i fatti dopo il ragionamento

L’algoritmo della Giustizia

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L'inchiesta sulle misure di prevenzione, le nomine dei nuovi amministratori giudiziari e il male necessario, e imprescindibile, dei rapporti fiduciari. Con buona pace dei professionisti seri ma fuori dal giro Sequestro | Blog diPalermo.it

E così, la scelta del presidente della Sezione misure di prevenzione, è caduta sull’avvocato Antonio Coppola. Sarà lui il nuovo amministratore giudiziario dei negozi Bagagli, sequestrati per mafia. Nulla da obiettare, sia chiaro. Ho trovato solo un tantino urticante il fatto che alcuni giornali, nel riportare la notizia, abbiano posto l’accento sul fatto che l’avvocato Coppola è stato legale della famiglia Mattarella (e, quindi, del presidente della Repubblica) in una causa civile di diffamazione.

Perché urticante? Le qualità professionali dell’avvocato Coppola (se ci sono – e ci sono -) vanno ricercate nella sua storia professionale e non certo nella caratura o nel prestigio dei suoi clienti. Ma questa è una suggestione nella quale è facile cadere. I primi a caderci sono proprio gli avvocati. Prendete un qualunque avvocato che abbia avuto la ventura di ricevere un incarico da un personaggio “eccellente”. Si convincerà all’istante, e per tutta la durata dell’incarico, di essere una sorta di gigante del panorama forense e che i suoi colleghi siano niente più che pigmei della professione. Naturalmente non troverete nessun avvocato disposto ad ammetterlo ma, potete credermi, è proprio così.

Ma andiamo al punto: adesso l’avvocato Coppola sarà costretto a circondarsi di varie professionalità: consulenti fiscali, giuslavoristi, avvocati, consulenti del lavoro e quant’altro. A meno di non voler bandire un concorso per titoli, le sue scelte non potranno che ricadere su professionisti che conosce personalmente, dei quali si fida, e di cui conosce le capacità.

Io, al suo posto, farei esattamente le stesse cose, con buona pace dello sterminato universo di professionisti onesti e capaci che pure esistono sulla piazza. I vari professionisti che saranno scelti avranno naturalmente modo di mostrare le loro indubbie capacità e, addirittura di implementarle. Col che non mi stupirei affatto se l’amministatore giudiziario che venisse nominato per un nuovo sequestro, dovendo anche lui circondarsi di uno staff di esperti, orientasse le sue scelte o proprio su coloro che, nell’ambito del sequestro Bagagli, avessero (o avranno) dimostrato di operare bene o su altri professionisti a lui legati da un rapporto fiduciario.

In definitiva, il rapporto fiduciario resterebbe pur sempre (e non può che essere così) l’algoritmo di base. E questo, naturalmente, riguarda anche le scelte che opera il Tribunale. Ciò che va dunque demonizzato non è il rapporto fiduciario, ma i meccanismi degenerativi (ivi comprese le condotte penalmente rilevanti) che al suo interno possono svilupparsi. Ma questa è un’altra cosa.

Si può obiettare che in questo modo resterebbero fuori “dal giro” professionisti seri e preparati, ma privi di collegamenti personali con questo o quell’altro amministratore. L’obiezione ha un suo pregio per l’enorme carico di suggestioni che evoca. Ma non coglie nel segno. È il mondo che funziona così.

11 commenti

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  • 01 ottobre 2015 09:41

    Non si potrà mai prescindere dal rapporto fiduciario. Chi non accetta tutto questo è in mala fede. Non mi stupirei se tra qualche anno si scoprisse che dietro tutto ciò che è successo, vi siano sempre le stesse menti raffinatissime. La Sicilia deve ripartire, la legalità ha un costo troppo alto !!!

  • 01 ottobre 2015 11:26

    Caro Ennio, mi trovi in larga parte d’accordo. A me piacerebbe molto l’istituzione di un albo apposito a libera iscrizione, previa esibizione/dimostrazione delle pecurialità professionali richieste, ove attingere alla bisogna rigorosamente per sorteggio anche di terne (un po come si fa nel calcio dove l’arbitro viene designato più o meno con questo sistema) prevedendo che ne so un tetto massimo numerico di nomine contemporanee oppure adoperando come base di calcolo il totale della massa economica da amministrare. Appare evidente infatti che una cosa è avere l’amministrazione giudiziaria del negozietto di frutta e verdura con fatturato di 150 mila euro l’anno un altra quella della concessionaria Ferrari!

