i fatti dopo il ragionamento

E la Casta ringrazia

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La questione dei doppi incarichi e il rischio per gli alti dirigenti, scongiurato da un'Ars insolitamente tempestiva, di restituire i compensi illegittimamente percepiti. Perché la legge, come si sa, non è uguale per tutti Crocetta1 | Blog diPalermo.it

Lumaca, ma anche gazzella e perfino ghepardo. Quando vuole, l’Ars sa trasformarsi, abbandonare le stampelle e indossare gli stivali delle sette leghe. La scorsa settimana Mister Hyde è tornato Jekyll (o viceversa) a palazzo dei Normanni, ha cambiato pelle, e soprattutto passo, per mettere una pezza alla questione dei doppi incarichi, approvando alla velocità della luce in commissione Bilancio il ddl che consente ad alti dirigenti di non restituire le somme illegittimamente percepite sotto forma di compensi aggiuntivi.

Il caso era scoppiato appena qualche giorno prima, innescato da un parere del Cga. Appena il tempo di fare riordinare le idee alla politica e la vicenda era già sui tavoli della seconda commissione. Roba da Guinness, o quasi. La tempestività, infatti, all’Ars è l’eccezione e non la regola, che vede bivaccare per mesi, e anche per anni negli uffici del parlamento più antico del mondo, interrogazioni, mozioni e disegni di legge. Provvedimenti che, se approvati, potrebbero risolvere problemi, anche enormi, per la collettività e non solo per un pugno di figure, evidentemente con più di un santo in paradiso.

Ci sono mozioni a palazzo dei Normanni che non hanno mai visto la luce, nate e morte senza mai passare da sala d’Ercole. È il caso, ad esempio, dell’atto che invocava lo stato di calamità per gli agricoltori del Ragusano per l’eccezionale grandinata che il 15 gennaio del 2013 ha sconquassato le serre e le vite degli agricoltori di Acate e Modica. Quella mozione da “codice rosso” è rimasta perennemente in sala d’attesa e probabilmente lo è ancora, anche se parecchie delle aziende che doveva salvare probabilmente hanno già gettato la spugna.

Stessa cosa per tanti altri provvedimenti, ugualmente urgenti e ugualmente ignorati da sala d’Ercole, dove l’attività è tutt’altro che frenetica e le uniche fatiche rischiano di rimanere quelle che troneggiano sui muri. Non sempre e non per tutto, evidentemente. La casta ringrazia.

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