i fatti dopo il ragionamento

Cercasi via d’uscita

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Il Palermo a Torino per ritrovare la bussola dopo le due sconfitte di fila contro Milan e Sassuolo. E per allontanare i fantasmi del passato, vero Guidolin? SERIE A | Blog diPalermo.it

Terza partita in sette giorni ma noi, che ancora non ci siamo ripresi dalle notti in bianco post-Sassuolo, speriamo l’esito sia diverso. Il Palermo pare ormai più smarrito di un anziano in giro per l’Expo e, come conseguenza, il match contro il Torino si carica di grandi tensioni. La squadra granata è guidata per la quinta stagione consecutiva da Ventura, uno che ha la faccia di un contadino che lavora i campi sotto un sole cocente. Del contadino ci pare abbia la stessa tenacia e anche la giusta furbizia. Scarpe grosse e cervello fino, se vogliamo abusare ancora di qualche luogo comune.

Guardiola e Cruijff non lo annoverano tra i loro modelli di allenatore ma il suo gioco sparagnino e pieno di ripartenze garantisce punti e solidità difensiva. In difesa due ex del Palermo, Glik e Bovo. Sulla fascia destra segnaliamo Zappacosta che ha qualità e quantità. Mancherà Bruno Peres e, almeno in partenza, anche il talentuoso Baselli e queste ci sembrano comunque buone notizie. In avanti l’unico sicuro è Quagliarella mentre l’ex Belotti si gioca il posto con quel catanese di Maxi Lopez che ormai ha le physique du role di un pornodivo, ma a noi fa sempre un sacco di paura, perché ha giocato nel Barcellona e contro di noi segna spesso, purtroppo.

Iachini non ha le idee chiare. Manca Rigoni e comunque ripropone Jajalo. E noi non capiamo perché. Pensa di far riposare Gilardino e non si sa se giocherà con Trajkovski o Quaison in avanti. E noi siamo perplessi. In porta ancora Colombi per indisponibilità di Sorrentino e forse si rivede Vitiello. E noi non sappiamo se è meglio o peggio. Insomma più che un totoformazione sembra una seduta psicanalitica e noi siamo più confusi del mister. Forse insistere sul consueto e collaudato 3-5-2, magari cambiando gli interpreti più affaticati potrebbe essere meglio. Però se noi siamo in tv o allo stadio a guardare la partita, mentre Iachini è seduto in panchina dovrebbe essere perché ne capisce più di noi e quindi attendiamo fiduciosi che ritrovi la bussola.

Dopo due sconfitte il nostro umore è sotto i tacchi. La notte non dormiamo e di giorno sentiamo nella testa la voce di Zamparini che ripete ossessivamente il nome di Guidolin. Salvateci.

2 commenti

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  • 27 settembre 2015 14:06

    Sono semplicemente le cose che succedono quando una squadra e’ costruita male. Allenatore che alla ricerca della soluzione va in confusione e societa’ che alla rucerca dei risultati cambia allenatore.
    L’unica speranza e’ quella di trovare tre squadre peggio della nostra. Se poi si comincia con il turbillon di tre anni fa, con cambi e ricambi di alkenatori e ds ai quali oviamente ribaltare le responsabilita’ possiamo dire che e’ la fine.

  • 27 settembre 2015 21:25

    No comment, era tutto troppo prevedibile. Ma vendere la società un po’ meno del prezzo giusto no???

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