i fatti dopo il ragionamento

Il lavoro del turista faidate

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Il Financial Times che magnifica le bellezze di Palermo e una città che manca dei servizi essenziali. E che abbandona i viaggiatori al proprio destino. O ai consigli di qualche cittadino di buona volontà Turisti | Blog diPalermo.it

Siamo gli ultimi in Europa in fatto di occupazione e questa non è neanche più una notizia. In compenso, la Sicilia è stata la meta preferita dai turisti italiani quest’estate. Tanto che si è accorto dell’esistenza dell’Isola – “come meta turistica da consigliare” – anche il Financial Times. I due temi sono strettamente legati, in realtà: il turismo potrebbe aiutarci seriamente a cancellare il nostro triste e storico primato per la mancanza di lavoro.

I londinesi sul loro giornale scoprono l’acqua calda: Palermo è un gioiello. Può pensare il contrario solo chi ha avuto la sfortuna di non esserci mai stato (infatti nell’articolo sciorinano luoghi che sono qui da sempre, ma loro, da Londra, forse non se n’erano mai accorti). D’altra parte, esiste in Italia una città realmente brutta? O nel mondo un posto che non merita di essere visitato? Gli inglesi, secondo me, dunque, non colgono nel segno perché ciò che ha fatto difetto finora a Palermo non è certamente la bellezza. E lo sanno bene tutti quei turisti che l’hanno invasa in questi ultimi mesi. Il problema di Palermo sono i servizi elementari dei quali non godono neanche i residenti. Il settore cioè in cui sicuramente si potrebbero creare centinaia di posti di lavoro.

Perché poi proprio quest’anno i turisti abbiano scelto in massa Palermo resta per me un mistero. Voli particolarmente economici? Attacchi terroristici in Nord Africa? Successo della fiction dedicata a Montalbano? Congiunture astrali? Puro caso? Sta di fatto che molti ne hanno notato subito la sporcizia. Ma anche che molti hanno faticato a spostarsi. Quante volte e con quali rimorsi ho pronunciato il numero del diavolo – 806 – quando mi hanno chiesto “a place for swimming”? Quante, per evitare attese interminabili, magari di notte, ho contrattato personalmente coi tassisti fermi davanti alla stazione, per impedire che questi poveracci venissero spennati appena arrivati? Quante indicazioni ho dato con piacere, nelle lingue più improbabili?

Perché il turista in questa città se ha bisogno di qualcosa trova te, mica i percorsi e le indicazioni del Comune. Il punto informativo più centrale, accanto a piazza Pretoria, per dire, è chiuso il sabato. Cosa costa distribuire piantine della città – come si fa ovunque – nei punti di arrivo (stazione, aeroporto) e di transito dei turisti? E ci vuole assai a dare gratuitamente un mappa dei mezzi pubblici (anche se poi non funzionano)? Perché trovare un biglietto Amat a Mondello deve diventare un’impresa e perché quelli che valgono più giorni – pensati proprio per i turisti – e di cui spesso gli stessi dipendenti Amat ignorano l’esistenza, sono in vendita solo in uffici segretissimi? Per non parlare della sicurezza: un autobus strapieno è un invito a nozze per gli scippatori, oltre che un posto intollerabile con temperature tropicali e aria condizionata guasta.

Perché poi uno dovrebbe rischiare di farsi rubare orologi, collane, borse e macchine fotografiche mentre visita un posto meraviglioso come Ballarò o mentre si lascia incantare dal tanto decantato percorso arabo-normanno? Perché se possiamo vivere di turismo non facciamo nulla per incentivarlo?

Questa non è una città a misura di cittadino, figuriamoci a misura di turista. Quindi al posto di gonfiarsi il petto per l’articolo del Financial Times – l’autrice avrà notato la differenza tra i servizi londinesi e quelli palermitani? – bisogna rendersi conto della propria inadeguatezza. Lavorare (e creare lavoro) perché tutti quelli che sono venuti qui quest’anno abbiano voglia di tornarci o almeno consiglino Palermo come meta turistica. Loro, non il Financial Times che decanta via Libertà e la Kalsa, ignorando l’esistenza di Falsomiele.

