i fatti dopo il ragionamento

Iachini, guarda nelle tasche

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Mister Iachini | Blog diPalermo.it

Palermo-Roma è una di quelle partite che a noi danno i brividi. Sarà perché arriva la squadra con l’inno più bello che c’è e anzi, per sicurezza, Venditti di canzoni gliene ha dedicate due, una più bella e commovente dell’altra (anche se noi chiaramente preferiamo il blues rosanero di Rino Martines che proponiamo come inno ufficiale e che ci dà i brividi quando dice: “Vecchio cavallo vola blues”!). Sarà perché ancora ci sentiamo le ossa bagnate per una vittoria sotto il diluvio universale al primo anno di serie A con gol di Toni e Brienza, dopo che il piccolo fantasista aveva già abbattuto la Juve tre settimane prima.

E ancora, sarà perché il 2-0 sulla ruota di Palermo contro i giallorossi è uscito parecchie volte e a noi il più “classico dei risultati” piace. Sarà perché abbiamo ancora impressa nella memoria una rimonta epica da 0-3 a tre pari con una rovesciata di Barone che ci ha fatto sognare Pelè in Fuga per la vittoria. Sarà perché non abbiamo mai creduto al gemellaggio con la squadra della Capitale, peraltro brutalmente interrotto da lanci di bottiglie e insulti vari mentre eravamo chiusi nella gabbia durante la semifinale di Coppa Italia e dalla convinzione che se non fosse arrivato Zampa i debiti di Sensi si sarebbero riversati su di noi.

Ecco, è per tutti questi motivi, e tanti altri ancora, che questa è una partita che sentiamo particolarmente. Ed oggi più che mai. E’ vero che la “maggica” Roma di mister Garcia arriva al Barbera con cerotti, stampelle e malumori. Ma noi abbiamo paura, tanta paura, perché il divario ci sembra veramente troppo. A loro mancano Strootman e Keita a centrocampo, Rudiger in difesa e, in attacco, er pupone Totti e il bomber Dzeko. Purtroppo la squadra che giocherà titolare, pero’, non è composta da quattro scarpari comprati al mercatino di Porta portese e la Roma ha un organico impressionante. Davanti al portiere con il nome impronunciabile e non replicabile (e figuratevi se noi che sbagliamo tutti i nomi ci possiamo permettere di provare a scriverlo) dovrebbe giocare la difesa titolare con l’elfo Florenzi sulla destra a correre, dribblare e tirare bombe a mano con i piedi. A centrocampo un duo direttamente uscito da un carcere di massima sicurezza: Nainggolan e De Rossi. A completare l’estroso Pjanic. In avanti gioca Gervinho, l’unico uomo che usa la fascia per capelli al posto della parrucca, insieme a Iago Falque (l’uomo lassativo) e Salah. Se pensate che dal lato di quest’ultimo probabilmente il Palermo schiererà Struna capite perché siamo in rianimazione già da un paio di giorni.

Il Palermo non pare avere molte scelte di formazione. Gira voce tra i giornalisti seri che Iachini dovrebbe riproporre la difesa a 4 lasciando fuori Rispoli che è in trattative con una squadra di atletica per appendere gli scarpini al chiodo. A centrocampo tornano Rigoni e Jajalo con il biondissimo Hjliemark come interno di sinistra. Ma si vocifera anche di un ritorno di Maresca nell’undici titolare sperando che, da juventino doc quale lui è, la vista delle maglie giallorosse gli faccia l’effetto del drappo rosso sventolato davanti al toro infuriato. Noi, peraltro, speriamo che possa essere la volta di Brugman, autore di un gran gol in allenamento, altrimenti vorrebbe dire che Iachini lo ha scambiato per un magazziniere con il contratto a tempo definito. A completare la formazione Quaison e Vazquez dietro Gilardino. Speriamo che più che stargli dietro gli si mettano accanto per fargli un po’ di compagnia.

Iachini ha incassato la fiducia di un insolitamente sereno e ragionevole Zamparini. Sarà l’età o lo sta fregando con il sorriso sulle labbra? Il presidente in conferenza stampa aveva un eloquio lucido e rilassato e ha detto solo cose ragionevoli. Ci ricordava un po’ i monologhi dei serial killer con le vittime già pronte ad essere uccise. Una lucida follia lo porterebbe comunque a fare fuori Iachini in caso di sconfitta, seppure in un match dal pronostico già scontato? Noi speriamo di no perché a Iachini vogliamo bene e siamo convinti che sia un buon allenatore. In panchina porterà sicuramente in tasca un bigliettino che il presidente gli ha lasciato. C’è la formazione, qualche consiglio e una chiosa da innamorato: “E’ vero che non si può vincere sempre. Ma almeno un punto ogni tanto fallo!”.


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

1 commenti

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  • 04 ottobre 2015 02:22

    In questo momento se ci fosse la possibilita’ di sottoscrivere un pareggio lo fare immediatamente. Rendiamoci conto che la salvezza non sara’ ne’ una cosa scontata ne’ una passeggiata, checche’ ne abbiano pensato in societa’ quando, con le tasche piene di milioni hanno pensato bene di affidare il reparto di attacco ad un veterano e ad un principiante nessuno dei due pronto per l’uso. Che Dio ce la mandi buona perche’ se qualcuno pensa che a gennaio chissa’ quali rinforzi arriveranno fara’ bene a ricordare il budget raddoppiato di tre anni fa.
    Per quanto riguarda l’inno rosanero, conoscendo personalmente Rino, potrei sembrare di parte, ma ritengo il suo brano il migliore di tutti. Migliore non significa che sia musicalmente perfetto, ma in grado di trasmettere un’emozione. E blues rosanero cantato dallo stadio intero sarebbe stupendo.

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