i fatti dopo il ragionamento

Lo schifo che avanza

di

Il mercato clandestino dell'Albergheria che le istituzioni fanno finta di non vedere. A due passi dalla celebrata area Unesco e davanti a un museo che io amo. E che ci insegna chi siamo. E da dove veniamo Syndicus | Blog diPalermo.it

Premessa: questo testo contiene diversi esercizi di turpiloquio che a volte è imprescindibile per mostrare disappunto verso qualcosa o qualcuno. La Sicilia è unica, ma è ancora più unica dal punto di vista geologico. La Sicilia è studiata da geologi di tutto il mondo ed è una palestra per chi inizia a studiare la Terra. La paleontologia, che nella geologia pone le fondamenta, trova in Sicilia esemplari unici al mondo. Uno dei posti dove tale unicità è da sempre celebrata è il Museo geologico Gemmellaro, in corso Tukory. Un museo dove siamo cresciuti, dove ci siamo formati, ricco di fossili e reperti e di percorsi che ci insegnano e ci ricordano da dove veniamo.

A interdire l’ingresso al museo ormai da anni invece c’è qualcosa che ci ricorda come ci siamo ridotti. Il museo è ormai coperto dalle miserie del mercato clandestino dell’Albergheria che le istituzioni (Comune, Regione) e gli addetti alla pubblica sicurezza fingono di non vedere, fatti salvi alcuni raid puntuali e ben pubblicizzati che però non hanno effetto e seguito. A due passi dall’area Unesco, intasando le strade che portano all’ospedale dei bambini, si celebra la miseria di Palermo.

Se io fossi il sindaco, se io fossi il capo dei vigili, se io fossi il capo della polizia organizzerei un presidio militare continuo e sistematico per impedire tale sfregio. Ogni volta che dico o scrivo questa cosa mi danno della guerrafondaia e io rispondo molto civilmente: #guerrafondaiastocazzo. Perché non lo fanno? Perché non rimuovono ogni giorno le montagne di merce di dubbia provenienza e di rifiuti che questi delinquenti creano? Perché non impediscono che una delle strade principali delle città (snodo tra ospedali e palazzi delle istituzioni) sia congestionata e bloccata da questi uomini di merda che vendono merda ad altre merde?

Io pensavo che fosse solo una questione di tempo, così come hanno liberato la Magione, hanno schiodato i posteggiatori da piazza San Domenico e da piazza Bologni, pensavo appunto che la liberazione dell’Albergheria fosse imminente, e invece no. Perché? Perché vince la mafietta di bottega, come diceva ieri Luigi Perollo sempre su diPalermo.it? Come mai vincono questi indegni? Perché sono tanti? Perché sono tanti voti? Perché sono pericolosi? Hanno il nucleare e non lo sappiamo? Intanto continuiamo a sopportarli, molti dicono che si fa protesta da tastiera, in realtà le denunce e le segnalazioni ormai piovono da anni sulle scrivanie mal occupate degli organi competenti.

La Sicilia è unica, andate a visitare il museo, fate due passi nel vostro passato più remoto, tra elefanti nani e tartarughe giganti, tra preziosi cristalli di zolfo e diorami su come eravamo. Andate a vedere la bellezza che resiste e boicottate lo schifo che avanza.

7 commenti

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  • 22 settembre 2015 09:22

    Non passavo da quella zona da anni, quello che ho visto mi ha lasciato realmente senza parole. Uno schifi manco degno del Burkina Fasu.
    Sul perchè nessuno intervenga, davvero non lo riesco a comprendere.

  • 22 settembre 2015 09:42

    Ho un sospetto… non è che qualche politico acquista o vende in questo mercato?

  • 22 settembre 2015 11:17

    Lo schifo non si può rimuovere: fa parte del paesaggio

  • 22 settembre 2015 12:10

    Concordo pienamente, abito a due passi da lì e condivido lo schifo per lo schifo. Andate a vedere però cosa accade dietro, appena entrati da Porta Sant’Agata: quello schifo è decuplicato, a due passi dal Carmine e da San Francesco Saverio, con il mercatino quotidiano delle masserizie e degli abiti venduti dai rom accanto ai cassonetti stracolmi di rifiuti. E vogliamo parlare di porta Sant’Agata la porta più antica della città (XIII sec) lasciata nel degrado più assoluto? L’ultima volta l’anno sfregiata dipingendoci una porta da campo di calcio con la vernice rossa. Il sindaco non ha battuto ciglio

  • 22 settembre 2015 15:14

    La risposta all’autrice che non si spiega come mai non si impedisce a delle merde di comprare merda da altre merde e’ data indirettamente dai due commenti: uno sospetta che ci possa essere qualche politico che vende e che acquista merda, l’altro sostiene che la merda non si Puo’ rimuovere. vedrete che molto presto il nostro sindaco fara’ rimuovere tutta la merda sparsa in tutta la citta’ , ma trovera’ la maniera di occultarla?

  • 23 settembre 2015 16:04

    Condivido, ma non e’ un caso isolato, e mi chiedo: come mai i tanti solerti tutori dell’ordine che attraversano quotidianamente la Favorita, molti dei quali guidati dall’ECCELSO assessore al traffico Giusto (solo di nome) Catania, non riescono a debellare la piaga del mercato di schiave del sesso che infesta la RealTenuta sotto gli occhi di tutti? Non sono un bacchettone e non voglio combattere contro i mulini a vento ed il “mestiere più’ antico del mondo” ,ma le tante anime belle che si indignano per la condizione umana dei migranti si sono mai chiesti quali forme di sottomissione, di ricatti, di violenze vengono praticate ai danni di quelle poverette sfruttate come bestie? Per non dire delle condizioni igieniche in cui si trovano accomunate alla “rispettabile”clientela e, perché’ no, al decoro pubblico che da tutto ciò viene a sua volta lordato.

  • 23 settembre 2015 19:25

    Forse bisognerebbe cominciare dal suggerimento finale e visitare quel museo e tutti gli altri per avere in prospettiva cittadini più consapevoli e capaci di arrestare lo schifo. Ma in una società che è schiacciata sul presente è difficile che qualcuno sia interessato dal passato più che remoto. Specie se come raccomandazione per il futuro gli viene ricordato che la cultura non si mangia e gli viene nascosto che è la cultura ad essere lasciata digiuna.
    E allora? Allora agire manu militari provocherebbe soltanto lo spostamento del mercato da quel rione ad un altro, perché fino a quando ci sarà chi è disposto ad acquistare a buon prezzo senza farsi domande sulla provenienza della merce, troverà sempre qualcuno disposto a vendergliela. E se chi acquista continuerà a non rischierà nulla questo commercio prolifererà. Con tutta la munnizza morale e di fine lavori.

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