma responsabile di telecamera, microfono, attrezzature e auto di servizio) stretti in un cerchio di sguardi ostili, di Vespini che impennano, di Lape che si avvicinano, di gente ostile e minacciosa.

E va bene, le immagini di un pub di Ballarò confiscato al mafioso Nicchi e poi assegnato a un raggruppamento di imprese e dato alle fiamme non le abbiamo fatte, questa volta – come cantava Edoardo De Angelis – “ho usato la prudenza più del coraggio”; ma le immagini possono anche essere raccontate andando in onda. Ecco, questo lo abbiamo fatto, per spiegare che a Palermo ci sono luoghi pubblici (una piazza in questo caso) che però non possono essere di tutti ma di chi si è autoproclamato “gestore del territorio”.

Quindi è meglio per noi non fare immagini ed è meglio per chi vuole gestire con un’attività pulita quel pub non farsi vedere nemmeno. A me la mafia che fa affari, trucca gli appalti, commette omicidi e organizza stragi fa schifo; ma questa “mafietta di bottega” che vuole imporre il proprio controllo anche agli angoli maleodoranti di una piazza mi lascia basito. C’è molta strada ancora da fare.

(Luigi Perollo è direttore responsabile di Trm)

6 commenti

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  • 21 settembre 2015 09:40

    Sempre che questa strada abbia una fine, perché l’impressione è che ad ogni passo fatto in avanti, qualcuno la allunghi di due.
    L’Italia, ma soprattutto il centro-sud (vedi anche a Napoli per ora) è stata data in mano ai delinquenti, di ogni ceto sociale, di ogni razza. Le leggi in parte non funzionano, in gran parte non hanno la pena certa.
    Quanto vuoi che si preoccupi il delinquente di delinquere se all’indomani è libero. Nel piccolo vedi quello che ha rubato la TV al Civico, preso e rimesso in libertà….libertà di farsi ribeccare a rubare in un altro reparto.
    Poi abbiamo la mafietta di quartiere….quella del territorio, la delinquenza del “qui è cosa mia e comando io”.
    L’illegalità a Palermo è talmente illegale, che l’han fatta diventare legale da non farci più caso.
    Stiamo affondando del tutto e non si vede lustro.

  • 21 settembre 2015 12:20

    Ma il pub è stato confiscato, come dice l’autore dell’articolo, o sequestrato? Perché su Repubblica del 17 settembre, articolo a firma di Romina Marceca, si parla di pub sequestrato. Lo chiedo perché è un fatto singolare – che nulla ha a che vedere con la professionalità del direttore né dei giornalisti e degli operatori , i quali svolgono il loro lavoro con dedizione encomiabile – che la troupe sia dell’azienda sequestrata ai Rappa e oggi in amministrazione giudiziaria.

  • 22 settembre 2015 23:03

    Questo e’ l’elettorato del sindaco “Ollando”…

  • 11 ottobre 2015 10:22

    …. quindi chi ha votato Orlando e delinquente /mafioso??…. Ce ne di strada da fare affinché Palermo diventi una città in cui la legalità é al di sopra di tutto …. con queste teste !!

  • 11 ottobre 2015 10:30

    … é !!

  • 12 ottobre 2015 18:44

    Signor Filipp non ho dato del delinquente/mafioso a nessuno ma penso che Orlando buona parte dei suoi voti li ottenga da questa gente in questi quartieri dove sovente e’ la sua presenza durante processioni, feste rionali, ecc. Saluti.

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