i fatti dopo il ragionamento

Caro Zampa, niente scherzi

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La sconfitta del Palermo a Torino, la terza di seguito, dopo una partita gagliarda che avremmo potuto almeno pareggiare. Per questo la squadra merita fiducia. Allenatore compreso Image4 | Blog diPalermo.it

Bisogna saper perdere, lo sappiamo. Però non ci consola. Il Torino ruba una partita che avremmo dovuto quantomeno pareggiare. Il Palermo prende due traverse e sfiora il gol almeno in un’altra occasione. Ma non gira per il verso giusto ed infatti andiamo sotto su un autogol e un eurogol. La squadra è sembrata messa in campo meglio con due centrali di centrocampo a coprire la difesa e Vazquez dieci metri più avanti. Ha corso, ha pressato e non ha mai subito gli avversari. In uno stadio con un tifo veramente impressionante non ha demeritato giocando alla pari con una squadra che ha una rosa superiore e che, mentre scriviamo, è anche seconda in classifica.

Il morale è sotto i tacchi, anche perché avevamo cancellato il pezzo e scriviamo sotto l’effetto di un carignano bianco che non ha contribuito a lenire le nostre pene. Però rispetto alla prova senza nerbo e senza cuore con il Sassuolo abbiamo visto una squadra diversa. Finalmente qualche rissa in campo, venti minuti di forcing seppure accompagnati dai soliti cross di Lazaar senza se e senza ma e quindi in curva. Seppure contro un Toro in dieci e uno stadio diventato una bolgia abbiamo dato segni di vita. E se i maledetti legni non ci avessero negato un pareggio tutto sommato meritato a quest’ora staremmo brindando a caipirinha e margarita facendo il trenino in piazza Castello di fronte al violinista depressogeno. E invece no. Ma contro la Roma speriamo di sentire un’altra musica.

Sorrentino – 5,5

Sul primo gol doveva fare qualcosa in più. Sul gol di Benassi può solo maledire il suo mestiere. Basito.

Struna – 5,5

Non ci convince. Oggi quasi ci faceva rimpiangere Vitiello. Però alla fine incredibilmente stava per regalarci il pareggio. Quasi eroe.

Gonzalez – 6

Segna, in tutte le porte che ci sono in campo, e ci regala un finale di partita al cardiopalmo. Per il resto più attento contro avversari di livello. In ripresa.

El Kataouri – 6

Il suo lo fa sempre. È ruvido ma efficace. E nel finale si getta anche lui in avanti con coraggio. Ci esalta nella scazzottata con Quagliarella. Boxeur

Rispoli – 5

Continua la sua battaglia contro il pallone. Lo odia, è evidente. Per il resto solita corsa. Atletico.

Daprelà – 5

Rispetto a Lazaar copre ed è più attento. Anche lui però ha seri problemi con l’attrezzo sferico. Modesto.

Hiljemark – 6

Nel ruolo di centrale accanto al solo Chochev gioca bene. Argina gli avversari e prende l’iniziativa. Non fa una partita memorabile ma ci crede fino alla fine e trascina la squadra. Garanzia.

Quaison – 5,5

Nel ruolo di punta è sempre smarrito. Non la stoppa mai e a tratti ci sembra aver perso anche la sua caratteristica principale, la corsa. Imballato.

Chochev – 6

Gioca la migliore partita dell’anno. Copre bene e imposta con maggiore serenità. Gli manca il guizzo e un po’ di coraggio. Timido.

Vazquez – 5,5

Gli avversari lo bastonano e lui, giustamente, si innervosisce. Nel primo tempo perde troppi palloni e l’assist splendido per Gonzalez non gli vale comunque la sufficienza. Si può dare di più.

Traykovski – 6,5

Una sua punizione assurda nel primo tempo ci regala l’illusione che possa essere la domenica giusta. Perde palloni quando gioca spalle alla porta ma ha tasso tecnico sufficiente per impegnare gli avversari. Convinto.

Lazaar – 4,5

Entra e comincia a crossare come se non ci fosse un domani. Lo abbiamo visto crossare anche la scarpa di una signora che gliel’aveva tirata dalla tribuna. Ma non ne azzecca uno. Impreciso.

Gilardino – 5,5

È fuori condizione. In area comunque alla fine fa spaventare gli avversari e ci mette tutto il suo peso. Aspettando Godot.

Lagumina – 6

È una sufficienza di incoraggiamento. Nel finale concitato dell’Olimpico non ci ricordiamo neanche se abbia toccato un pallone. Auguri.

Iachini – 6

L’idea dei due centrali a coprire la difesa ci è piaciuta. Il Palermo non ha quasi mai rischiato nel primo tempo e ha sfiorato il gol. I cambi danno la giusta spinta per un finale pieno di speranza. Teniamocelo.


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5 commenti

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  • 27 settembre 2015 23:42

    Sentire quel simoaticone di ventura (minuscolo) dire che la puniziine e l’amjonizione di Molinaro con la quale Trajkovsky ha preso l’incrocio e he il fallo di Obi su Vazquez era un fallo normale che non meritava l’espulsione……………….mi ha irritato alquanto.

  • 27 settembre 2015 23:51

    Io vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto..il forcing ce lo siamo potuti permettere perchè eravamo in superiorità numerica.Annata cmplicata.

  • 28 settembre 2015 06:14

    ……Ci esalta nella scazzottata con Quagliarella”. Siete malati….

  • 28 settembre 2015 13:51

    Dicono troppo spesso che la squadra è più giovane e che i nuovi devono inserirsi nei meccanismi. Ma facciamo un confronto con quella della stagione precedente:
    2014/15 – Sorrentino, Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Morganella (Rispoli), Chochev, Jajalo, Rigoni, Lazaar (Daprelà), Vazquez, Dybala.
    2015 -16 – Sorrentino, STRUNA (o Vitiello), Gonzalez, EL KAOTAURI (o Andelkovic), Rispoli, Chochev, Jajalo (o Maresca), Rigoni, Lazaar (o Daprelà), Vazquez, GILARDINO.
    La differenza sostanziale di questo Palermo con quello dell’anno scorso è il solo Dybala con Gilardino, perché gli altri due nuovi menzionati, sulla carta, avrebbero migliorato (o comunque equiparato) i giocatori dell’anno scorso che, a sua volta, comunque sono sulla rosa di quest’anno. Che Dybala sia un elemento importante non ci piove, ma non giustifica l’atteggiamento.l’amnesie e gli errori da dilettanti che per ora la squadra sta evidenziando.
    A questo punto qual è il problema? Io penso solo una questione mentale.
    Se si cambia continuamente modulo, ti lamenti davanti le telecamere che mancano due/tre elementi (delegittimando i titolari), non fai un inserimento dei nuovi gradualmente (cosa strana per iachini) e insisti su elementi fuori ruolo (ieri Hiljiemark non stava né in cielo né in terra in quel ruolo, avendo Maresca e Brugnan in panchina)… è normale che qualcosa poi non va. Rotto un ingranaggio, la ruota fa fatica a girare. E mi dispiace che dopo due mesi di ritiro non si è capiti come giocare e si è stanchi, perché qui l’unico che può esser fuori forma (giustificato) al momento, è Gilardino.

  • 28 settembre 2015 21:28

    caro zampa, niente scherzi: Iachini nn si tocca! Dybala, morganella e belotti, 3 buoni motivi per cui ci siamo indeboliti.

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