i fatti dopo il ragionamento

Il provincialismo rosanero

di

Juve Merda | Blog diPalermo.it

Ma perché, tifosi palermitani, ce l’avete così tanto con le “strisciate”? Quand’è che comincerete a uscire da quel bieco provincialismo in cui sembrate essere arroccati nonostante gli ormai tanti anni passati nel calcio che conta? Quando riuscirete a sdoganare quell’assurdo principio secondo il quale bisogna tifare per la squadra della propria città, principio che andrebbe bene forse in Prima Categoria? La passione per i colori di una squadra non ha confini geografici, né conta il comune riportato sulla carta d’identità. Esistono poi tanti italiani che addirittura tifano per squadre straniere.

Prendiamo la Juventus. 13 milioni di tifosi in Italia, 38 in Europa, 170 nel mondo. Vogliamo confinarli tutti a Torino? Starebbero un po’ stretti, non credete? Secondo l’assurda logica dei palermitani rosanero, invece, la Juve – la squadra con più titoli nazionali, l’unica ad avere vinto tutti i trofei intercontinentali, quella che ha fornito più giocatori alle quattro nazionali campioni del mondo – dovrebbe essere sostenuta solo dai torinesi.

Ricordo l’ultimo Palermo-Juve. Un’ora e mezza di partita (più recupero) a intonare “juventino pezzo di merda!”. Qualche ora prima cori simili tributati ai giocatori all’arrivo del pullman al Barbera. Un caloroso benvenuto alla squadra che qualche mese dopo sarebbe diventata vice campione d’Europa. Stessa accoglienza ha avuto ieri sera l’Inter che, come la Juve e il Milan, conta tantissimi tifosi in città.

Tutto questo avrebbe un senso se tra il Palermo e le strisciate esistesse una rivalità storica, se appartenessero alla stessa fascia, se perseguissero gli stessi obiettivi. Ma se si esclude la Coppa Italia del 78-79 persa contro la Juve e quella più recente contro l’Inter, tra i rosanero e azzurri/bianco/rosso/-neri c’è una distanza siderale. Storicamente, i secondi giocano per vincere trofei nazionali e internazionali, i primi – senza offesa – per evitare retrocessioni o risalire di categoria.

Se l’ostilità nasce allora dal fatto che queste squadre possono contare sul sostegno di molti concittadini, consiglio allora ai supporter palermitani di uscire dalla mentalità ferma ai recenti tempi delle gare contro l’Astrea e la Battipagliese, prima che il Palermo tornasse in serie A grazie a un imprenditore friulano. Friulano? Ah, non palermitano? Ma pensa te…

52 commenti

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  • 25 ottobre 2015 09:08

    Articolo scritto da uno strisciato, che evidentemente non era allo stadio, visto che non acce a minimamente ai cori urlati dai tifosi inter(t)risti contro il Palermo ed i suoi tifosi.
    Volete tifare una strisciata, fate pure, ma non venite a fare i professori.
    Grazie.

  • 25 ottobre 2015 09:09

    Noi avremo un imprenditore friulano, pensa te…voi ne avete uno indonesiano pensa te…

  • 25 ottobre 2015 09:29

    Compare, ti ha preso per interista questo…

  • 25 ottobre 2015 10:26

    Inter e Milan nemmeno li considero. Ma se in tutta Italia il trattamento per i gobbi è sempre lo stesso, penso che il provincialismo non c’entra ma c’entra qualcosa che assomiglia alla prepotenza ed alla tracotanza con la quale i bianconeri hanno raggiunto parecchi dei loro traguardi. Meditate gente, meditate

  • 25 ottobre 2015 10:56

    Ma che c’entra???? Ma che articolo e’?
    Chi fischia l’Inter o la Juve, fischia altrettanto le altre. Succede in tutta Europa cosi’. Non e’ che a Madrid tifano Malaga. E non e’ che a Malaga la gente che fischia il Madrid e’ per provincialismo.
    Ma che cavolate stanno scritte qui? Allora facciamo giocare la Juve a Pechino, magari ci sono più tifosi che a Torino…
    Ma per favore.

