i fatti dopo il ragionamento

È questo il nostro Palermo

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Il pareggio contro l'Inter dopo una partita gagliarda, una squadra ritrovata dopo il ritiro a casa del presidente e il risveglio di un violinista che, siamo sicuri, ci darà molte soddisfazioni, vero Gila? Gilardino | Blog diPalermo.it

E chi ha potuto dormire stanotte. Serata di grandi emozioni per i vostri cronisti al Barbera contro l’Inter candidata al titolo e adrenalina a mille al termine. Ve lo confessiamo. Noi la partita contro i nerazzurri è una tra quelle che sentiamo di più. Sarà per la finale di Roma persa immeritatamente. Sarà perché ricordiamo una serpentina di Zauli conclusa in rete da Toni a San Siro alla nostra prima trasferta in A dopo trent’anni di campi polverosi in paesi dai nomi improbabili. Sarà perché abbiamo ancora negli occhi una magica punizione di Corini o un 3-2 epico in una delle poche partite che ricordiamo con Del Neri in panca. Fatto sta che noi contro i nerazzurri non vogliamo perdere. Mai.

E ieri ci siamo riusciti grazie ad una prestazione volitiva, grintosa, tatticamente perfetta in cui abbiamo visto alcune cose che ci lasciano più tranquilli per il futuro. L’asse sorrentino-Maresca-Vazquez-Gila è la nostra spina dorsale. Nonostante gli oltre cento anni in quattro siamo convinti che se giocano, oltre a salvarci, potremmo anche divertirci. E parecchio.

Anche perché non troveremo sempre contro una delle strisciate a cui, nel dubbio, l’arbitro fischia sempre a favore o che ti fa gol in una delle poche sbandate difensive della serata (almeno una a partita te la devi aspettare) e proprio nel momento in cui li stai prendendo a pallate. E sarà per questo, allora, che forse, mentre stavamo chiudendo gli occhi e rivedevamo le magie di Vazquez, le parate prodigiose di Sorre, le sgroppate di Rispoli e Lazaar, i movimenti del ritrovato Gila e il suo meraviglioso violino, siamo riusciti a prendere sonno e le facce deluse degli strisciati che tornavano mesti a casa si sono trasformate nei nostri sogni d’oro.

Ma tra le braccia di Morfeo non abbiamo trovato risposta a una domanda che ci frulla in testa e ci tormenta: ma se dopo il ritiro a casa Zamparini, ogni anno, la squadra torna così in forma atleticamente e cresciuta tatticamente perché aspettare quattro sconfitte per andarci o, ancora meglio, perché non se ne stanno sempre tutti là e tornano a Palermo solo per la partita?

LE PAGELLE

Sorrentino 10 – para di tutto e di più. Arriva dove neanche le aquile possono osare. C’è chi giura di averlo visto respingere un razzetto di carta sparato dal settore ospiti. Muro.

Rispoli 7 – la palla non la odia più come prima. Continua a correre anche a partita finita e non si risparmia. Inesauribile.

Struna 6,5 – rude, cattivo e senza pietà. Ingaggia un duello fisico all’ultimo sangue con chiunque gli capiti a tiro. Con la palla al piede sembra un bambino che muove i primi passi ma si concentra sempre al massimo. Lottatore.

Gonzalez 7 – è tornato. Guida la difesa con sicurezza e mantiene la calma quando in area ci sono mischie da rugby. Autorevole.

Andelkovic 6,5 – è un soldatino. A volte pare proprio di piombo quando gli avversari lo puntano. Però non demerita e gioca sempre con il cuore. Generoso.

Lazaar 6,5 – è chiaramente convinto di essere Cristiano Ronaldo. Ha comprato la stessa brillantina e si pettina allo stesso modo. In fase offensiva c’è sempre e, al netto di qualche errore, è sempre nel vivo dell’azione. In difesa è spesso assente. Bipolare.

Rigoni 7 – nel primo tempo sembra meno presente del solito ma cresce nel corso della partita e alla fine pressa e disturba gli avversari senza risparmiarsi. Infaticabile.

Maresca 10 – corre, difende e pressa come un ragazzino. La sua presenza consente a Vazquez di giocare dieci metri più avanti e soprattutto aumenta il tasso tecnico e il palleggio della squadra in maniera impressionante. Qualcuno dovrà spiegarci quale incompetente aveva pensato di venderlo ad agosto. Immenso.

Hjliemark 6,5 – sta diventando un punto fermo. In fase difensiva aiuta sempre i compagni e si propone in avanti con regolarità. Non sembra neanche stanco quando viene sostituito. Elegante.

Vazquez 7,5 – gioca un numero di palloni spaventoso. Non è sempre lucido ma senza di lui il Palermo non varrebbe neanche la metà dei punti che ha in classifica. Ubiquo.

Gilardino 10 – fa la sponda e difende la palla in maniera esemplare. Non si risparmia nei contrasti e si fa trovare sempre pronto sui colpi di testa. Segna anche il gol del pareggio e ci fa sognare. Insostituibile.

Quaison 6 – prova a creare scompiglio tra gli avversari con delle serpentine che alla fine ubriacano solo lui. Però corre e pressa quando l’Inter ci spaventa attaccando. Rivedibile.

Daprelà 5,5 – ci regala uno dei lisci più belli della stagione. Entra per difendere e si fa infilare almeno un paio di volte. Non era facile entrare subito in partita però era proprio quello che gli chiedeva Iachini. Spaesato

Chochev s.v.

Iachini 7 – squadra che vince non si cambia e il mister lo sa. Non si inventa nulla e la squadra sembra finalmente avere una fisionomia più definita. È lui che ha tenuto Maresca e finalmente gli ha anche consegnato le chiavi della squadra. Rinsavito.


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

3 commenti

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  • 25 ottobre 2015 08:29

    Speriamo che zamparini abbia visto la partita, e si renda conto che lasciarsi scappare sorrentino come successe con barreto, e altri non e’ giustificabile, lo incontri immediatamente e trovi l’accordo, non pensi sempre al suo tornaconto, lo assecondi, lo merita. I tifosi saranno sicuramente contenti.

  • 26 ottobre 2015 04:38

    Hai dimenticato di aggiungere la lode al 10 di Sorrentino…..

  • 26 ottobre 2015 22:47

    Irrinunciabile Maresca!

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