i fatti dopo il ragionamento

Quel video e Crocetta

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Gli strali del web contro l'esibizione goffa del governatore davanti al bimbo malato e nemmeno un cenno a chi quelle immagini le ha girate e diffuse. Che è una vergogna ben più grave Crocetta | Blog diPalermo.it

Premetto che a me Crocetta non piace. Non mi piace come politico, non mi piace la sua antimafia urlata e l’uso spregiudicato della legalità divenuta arma di distrazione di massa da una assordante inettitudine amministrativa. Non mi piacciono molti dei suoi amici: per deformazione professionale penso subito a Matteo Tutino che, indipendentemente dalla panzana dell’intercettazione su Lucia Borsellino, è e resta un personaggio equivoco.

Di fesserie il nostro Saro ne ha fatte diverse: la nomina in giunta di Battiato e Zichichi, dei quali ricorderemo la ricerca del centro di gravità permanente e le teorie sui raggi cosmici più delle scelte di governo, la girandola vorticosa degli assessori: 38 in due anni e mezzo. E poi la riforma delle Province, sbandierata in tv da Giletti nel 2013, mai approvata; il balletto del Muos: è dannoso alla salute non si fa, nessun pericolo per la popolazione si fa. I 40 milioni da restituire agli enti di formazione a cui sono stati illegittimamente tolti gli accreditamenti, i ritardi sull’eolico e l’interminabile elenco delle leggi impugnate.

Il mio giudizio politico sul governatore, si sarà capito, è impietoso. Ma l’indignazione facile è altro. Mi spiego: viaggia in Rete, da giorni, un video di Crocetta che fa visita, in ospedale, a un bambino gravemente malato. Nelle immagini, girate, mi dicono, da un dipendente dell’Asp, un imbarazzato e goffo governatore tenta di scherzare con la madre, in lacrime, del piccolo paziente. Una scena surreale che – è evidente – nasce da un fallito tentativo di sdrammatizzare. Il tutto al cospetto di un basito cardinale impegnato in una preghiera che, in quel contesto, pare più un rito sciamanico che altro. Crocetta cerca di “alleggerire” l’atmosfera. Non gli riesce. Anzi.

E come se non bastasse chiede un applauso per il bambino. Il video diventa virale e il governatore, tra i soliti “vergogna”, viene crocifisso. Il padre del paziente ne pretende le scuse (ma scuse per cosa?), i più benevoli parlano di imperdonabile gaffe. Nessuno, però, né i genitori del bambino, né i detrattori che popolano il web, si chiede che senso abbia girare e diffondere immagini del genere. Immagini di un malato, per di più minorenne, che violano tutto: pudore, intimità, compassione per la sofferenza. Su diversi siti – Carta di Treviso questa sconosciuta – il volto del piccolo non viene nemmeno schermato. Ma il bersaglio della reprimenda è e resta Crocetta. Che in questo caso paga toni, modi e quella sorta di teatralità a cui ci ha abituato. Fossero queste le sue colpe…

9 commenti

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  • 14 ottobre 2015 09:23

    Girare il video è stata di sicuro una scelta del tutto inopportuna, ma le immagini sono significative perchè mostrano – se mai ce ne sia bisogno – l’assoluta inadeguatezza di Crocetta, i suoi modi che lo marchiano impietosamente come personaggio ridicolo e rozzo. Crocetta si crocifigge da solo, come spesso succede quando va in tv. Queste scene servono agli incauti elettori (me compreso) che lo hanno votato ritenendolo il meno meggio della scena politica siciliana.

  • 14 ottobre 2015 13:56

    In incontri di questo genere, con la presenza del governatore, è facile che ci possano essere delle riprese.
    Piuttosto i genitori avrebbero potuto opporsi.
    Pur escludendo il fare inopportuno di Crocetta, il video poteva risultare pesante e tutta la rappresentazione poco utile anche per il bambino, circondato da gente che lo piange.
    Così com’è venuto lo spettatore è invece quasi costretto a ridere.
    E sembra ovvio che Crocetta proprio non digeriva quel clima. Non avrebbe dovuto andarci, del resto non comprendo quale bisogno ci fosse della sua presenza.
    Lui risulta inopportuno nei più svariati contesti. Sembra essere così, teatrale, istintivo, quasi stravagante, imbroglia, dice panzane, ma è il suo modo di essere.
    Fa spettacolo.
    Chi lo segue si è dovuto abituare.

  • 14 ottobre 2015 16:59

    Condivido in toto

  • 14 ottobre 2015 21:39

    Analisi lucida di una tristissima storia che invece d’indignare diventa addirittura “virale” sul famoso web. Ma la pietas dove è finita? È quella che una volta si chiamava etica dov’è è finita?