  • 25 ottobre 2015 11:16

    Dopo qualche giirno qua spunta un altro che parla di provuncialismo in riferimento alla piazza palermitana. Fermo restando che ognuno il tifo se lo fa come meglio crede, non penso che ci sono state condanne a morte per chi da palermitano tifa strisciato. Personalmente esprimo la mia idea anche a costo che questo signor Cascio mi etichetti di “provinciale”. Per me e preciso, PER ME, il calcio e’ senso di appartenenza. E mi fa vomitare il siciliano che nel gabiotto grida assieme ad altri brillanti elementi magari venuti veramente dal nord “sporchi terroni” edvaltre cose simili. Inoltre se tifare per altre squadre (che stranamente non sono Empoli, Atalanta o Genoa ma quelle che a turno vincono sempre) puo’ essere terapeutico per sentirsi per un giorno vincitore e sconfiggere le oppressioni che quotidianamente da’ la vita, allora va bene lo stesso.

  • 25 ottobre 2015 11:34

    E se il provincialismo fosse di chi ha scritto l’articolo sol perché essendo juventino pensa che tutto gli sia dovuto??

  • 25 ottobre 2015 12:09

    Salve sig. Lucio Luca, se il “questo” a cui si riferisce sono io, avrei anche un nome. Magari le é sfuggito.
    Che lei é gobbo lo sanno anche i muri.

  • 25 ottobre 2015 13:45

    Trattasi di giustificazionismo …Se si tifa per squadre di città lontane è soltanto per la voglia puerile di vincere. La squadra della tua città è in C o in B oppure in A ma scarsa..allora il bimbo che al bar in ufficio o von gli amici vuole vincere sceglie la Juve anche se squalificata per moggiopoli. Tanto poi con i soldi di Detroit vincerà 4 scudetti. IO le seguo tutte grazie a Sky dal Real al Bayer ma non sono così provinciale da Tifare per loro

  • 25 ottobre 2015 14:07

    Sig Cascio provinciale ci sarà lei e si dedichi a scrivere articoli inerente l’ippica grazie

  • 25 ottobre 2015 14:17

    Sino juventino da 45 anni, che lo sappiano i muri mi lusinga, gobbo è un complimento del quale la ringrazio. Compare, Gianni ti ha detto interista, scusi.per il questo che.non voleva essere offensivo. Cordialissimi saluti

  • 25 ottobre 2015 14:18

    Mi perdoni ma dal telefono scrivo peggio del solito

  • 25 ottobre 2015 14:24

    Il provincialismo si legge nell’articolo di chi l’ha scritto, che cerca di giustificare un senso di non appartenenza. E mi fermo solo sul campo calcistico.

  • 25 ottobre 2015 16:12

    Puo’ essere che questo Luca Lucio e’ un torinese che tifa Juventus. Oppure potrebbe essere uno che vuole vincere facile. Chiunque sia, se reclama i diritto di tifare come vuole e per chi vuole non deve avere il diritto come il suo amichetto che ha scritto questo articolo di deridere e tacciare di provincialismo chi osa contrapporsi alla loro filosofia. La verita’ e’ che in questo sito si sente notevolmente la mancanza di Alessandro Amato.

  • 25 ottobre 2015 16:48

    Può essere che io, rosanero integrale (ma non integralista e neppure talebano) e dall’amore smisurato per il calcio, possa essere tacciato di provincialismo perchè non riesca a concepire cosa si abbia a spartire (calcisticamente) con le squadre di altre città. Nulla mi ha vietato in passato di ammirare e godere del gioco del Milan di Sacchi, del Toro di Radice, della Juventus di Trapattoni o Lippi (chiedo venia, ma il gioco di Mourinho l’ho sempre trovato noioso e pure il catenaccio di Herrera, da quello che narrano le cronache) senza però sentire il provincialissimo desiderio di vestirne i colori ed appiccicarmi gli scudetti sulla giacca. Personalmente trovo più provinciale tifare per squadre di altre città, PURCHE’ VINCENTI. Non trovo in giro a Palermo molti tifosi bianconeri dell’Ascoli, del Cesena o dell’Udinese, molti tifosi nerazzuri del Pisa o del Latina o molti tifosi rossoneri del Lanciano, della Lucchese o del Foggia. Ah, forse sarà per questo che tacciano gli altri di provincialismo, LORO (Maiusculus Maiestatis) non tifano per squadre di provincia, ma solo PER QUELLE CHE VINCONO. Anche il concetto di provinciale, come il tifo, è relativo, MOLTO RELATIVO.

