i fatti dopo il ragionamento

Lettera al mio giudice

di

La spesa "sospesa" come l'ultimo dei morti di fame e l'opportunità di scelte che fanno ribollire il sangue. La parabola triste di Silvana Saguto, simbolo di giustizia e legalità. Ricordando Falcone e Borsellino Legge Giustizia Tribunale1 | Blog diPalermo.it

Ho ancora in mente Roberto Helg che, scoperto con la mazzetta, prima sbianca e poi spiega che credeva fosse un vassoio di dolci. Il paladino della lotta al racket che finisce in carcere per estorsione. Da qualche giorno provo a immaginare il volto di un giudice siciliano, che indossa la stessa toga di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ha in mano una delle armi più potenti per contrastare la mafia – quella di toglierle soldi e patrimoni – e che finisce sotto inchiesta per corruzione. Che fa la spesa “sospesa”, come l’ultimo dei morti di fame, proprio in un supermercato tolto ai boss, accumulando un debito di oltre 18 mila euro. Diciottomila euro.

E faccio veramente tanta fatica a immaginarla, Silvana Saguto, simbolo di giustizia e di legalità, di onestà e rettitudine morale, così come invece viene dipinta dai pochi elementi che trapelano dall’indagine. Perché per me un giudice ingiusto, un custode della legge che la viola sono ossimori insostenibili. È il mondo che crolla, è come rendere vano il sacrificio di altri giudici che in nome di quella stessa legge, pur di dare una speranza alla loro terra, di liberarla da Cosa nostra, sono stati massacrati.

Lasciando perdere l’aspetto penale (tutto da dimostrare e definire) è quello morale che già da ora è inaccettabile ed estremamente doloroso. È l’opportunità – questa sconosciuta – di certe scelte che fa ribollire il sangue.

Perché fare la spesa e non pagare, se il commerciante se l’accolla, effettivamente non è un reato. Ma accumulare, pur avendo uno stipendio sostanzioso, una montagna di debiti dove sai che probabilmente nessuno verrà a presentarti il conto, diventa sicuramente poco edificante. Se – e le regole te lo consentono – puoi affidare incarichi su base fiduciaria e scegli sempre gli stessi, finendo indirettamente per far lavorare anche i tuoi parenti, non è reato, certamente però non è molto dignitoso. Se poi presiedi pure il tribunale che distrugge concretamente la mafia, sempre con la stessa toga di Falcone e Borsellino, addosso dovresti sentire il peso di una responsabilità enorme che non solo certe cose dovrebbe impedirti di farle, ma addirittura di pensarle. Dovresti essere consapevole che se cadi tu, rischiano di cadere anche trent’anni di lotta seria a Cosa nostra e pure la speranza di tante persone oneste. E questo nessuno deve permetterlo, non può avvenire per mano di un giudice che ha giurato fedeltà alla Costituzione, allo Stato, quindi a tutti noi cittadini.

In qualunque altro posto, proprio per l’aspetto morale della vicenda, la parabola del giudice si sarebbe già conclusa in un mare di vergogna. Ma qui no: se questo giudice ha potuto fare scelte inopportune è solo perché in tanti gliel’hanno permesso e si sono comportati esattamente allo stesso modo, facendo regali, non presentando conti, girando la faccia dall’altra parte, per mangiare anche loro una fetta dell’immensa torta. Alla fine quindi viene il dubbio che davvero questa benedetta legalità non stia a cuore fondamentalmente a nessuno. Ed è questa la colpa più grave: che dopo maxiprocessi e stragi, che nonostante l’umiltà e la temerarietà con cui tanti hanno fatto e fanno il proprio dovere (diventando paradossalmente degli eroi), oggi possa sorgere questo dubbio.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

12 commenti

Lascia il tuo commento
  • 17 ottobre 2015 11:20

    Quando la giustizia e la legalità si imbastardiscono trasformandosi in tutto quello per cui dovrebbero lottare duramente. Siamo alla frutta (che poi pagherò)

  • 17 ottobre 2015 11:48

    Dall'”…e io pago” di Totò all’uno qualunque che poi pagherà. Mah!