  • 15 ottobre 2015 14:41

    Bello il video sul bambino malato e il cane.
    Ma è l’esatto opposto di quanto si registra nel video a prescindere dalla performance di Crocetta.
    Sarò anch’io inopportuna, ma voglio dire esattamente cosa penso.
    Sembra che lì ci sia l’atmosfera di chi sta attorno ad un moribondo, o addirittura ad un deceduto, con una sorta di estrema unzione.
    I parenti e presenti non sembra abbiano alcun disappunto per la ripresa, per questo io non li sto difendendo, qualcuno inquadrato sorride, si nota il loro disappunto su quanto dice e fa Crocetta.
    Il video senza Crocetta probabilmente non sarebbe stato neanche pubblicato.
    E chi lo ha seguito l’ha fatto solo per la sua presenza e la sua performance. Io l’ho visto solo ieri perché se ne è parlato.
    Così, per puntualizzare.

  • 16 ottobre 2015 11:11

    Il “succo” dell’articolo è certamente condivisibile ma nessuno nota che l’autrice, pur invocando sensibilità e rispetto, scivola sul gratuito vilipendio della Religione. Perchè mai la preghiera del Cardinale sarebbe apparso come un “rito sciamanico”? L’intervento di un vescovo in un reparto di ospedale non è forse naturalmente destinato ad unire nella preghiera all’Unico in grado di sostenere l’uomo innanzi all’inaccettabile dolore dei piccoli?
    “pudore, intimità, compassione per la sofferenza”… forse definire “rito sciamanico” la pudica richiesta di aiuto verso Dio contraddice gravemente i valori invocati.

  • 16 ottobre 2015 14:45

    Ma almeno il rito sciamanico è un tentativo di liberare il soggetto dal male.
    Credo sia infatti improprio averlo definito rito sciamanico.
    La presenza del cardinale credo possa in ogni caso andare bene, come la presenza della religione, non ho compreso invece cosa ci faceva lì Crocetta, che poco dopo è scappato.
    C’era un discorso da fare, qualcosa di preparato, che potesse giustificare la sua istituzionale presenza, che è andato in fumo?
    Doveva andare lì insieme al cardinale a fare cosa? A pregare?
    Se si stava a casa andava tutto liscio e nessuno ne avrebbe saputo niente. Neanche io.

  • 18 ottobre 2015 21:23

    Per ulteriormente chiarire, questo mio commento è in particolare rivolto all’autrice del post, Laura Sirignano.
    Non spetta a me stabilire cosa dovevano provare o non provare, fare o non fare, credere o non credere, quale fede o rito seguire i genitori del ragazzo, di cui sono tutori e responsabili e non posso io provvedere per lui.
    Io ho solo fatto notare il clima, l’atmosfera che trapelava dal video, un clima “da funerale” a prescindere dalla religione praticata e dalla presenza del cardinale e da ogni fede. E su questo ho avuto un moto d’animo, ma niente di più.
    Su chi ha fatto e pubblicato le riprese non posso accanirmi più di tanto, in quanto non ci sono segni, nelle riprese stesse a qualche divergenza con i presenti e genitori del ragazzo, per cui mi sembra ci sia un tacito consenso che io non sono dovuta a contrastare. Se delle testate giornalistiche hanno avuto il pudore di non schermare il volto del ragazzo non penso neanche che possa dipendere da qualche tipo di valore, ma da qualche forma prudenziale perché peraltro sul ragazzo con la mascherina e non inquadrato in primissimo piano non c’era neanche la possibilità di rivelarne la fisionomia.
    Considerando in ogni caso che tale video, in assenza del presidente Crocetta, anche qualora pubblicato, non lo avrebbe visto nessuno, o soltanto pochi congiunti, tutto il problema dei “valori” si concentra solo ed esclusivamente su di lui, Crocetta.
    Ci tengo a precisare che tra i valori che abbiamo acquisito c’è la netta separazione tra stato e chiesa/ istituzione religiosa (spero di ogni natura e provenienza)
    Ragion per cui due figure separate che si contrastano non si sposano bene. Si devono tenere separate nei ruoli e nelle funzioni.
    E Crocetta doveva ritagliarsi il suo spazio, fare il suo discorso (se ne aveva uno) entrando anche in relazione con il ragazzo e i genitori in maniera diversa o umana, se lo voleva, senza entrare in attrito con la funzione del cardinale e superando, in tempi separati, il deprimente clima presente.

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