i fatti dopo il ragionamento

Negli abissi della mafia

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I boss che giocano al Lotto i soldi di don Puglisi e una profezia che si avvera. Nelle parole dell'assassino pentito una subcultura che dà i brividi Mafia | Blog diPalermo.it

Padre Puglisi come Gesù sulla croce. Anche nella sua morte si avvera la profezia: “Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica” (Salmo 22). Sale un brivido a leggere la testimonianza inedita di Gaspare Spatuzza, componente del commando per uccidere don Pino Puglisi, resa davanti ai magistrati di Caltanissetta e riportata dal Giornale di Sicilia.

U’ Tignusu rivela un particolare che fa il paio con quel sorriso e quel “me l’aspettavo” stampati sul volto di un martire davanti ai suoi killer. Spatuzza, oggi collaboratore di giustizia, racconta che fine fecero i soldi trovati nel borsello del sacerdote, rubato per simulare una rapina finita in omicidio per errore. Soldi sporchi, soldi maledetti, che non potevano essere spesi, ma giocati sì. E così fecero Spatuzza, Lo Nigro e Grigoli: “Ci siamo giocati i numeri, con i soldi del povero beato don Puglisi, ci siamo giocati i numeri di questa moto (quella usata per l’agguato, ndr) e abbiamo preso anche, al lotto, abbiamo preso la vincita. Poi la vincita l’abbiamo suddivisa”.

E viene subito in mente quello che racconta il Vangelo di Giovanni. Anche i soldati che crocifiggono Gesù si dividono le sue vesti, ma la tunica preferiscono non toccarla: “Era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero dunque tra di loro: ‘Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi’, affinché si adempisse la Scrittura che dice: ‘Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica’”.

Rileggere la storia di don Puglisi, oggi dichiarato beato dalla Chiesa, è come ripercorrere la passione di Gesù, fino alla fine, fino alla croce. Eppure i segnali c’erano tutti, sin dall’inizio.

Li ricostruisce molto bene il blog beatopadrepuglisi.it di Francesco Deliziosi, ricordando che una simile assonanza venne colta anche dal pubblico ministero Lorenzo Matassa che al termine della requisitoria del processo per l’omicidio del sacerdote volle concludere così: “Ricordate, giudici della Corte d’Assise, cosa raccontò Grigoli riguardo a ciò che avvenne dopo che don Giuseppe Puglisi fu ucciso? L’assassino riferì che lo Spatuzza Gaspare gli sottrasse il borsello e si impossessò delle marche della patente. Singolare assonanza con ciò che vi è scritto nel Vangelo di Giovanni dopo la crocifissione di Nostro Signore Gesù: si son divise tra loro le mie vesti. Ma questo Spatuzza Gaspare e i suoi correi non potevano saperlo”.

Poi il sorriso di don Pino guardando negli occhi il suo assassino penetra il cuore di quell’uomo, Salvatore Grigoli, che si è autoaccusato del delitto e di decine di altri omicidi e ha intrapreso un cammino di conversione. Grigoli riconosce chi è davvero quel sacerdote, cambia vita e quella conversione assomiglia all’ammissione del centurione e di quelli che erano con lui ai piedi della croce scossi dal forte terremoto nel momento della morte di Gesù: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. Spatuzza, Grigoli & company non potevano sapere che la vera nascita di questo santo sacerdote era passata dalle loro mani insanguinate.

1 commenti

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  • 07 ottobre 2015 22:45

    Sarà. Ma quel “me l’aspettavo” mi sembra tanto poco verosimile quanto “adesso vi faccio vedere come muore un Italiano”. Prima di fare paragoni con i Vangeli, dovremmo ricordare che i Vangeli sono stati scritti da Santi, mentre il racconto della morte di don Puglisi viene dal suo assassino. Un animale che ha confessato di avere ucciso 46 persone. Per cui come è morto don Puglisi e perchè non lo sapremo mai.

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