  • 17 ottobre 2015 12:09

    Renato cercavo di sdrammatizzare una realtà che non avrei mai immaginato

  • 17 ottobre 2015 13:55

    A me il dubbio è sorto già da alcuni anni a questa parte, indipendentemente dal mio riconoscimento della dura lotta a Cosa nostra in Sicilia ( cosa questa che ho sempre asserito).
    E’ impossibile per me spiegare, non saprei da dove iniziare.
    Credo che a prescindere dai soggetti di cui oggi si parla ci sia qualcosa da rivedere nelle leggi, in particolare sui sequestri preventivi.
    E con questo faccio marcia indietro rispetto alla legislazione italiana, accodandomi (ancora una volta) ai tedeschi.
    Tra l’altro non credo che l’idea e le intenzioni di Pio La Torre circa la confisca dei beni ai mafiosi abbia qualcosa a che fare con il pasticcio attuale.
    Per quanto riguarda in particolare La Saguto, ho trovato vomitevole ciò che ho letto da alcuni articoli su Live Sicilia e non c’è soltanto un eventuale commerciante che si accollava di dare forniture gratis (perché mai avrebbe voluto farlo?).
    Ma non è facile riuscire a distinguere l’eventuale presenza di mele marce all’interno della magistratura da ciò che invece può essersi cancrenato per errori di sistema. Se non (ora ci vuole) per una predisposizione culturale al malcostume che in questo senso avrebbe impedito di raggiungere le aspettate migliorie.
    Il mio giudizio è in sostanza pessimo.

  • 17 ottobre 2015 15:37

    Ho provato ad andare al supermercato, fare la spesa e dire al cassiere “metta in conto che poi paghero'”. Niente da fare, lui ha preteso i soldi subito.

  • 17 ottobre 2015 16:02

    Fino a qualche anno fa, avere dignita’, era un pregio che ci consentiva di essere corretti verso gli altri e verso la società’ senza bisogno che alcuna legge ti costringesse ad esserLo. Era come un amore verso la rettitudine e il rispetto di chi ti circondava sia che fosse una persona, sia che fosse una cosa. Ritengo che per ritrovare il valore della dignita’, occorre ritrovare la disponibilita’ e l’altruismo verso gli altri, annullando completamente l’egoismo che regna in ciascuno di noi.

  • 17 ottobre 2015 16:42

    Ho letto che associazioni antiraket hanno suggerito nomi di persone da assumere o incaricare durante le procedure di amministrazione giudiziaria!!!!! Non essendo preisto dalla legge e non avendo alcun titolo per farlo ē lecito chiedere quali sono queste associazioni? Chi sono le persone che hanno fatto ciò a nome delle associazioni? Hanno ancora l’onorabilità per essere ammesse come parte civile nei processi?

  • 17 ottobre 2015 17:50

    “…se questo giudice ha potuto fare scelte inopportune è solo perché in tanti gliel’hanno permesso e si sono comportati esattamente allo stesso modo, facendo regali, non presentando conti, girando la faccia dall’altra parte, per mangiare anche loro una fetta dell’immensa torta. Alla fine quindi viene il dubbio che davvero questa benedetta legalità non stia a cuore fondamentalmente a nessuno”.
    Cos’altro si può aggiungere? Nulla. Se non che tutti conosciamo perfettamente questi palermitani. Ma anche noi giriamo la faccia da un’altra parte, pur non mangiando alcuna fetta della torta.

  • 18 ottobre 2015 01:34

    DA PARTE DI ANTONIO DILINERTO

    GIUSTIZIA INGIUSTA
    Dal Libro
    APPARTENGO A UNA GENERAZIONE
    CHE DEVE ANCORA NASCERE
    di Pino Caruso
    (RAI-ERI-MONDADORI)

    151
    In Italia, la legge è uguale per tutti. La giustizia no.

    152
    Ad alcuni giudici la legge dà alla testa come il vino.

    153
    Una giustizia che sentenzi a vent’anni dai fatti è sempre ingiusta.

    154
    Un giudice ingiusto fa più danni della criminalità.

    155
    Un giudice ingiusto è un depravato che compie atti contro
    natura (la natura della legge.

    156
    Un giudice ingiusto è un furfante che si serve della legge per tradirla.

    157
    Mentre tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, non sempre in Italia la legge è uguale davanti a tutti cittadini.