8 commenti

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  • 15 ottobre 2015 17:08

    Ottimo articolo, fotografa perfettamente la realtà palermitana o l’inadeguatezza di chi la governa!

  • 16 ottobre 2015 07:19

    Fossi un turista e sapessi quello che vivo giornalmente, virerei verso Gela, mai Palermo.

  • 16 ottobre 2015 12:13

    bello l’articolo del financial times! mi sono accollata la lettura , in lingua originale, del medesimo… e devo dire che , per carità… meglio quell’articolo che un pugno nello stomaco… tuttavia… in vero… quell’articolo in molti punti parla di una Palermo talmente d’elite da essere, presumo, sconosciuta a molti residenti, almeno a me, che magari so cosa sono i muqarnas della cappella palatina ma ignoro i nomi dei meglio antiquari palermitani, o che magari so che a Palazzo Conte Federico , il conte, discende in linea diretta da uno dei bastardi di Federico, di cui al momento mi sfugge il nome, ti mette a disposizione una suite con mobili del 500… ( anche se lo chiama B&B…) ma ignoro che anche Tasca D’Almerita “ospita” nella sua magione… insomma denigrata per eccesso , elogiata per eccesso, l’eccesso mi pare resti la cifra della città piu contraddittoria del mondo, primato questo, che sfido chiunque a toglierle…

  • 18 ottobre 2015 11:17

    Sì faccia un museo unico tra Abatellis Gam Salinas e Pitre. Il turista soggiorna max tre gg non ha tempo di girare x piccoli musei.Londra e Parigi insegnano. Si porti altrove l’Assemblea Regionale e si destini Palazzo Reale al solo Turismo.A Venezia il Consigli regionale trovasi a Palazzo Ducale? Inoltre si facciano molte strade tematiche : Artigianto; Cibo da Strada; teatri dei Pupi musica etnica etc.
    Abituare tutti a essere gentili, il passaparola è tutto.

  • 18 ottobre 2015 11:33

    Spiegare a Gnuri e tassisti di Ape le truffe di oggi a causa del passaparola faranno diminuire il Turismo. Questo vale x i ristoratori . Far gareggiare strade e piazze tra loro ( le competizione è tutto) . I turisti che potranno votare una sola volta in un sito e potranno indicare la piazza piuttosto che la strada più caratteristica o più accogliente e pulita. Potare di più gli alberi davanti porta nuova in modo che si veda da porta Felice.

  • 18 ottobre 2015 12:03

    Scegliere un mese per fare un festival totale dell’Opera. Al Bellini opere barocche al Politeama opere 700 fino a inizio 800 al Teatro Massimo opere romantiche e verità al Teatro Biondo opere contemporanee. SAREBBE UNA COSA UNICA CHE ATTIREREBBE TURISMO DANARO DA MEZZO MONDO.

  • 18 ottobre 2015 18:57

    Turista dà suggerimenti su tutto. Tranne che su alberghi, pensioni e simili. Vuol forse dire che il sistema di accoglienza alberghiero a Palermo non necessita di alcuna modifica, perché perfetto?
    Non ci resta che esserne orgogliosi.

  • 18 ottobre 2015 19:41

    Certo gli alberghi d’accordo …ma sono privati …non posso andare a dire al privato investì meglio …al pubblico posso dire sgombra palazzo reale e tieni le assemblee sa qualche altea parte. Oppure riuniscono piccoli musei che non vede nessuno o 4 gatti etc. Fai festival Fe sfrutta la quantità di teatri che hai. Certo posso dire pure al privato di fare migliori alberghi ok glielo dico fai migliori alberghi. Contento?

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