  • 25 ottobre 2015 17:02

    Proprio così caro Paolo.Essere tifosi rosanero non vuol dire non ammirare campioni di altre squadre o non vedere partite diverse da quelle del Palermo. Io mi arricrio a vedere Barcellona Real piuttosto che il derby di Manchester o Juve Inter. Ma il tifo ? significa amore trasporto . Ma bella a virita’ si può ammirare (mica tanto) una strisciata…ma fare battere il cuoricino è troppo provinciale ed è puerile. come dire se non vinco piango

  • 25 ottobre 2015 18:07

    Guarda un po’ gli strisciati devono insegnarci pure come tifare..I padroni del mondo. Ma cosa vi importa di noi poveri provinciali? Sappiamo che siete in maggioranza ma si può esprimere disapprovazione verso siciliani che tifano squadre del nord? Oppure è vietato? Avete visto cosa è successo ieri sera dentro il gabiotto? Semplicemente ridicoli. Come senza senso è questo articolo. Continuate a sostenere le vs belle squadre sempre vincenti ma smettetela di fare i saputelli. È fastidioso.

  • 25 ottobre 2015 18:10

    Caro Franco Cascio ancora una cosa. Talvolta sotto mentite spoglie di tifosi del Palermo i milanisti gli interisti e gli juventini si fanno la guerra. Pertanto contro l’Inter vedi palermitani di juve e Milan che se ne fregano del Palermo tifare Palermo in modi sfegatato e viceversa. Dunque attenti alle nette spoglie. Attenti perché gli strisciati per non avere rimorsi di coscienza preferirebbero che il Palermo non esistesse e dunque dagli a Zamparini. GLI strisciati si ricordano di tifare Palermo quando giochiamo contro un’altra sttisciata

  • 25 ottobre 2015 18:29

    Compare, sei un amichetto… sappilo

  • 25 ottobre 2015 21:06

    Ma come sono provinciali questi juventini che non digeriscono il fatto che è stato acclarato che hanno rubato…come sono provinciali questi interisti che si sono intestati uno scudetto mai vinto…come sono provinciali questi milanisti che escono dallo stadio durante la partita perchè si rompe una lampadina….
    Queste tre squadre sono espressione del potere economico e politico, di tutto quello che i giornalisti radicalchic che scrivono qui contestano e poi tifano per la squadra degli agnelli che mandano per la strada migliaia di operai…per la squadra di Berlusconi che….neanche lo scrivo chi è. D’altra parte vincere è l’unica cosa che conta quindi si può anche rubare e poi essere tracotanti e beffardi come i mafiosi…perchè questo sono le strisciate: mafiose!!!

  • 25 ottobre 2015 23:40

    Articolo veramente molto intelligente, cosmopolita e sagace. Era necessario scrivere un articolo per venirci a spiegare che sei un palermitano strisciato! Se fosse stato intellettualmente onesto questo “articolo” almeno avresti potuto aggiungere che questo che tu chiami atteggiamento provinciale e’ un vezzo di tutte le squadre italiane.

  • 26 ottobre 2015 04:51

    Bravo compare, hai colpito nel segno; si vede anche dalla raggia dei commenti di chi se la sente. Non mi sembrano poi molto diversi dai quattro della curva nord che, anni fa, vennero a cercarmi all’uscita della sud per bruciarmi la sciarpa dopo aver perso. Quattro armadi contro una sola ragazza, alta sì e no un metro e un salto. Dimenticavo: gli applausi al mio capitano risalgono al 3-2 in cui ale segnò una doppietta, ma immagino la sportività che avrebbero mostrato i rosanero nei suoi riguardi se avessimo vinto noi! Si rassegnino. Palermo è solamente la città, che personalmente amo alla follia e tratto meglio di chiunque altro pseudoappassionato, mentre il Palermo Calcio è un’altra cosa… e sentirsi in dovere di tifarla e farla tifare per ius soli è una grande, gigantesca, strepitosa ca***ta.

  • 26 ottobre 2015 12:42

    Vedo che il mio civilissimo commento è stato cancellato, è la prima volta che mi accade su questo blog. Si vede che il sistema di controllo, dopo l’abbandono di Alessandro Amato, è diventato un po’ troppo provinciale per i miei standard.