    La tesi sull’obbligatorietà della preesistenza di un rapporto fiduciario onestamente non mi trova molto d’accordo e spiego perchè. Intanto cosa si intende per rapporto fiduciario? Che tra il nominato ed il giudice ci devono essere o essere state frequentazioni amicali od amichevoli? Che magari due volte alla settimana giocano insieme a calcetto nelle rispettive squadre di categoria professionale e si conoscono perchè dopo la partitella si fanno la pizza insieme? Come si instaura un rapporto fiduciario? Questo secondo me è un limite perchè pregiudica l’assegnazione degli incarichi a tutti i professionisti pur bravi e forse di più di quelli che hanno o hanno avuto incarichi per chiara fama, per precedenti incarichi ben assolti e via dicendo. Così passerebbe l’assunto che i nuovi professionisti, quelli laureati da poco, quelli con scarsa esperienza professionale (ma come se la potrebbero creare l’esperienza se non vengono nominati mai) non avrebbero mai nessun incarico. E chi me lo garantisce a me ed a tutti noi che il giovane ingegnere brillantemente laureato presso una prestigiosissima università americana sia meno valido del vecchio ingegnere con trent’anni di carriera ancora alle prese con il regolo calcolatore piuttosto che con il Corel? E che gli diciamo al super avvocato trentenne specializzato a Cambridge o Mit o Princetown (ce ne sono tantissimi) esperto in diritto societario/amministrativo e revisione di bilanci, master in finanza internazionale, stage in JP Morgan o in Arthur Andersen o KPMG e centinaia di pubblicazioni che l’Avv. Tizio o Caio gli sono preferiti sol percè godono della “fiducia” di chi li ha nominati? La cosa è delicata ma anche complicata e non vorrei trovarmi in nessuno dei due ruoli.

  • 01 ottobre 2015 11:33

    Si capisce subito che il post è scritto da un avvocato………il problema non è quello indicato ma che il tribunale incarichi un avvocato che di impresa non capisce nulla, aggravato dal fatto che si circonda di consulenti che ne capiscono ancora meno.
    Come se il tribunale nominasse un bravissimo manager avvocato di ufficio per alcune cause!!
    E infatti la maggior parte delle imprese confiscate e affidate ad organizzazioni tipo Libera sopravvivono nel mercato, quelle affidate ad avvocati spesso falliscono per incompetenza imprenditoriale.

  • 01 ottobre 2015 13:37

    Luca, le imprese condotte da un amministratore giudiziario sono gioco-forza ingabbiate in certi meccanismi. Faccio un esempio: se un imprenditore che opera, poniamo, nel settore del catering, riceve una commessa per un evento qualsiasi, si adopererà per portare a compimento l’incarico. Anche se non ha i soldi per l’acquisto della pasta, della carne o di altri beni, pagherà il suo fornitore con un assegno post-datato o chiederà al direttore della banca di potere sconfinare dal fido accordatogli o di chiudere un occhio. Tutto, naturalmente, nel presupposto che una volta portato a compimento l’opera richiestagli, incasserà quanto dovutogli dal committente. E’ quello che si chiama “rischio di impresa”. L’amministratore giudiziario non può fare questo. Se ha sufficiente liquidità assumerà la commessa. Altrimenti nisba perchè nessun giudice gli autorizzerebbe operazioni “azzardate” ma che rappresentano la costante per un imprenditore in bonis. Credo che il problema della “redditività” di un bene sottoposto a sequestro sia assai serio e di difficile soluzione. Non bastano le capacità dell’amministratore.
    Buona giornata
    Ennio Tinaglia

  • 01 ottobre 2015 15:51

    Mi dispiace caro Ennio ma questo è il tipico argomento, insieme al lavoro nero, che gli avvocati-amministratori tirano fuori per giustificare i fallimenti. fare impresa significa una presenza continua e costante in azienda: semplicemente incompatibile con il lavoro di avvocato.
    Per es. un imprenditore si rivolgerà al miglior fornitore per qualità-prezzo: ma questo richiede competenza in materia, cosa che un avvocato non avrà mai (di esempi come questo ne potrei citare centomila).
    La aggiorno sulle banche: dal 2008 circa le banche non solo non chiudono un occhio, ma chiedono rientri immediati dai fidi e riduzioni drastiche degli stessi…altro che sconfinamenti.