    158
    Un giudice ingiusto danneggia gravemente la magistratura.

    159
    Un giudice ingiusto andrebbe denunciato dai colleghi per oltraggio alla legge e alla categoria

    160
    Un giudice che condanna un innocente, sapendolo innocente, commette un reato in nome della legge.

    161
    La lentezza della giustizia, in Italia, rende la voce che la definisce una contraddizione in termine.

    162
    Un magistrato che condanni un innocente, non commette un errore, commette un crimine. (1

    163
    Un giudice non deve, non può sbagliare: ha un strumento infallibile: l’inconfutabilità delle prove. Condannare fuori da questo contesto, (argomentando su indizi, traendo convincimenti da deduzioni, induzioni e simili), non è un errore, è un reato

    164
    Non c’è giustizia a questo mondo. E comincio a temere non ce ne sia nemmeno nell’altro.

    1) Gela, giovane assolto dopo 11 anni di carcere: era stato condannato all’ergastolo per due omicidi (ottobre 2015)

  • 18 ottobre 2015 12:12

    Mi chiedo….perché in altri paesi, come ad esempio la Francia, si ribellano se qualcosa non va (vedi le montagne di letame davanti al portone dell’Ufficio delle Entrate)…. perché in Germania un ministro si dimette se scoppia uno scandalo (perché sorpreso ad avere imbrogliato plagiando un testo per la sua tesi di laurea)..perché negli Stati Uniti un presidente è costretto a dimettersi quando si scopre che è corrotto…..E DA NOI SOPPORTIAMO TUTTO? Siamo semplicemente ignoranti? Pecore? Incapaci? Codardi? Corrotti (non tutti per fortuna)?

  • 18 ottobre 2015 21:35

    la cosa peggiore è che per la legalità hanno abusato anche insegnanti sui loro alunni…la scuola deve insegnare che la legalità non è chi comanda, ma chi trasmette lealtà, onestà e non va in cerca di poltrone…io voglio una Sicilia che non ha bisogno di figli vittime di mafia per stare a rappresentarci in Europa la vergogna è anche di chi ha non ha amato la scuola ma l’ha usata per raggiungere i suoi obiettivi e stare dalla parte di chi conta! Forse la peggiore antimafia è questa …io ho creduto in una scuola che offrisse valori, formazione e non facesse sentire in colpa se non piaci all’insegnante..chi valuta in Sicilia la qualità? Che bugie in questa Italia Vergogna tutti !!! Tranne che non si capisca l’imbroglio dove sta e non si abusi di potere e a chi abusa del potere non ci siano ingenui che lo consentano!
    In due parole: “onestà intellettuale”

  • 19 ottobre 2015 10:04

    Leggo stamattina sul Sicilia altro articolo sulla Sig.ra Saguto a firma Arena. La signora si doleva con Cappellano di essere rovinata, di essere senza soldi, di avere una scadenza imminente di circa 10 mila euro con una carta di credito, di essere in procinto di vendere la casa per tamponare i debiti, di avere un figliolo particolarmente bisognoso di denaro a tal punto da assorbire e superare le risorse finanziarie (di per se molto cospicue) della famiglia! Addirittura paventava il timore di aver tagliata la luce di lì a breve a causa della imminente scadenza di una bolletta! Al di là dell’umana comprensione che ahimè non riesco a comprimere, dell’avere un figlio assetato di denaro da assecondare (perché poi assecondarlo?) dal tenore di vita familiare incompatibile con stipendi ed incassi insufficienti a mantenerlo mi chiedo e vi chiedo: una professionista della giustizia premesso quanto sopra, sapendo di avere che ne so una scadenza di una bolletta o dei debiti urgentissimi da saldare continua a mantenere serenità di giudizio e di mente dato il delicatissimo lavoro che svolge? Non voglio affondare il coltello, ma stiamo parlando di una persona che guadagna non meno di 100 mila euro netti all’anno, con il marito che secondo quanto scoperto dalla GDF ne aggiunge ca. 800 mila spalmati in sette o otto anni, che a causa della sua professione non paga benzina ne ha bisogno della macchina che ha assegnata di servizio e con la quale dicono sempre gli articoli dei giornali faceva svolgere ai poliziotti della scorta anche faccende domestiche (hanno dichiarato che si sentivano trattati da camerieri)! Poi, come mai visti tra l’altro gli ampi riscontri delle intercettazioni telefoniche (costume che io non condivido assolutamente se non in casi eccezionali tipo mafia o cose del genere) come al solito fatte trapelare ai media, non vengono presi immediati provvedimenti restrittivi, che ne so la sospensione dall’incarico (non il trasferimento da un ufficio all’altro) l’allontanamento dall’ufficio, la revoca immediata da tutti gli incarichi di amministratore giudiziario, gli arresti domiciliari o altro? Qui scatta immediato il ricordo di una frase che mi diceva sempre la mia povera mamma! “Bisogna nascere dalla panza giusta”!

Lascia un commento