    Pazienza.

  • 26 ottobre 2015 12:53

    Templare, Alessandro Amato è stato un ottimo collaboratore di questo sito ma non ha mai esercitato alcun tipo di controllo. Dai il tuo contributo in maniera civile e sarai il benvenuto. In caso contrario no.

  • 26 ottobre 2015 12:58

    Scusami Francesco Massaro, il mio contributo era stato civilissimo, avevo solo scritto che si sentiva la mancanza di Alessandro Amato e che l’articolo di cui sopra ne era una testimonianza evidente. A mio parere. Dimmi un po’ tu se questo era un commento da cancellare.

    Quanto ad Alessandro, lo so benissimo che non ha mai esercitato alcun controllo. La mia era ironia. Grazie per l’attenzione.

  • 26 ottobre 2015 13:03

    Ultima cosa: in casa d’altri entro in punta di piedi e mi esprimo sempre in maniera educata, che non vuol dire non criticare, ma farlo, se lo ritengo opportuno, utilizzando i crismi della buona educazione che mi è stata impartita.

    Il “caso contrario”, nel mio caso, non esiste, si è trattato solo di un errore o di una stupida e immotivata forma di censura. Grazie di nuovo.

  • 26 ottobre 2015 14:34

    Rispondo a LuBo. Certo che ha colto nel segno. Insultare una tifoseria che conta due milioni di tifosi nel mondo genera sicuramente una reazione.
    Meno male che voi non siete provinciali, molti juventini hanno detto che il Barcellona ha rubato:-)
    Contenti voi…forti con i deboli e deboli con i forti.
    PS. Qualche anno fa gli juventini se la sono presa con mia figlia di otto anni. Chi è peggio?

  • 26 ottobre 2015 14:58

    Fermo restando che Cascio, Lucalucio, Lubo etc., siete liberi di tifare per chi volete e come volete e non mi risulta che ci sia stato un editto che ha impedito di continuare a farlo, tanto da costringere l’autore di questo articolo a scrivere quelle righe, volevo porgere una semplice domanda. Come ci si sente da meridionali a stare nel gabiotto assieme ai compagni di tifo nordici a intonare i cori “terroni pezzi di m….”, “come puzzate terroni come puzzate” e similari? Magari voi nel gabiotto non ci siete stati e non ci andate, ma in tanti provenienti da varie parti della sicilia, Palermo compreso, li dentro si trovava.
    Per il resto ricordo che un tifoso interista palermitano (ma poteva essere juventino o milanista) mi ha definito “ingrato” in occasione di una gara di coppe europee dicendomi “ma come gioca una squadra italiana e tu tifi per quella straniera”?
    Mah! Evidentemente per lui (ma anche per tanti altri) il principio della territorialità e/o senso di appartenenza si applica a convenienza.

  • 26 ottobre 2015 16:27

    tutti hanno diritto a dire e scrivere. Oggi Lei ha fatto la sua “boutade” ospite di questo blog. E comunque ci vuol decenza a dire quello che ha scritto- la rubentus avrà pure 170 milioni di tifosi, ma molto di più che la osteggiano- e si ricordi infine che noi siamo sempre dalla parte dei più deboli, dalla parte di chi un rigore è negato salvo a concederlo alla sua rubentus- e via discorrendo-

  • 26 ottobre 2015 17:28

    D’accordo con Giulio. Personalmente la mia indole mi porta a schierarmi con i deboli. Perchè nella vita e nello sport mi hanno appassionato le vittorie di Davide piuttosto che di Golia. Hanno un’altro gusto e un’altro sapore. E’ logico che poi c’è quello che gli piace vincere facile. Magari la vittoria lo realizza, lo fa sentire meglio, superiore. Possibilmente Cascio e Luca non si ritroveranno in questa fattispecie, ma potranno serenamente ammettere che tanti di quelli che tifano “strisciato” lo fanno per essere vincitori. Viceversa, dovremo trovare nel panorama calcistico un buon numero di gente che parteggi per Atalanta, Sampdoria e magari Sassuolo e Chievo.