  • 01 ottobre 2015 16:19

    Luca, solo per completezza. Faccio l’avvocato e non sono un amministratore giudiziario.
    Se il mio nome dovesse essere sorteggiato, non saprei neppure da dove cominciare.
    Dovrei dire “no grazie, mi occupo d’altro”.
    E lo farei.
    Altrimenti dovreii munirmi di un esercito di consulenti. Ma finirei col fare l’utile idiota.
    Non fa per me.
    Saluti
    Ennio Tinaglia

  • 01 ottobre 2015 18:43

    Che fa, vi telefonate, che fate pure prima a scambiarvi le opinioni??

  • 01 ottobre 2015 20:23

    Gentile anonimo, i blog servono a questo, a scambiarsi opinioni pubblicamente.

  • 02 ottobre 2015 13:41

    Finalmente una cosa giusta! Però quanta ipocrisia. I giovani avvocati che studiano all estero in genere hanno alle spalle famiglia con “tanti” soldi che si possono permettere questo ed altro. Ed in Sicilia e a Palermo le famiglie che hanno “tanti” soldi sappiamo tutti quali sono! Ai mie tempi si faceva pratica presso lo studio di un avvocato ….che magari si occupava di amministrazioni giudiziarie o fallimenti, e dopo 10 anni se eri bravo e per bene ti davano un fallimento o una amministrazione …..in genere mai prima dei 40/45 anni!

  • 03 ottobre 2015 21:07

    Signora Maria? Perchè ipocrisia? Vorrei sommessamente ricordarle che adesso, ma da parecchio tempo veramente, l’università di prestigio, la scuola di specializzazione importante non sono più esclusivo appannaggio dei c.d. ricchi (peraltro non è sempre una colpa esserlo). Ci sono i vari Erasmus, le borse di studio che sostengono i meno abbienti, i contributi europei a fondo perduto della UE, i colloqui preventivi con le università di grido che sostengono anche i più bravi e via discorrendo. Personalmente le evidenzio un paio di esempi (se lo desidera in privato le fornirò adeguato riscontro e prova).

    Il figlio di un portiere di stabile palermitano che conosco personalmente, monoreddito e con stipendio non certo prestigioso si è laureato qualche anno addietro in fisica a Palermo ed assunto dopo un colloquio sostenuto alla Nasa a Houston (a spese loro) a cui aveva inviato, come a tanti altri il curriculum studiorum e la tesi di laurea sperimentale in (credo) meccanica quantistica. Adesso vive li, con un contratto da 250 mila dollari annui e studia come responsabile di progetto non so esattamente cosa . Per la verità quest’estate quando venne a trovare i suoi per le vacanze estive me lo disse di cosa si occupava, cose che riguardavano lo spazio/tempo, ma confesso non ne ho capito nulla!

    Un altro di cui posso fare nome e cognome perchè di dominio pubblico, Davide Corona, biologo laureato a Palermo 38 anni, capo di un team di ricercatori dell’Istituto Telethon Dulbecco, decine e decine di pubblicazioni, ha osservato per la prima volta al mondo la molecola che, attivando i geni del dna, permette alle cellule di riprodursi mantenendo intatte le loro caratteristiche: nuova frontiera per cura malattie genetiche e cancro. Possibile premio Nobel negli anni a venire. Figlio di un tecnico di volo dell’aeronautica militare, mio vicino di appartamento per 10 anni ricordo ancora quando con suo padre brindavamo ad ogni colpo di 30 e lode che prendeva. Così come ricordo bene che per emergere se ne dovette andare post laurea con una borsa di studio (che vinceva ripetutamente) prima in Germania e poi all’Università della California. Adesso per fortuna e ritornato a Palermo dove peraltro ancora non si sono scomodati a pregarlo di accettare il primariato per chiara fama o professore ordinario o associato! Sono capaci che gli faranno fare il concorso……ehehehehhe

  • 05 ottobre 2015 10:14

    Bellissimi esempi ! Ma noi stavamo parlando di mafia ! Per esperienza Le confido che non è proprio piacevole avere da fare per una vita con la massa di merda prodotta dalla mafia e dai suoi accoliti ! Le garantisco che dopo un po anche noi puzziamo !!!

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