  • 26 ottobre 2015 18:45

    Io tifo Juventus da quando avevo 3 anni. Ne ho 48 e non cambio idea. Sono siciliano, terrone etc… di chi urla slogan offensivi penso sempre la stessa cosa. Sia se sono strisciati, rosella o di qualsiasi colore. Idioti e basta. Dico solo che a Roma c’è il club Juventus più importante al mondo, nessuno qui si è mai sognato di pensare che un romano non possa tifare Inter, Juventus o Forlimpopoli… avviene solo a Palermo questo e si chiama provincialismo

  • 26 ottobre 2015 19:06

    A Roma vivono non romani a centinaia di migliaia…Ad ogni modo il tifo è appartenenza mentre la sportività e l’ammirazione per Barcellona Juve Bayer è altro. Se poi piace andare in ufficio al bar etc da vincitori è puerile.Se si tifa da bambini è solo perché un fratello più grande se non il papà ti “iniziano “al tifo. Ammiro il Barcellona ma da qui a tifare. Certo in ufficio mi sentirei un gigante dicendo: Noi ieri abbiamo vinto

  • 26 ottobre 2015 20:59

    caro Luca, sei libero di tifare per chi vuoi e hai espresso il tuo parere sugli slogan offensivi. Personalmente non penso che devi cambiare idea ma non hai risposto alla seconda domanda. E’ PLAUSIBILE CHE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI TIFOSI NON LOCALI TIFANO “STRISCIATO” PER SENTIRSI VINCITORI?
    Il fatto di pensare che un palermitano non possa tifare Inter o chicchessia credimi non avviene solo a Palermo. Non capisco che significa in tal senso “provincialismo”.
    Per il resto quando una delle tre “grazie” del nostro campionato gioca in coppa i miei vicini di casa sono abituati a sentire le urla al gol delle straniere avversarie. Sarà provincialismo anche questo?

  • 26 ottobre 2015 21:55

    A questo punto chi tifa va la soagnola Barcellona contro la Juve italiana era evoluto. Chi tifa va Juve perché italiana era provinciale. Ma bella a virita’ . Retoricamente si puoo’ sostenere tutto. Quando ci sarà un palermitano che tifa Atalanta e Pro Vercelli allora ne riparleremo

  • 26 ottobre 2015 22:15

    Per me quando gioca la Juve in coppa potete tifare chi volete, anche questa storia delle squadre italiane da tifare per forza in Europa non l’ho mai condivisa… io tifo Juve e basta, per me Inter, Barcellona, Bayern etc sono avversarie. E se mi battono, mi alzo in piedi e applaudo. Che poi a Palermo ci siano più tifosi di strisciate che del Palermo, onestamente, mi pare del tutto inverosimile. Ho vissuto a Palermo, mi sono occupato di calcio per 20 anni, sinceramente mi suona del tutto nuova questa statistica….

  • 26 ottobre 2015 22:45

    Sa perchè signor Cascio? Perchè le strisciate non sono grandi perchè hanno meritato, sono grandi perchè hanno rubato. E continuano a farlo. Se i campionati fossero stati arbitrati da arbitri veramente imparziali, la storia del calcio italiano sarebbe ben diversa. Ed avremmo squadre di provincia con 4..5…6…scudetti appiccicati sulla maglia.

  • 27 ottobre 2015 01:39

    Giuseppe e Don Totò, rispondo a voi e non a chi parla di “rubentus” perché, citando l’immenso Avvocato, il loro è solo un problema psicologico (o di qualche tresca delle fidanzate/mogli/mamme con bianconeri più prestanti). Non mi piace valutare le partite cercando complotti e furti ovunque: puntare alla vittoria non significa non accettare la sconfitta, che insegna pur sempre qualcosa. L’unico crimine ai danni degli amanti del calcio è stato perpetrato a partire dall’estate del 2006, come dimostrano le carte processuali se le si legge con onestà intellettuale. Infatti l’effetto è durato poco, la pagliacciata è finita e certi son tornati a parlare al passato. Quod fuimus lauda si iam damnas quod sumus. Patetici. Quanto alla gabbia, io non ci ho mai messo piede per due ragioni. La prima, banale ma tristemente vera, è legata alla sicurezza personale: so che volete immaginare i rosanero allo stadio come distinti signori in panciotto, ma la realtà è che in gabbia arrivano regolarmente sputi e altri liquidi organici che io lascerei volentieri alle loro genitrici. La seconda, fondamentale, è che mi rifiuto di essere considerata ospite sgradita in qualsiasi angolo della mia amata città, stadio compreso. Chiaramente non vado in curva Nord dove è pieno di quei lord inglesi di cui sopra, ma vado in Sud dove si trova più gente civile. Mai tifato contro IL Palermo, solo per la mia Juve; ma c’è chi considera un affronto persino questo. E invece si rilassi, perché io continuerò a fare ciò che voglio e denunciare chi si comporta da animale per sfogare chissà quante e quali altre frustrazioni.

  • 27 ottobre 2015 08:27

    In tutto questo nessuno ha saputo rispondere alla piu’ facile delle domande: SI TIFA STRSCIATO PER SENTIRSI VINCITORI? Beh, se vorro’ avere una risposta consulteto’ un sociologo.

  • 27 ottobre 2015 09:42

    Si tifa Juventus perché si amano quei colori e quella storia. Contento cosi? Si tifa Juventus anche in B, anche con Maifredi, anche con Ciro Ferrara…esattamente come lei tifa Palermo nella buona e nella cattiva sorte. Le.ripeto, tifo Juventus da quando avevo 3 anni, grandi simpatie per il Palermo, ma il tifo è difficilmente spiegabile. Spero di averla soddisfatta..

  • 27 ottobre 2015 13:46

    Ho parlato con il sociologo. Mi ha illuminato. Mi ha detto: puntro primo, il figlio tifa per la squadra del padre, o del fratello maggiore. Punto secondo: analizza tutte le generazioni, quando ciascuno acquisisce consapevolezza calcistica tifa per la squadra che in quel momento vince. Ed è vero. Ho fatto una prova. Conosco tre fratelli, uno di 52 anni che tifa Inter perchè quando aveva 8/10 anni vinceva gli scudetti. Il secondo più piccolo di qualche anno tifa Milan, perchè alla sua età di consapevolezza calcistica era il Milan che vinceva. Il terzo più piccolo ancora tifa Juventus. Per ovvi motivi. Perchè gli juventini sono di più? Perchè hanno vinto più scudetti e quindi hanno raccolto più tifosi. Poi c’è il caso raro di chi tifa magari Torino. Un tifo genuino e disinteressato, quello si. Magari il caso di Luca che tifa Juve sarà da annoverare fra questa tipologia, non lo metto in dubbio.
    Comunque veramente bravo il mio amico sociologo.
    P.S.

  • 28 ottobre 2015 13:22

    La cosa che (personalmente) mi infastidisce di più del 99,57% degli juventini palermitani è l’arrogante senso di obiettività di cui si vantano. Solo che se cade in area Morata è rigore. Sicuro. A prescindere. Se cade in area Vazquez… “Aspè, vediamo il replay, l’angolazione, il retroporta, ferma l’immagine, però ha accentuato la caduta, forse lo tocca ma involontariamente…”

  • 28 ottobre 2015 13:36

    il tifo: 1) simile al sentimento dell’amore (in certi casi passione più duratura), 2) appartenenza (socio-culturale), 2) partecipazione.
    2 e 3: non c’entrano niente col cittadino siciliano.
    La prima motivazione, l’amore, il sentimento: nel caso del tifo “esterofilo” è il tifo per la vittoria, una sorta di compensazione inconscia per le proprie frustrazioni e incapacità.
    Aggravante nel calcio moderno: finanziano col loro tifo realtà sociali lontanissime dalla loro, di fatto togliendo risorse, indotti, eventi, alla propria città… infatti nella spartizione delinquenziale degli introiti tv le cosiddette “strisciate” usano il numero di tifosi sparsi ovunque (numeri di colonizzati, oggetti).
    Infine: notoriamente imbroglioni, compratori di arbitri, falsificatori di partite. Ci vuole un bel coraggio per tifare per questi individui… ma la frustrazione compensata dalla vittoria (altrui) occulta anche questa evidenza.

  • 28 ottobre 2015 15:40

    A chi pensa che il tifo per una squadra diversa da quella della propria città sia dettato solo dalla voglia di sentirsi vincitori, consiglio queste istruttive letture:

    https://it-it.facebook.com/cannoli.azzurriempoli

    http://www.pantelvoice.it/pantelleria-instagram-chievomania-pantelleria/

    http://www.ipicciottideltoro.it/

    http://www.pianetagenoa1893.net/viaggio-nei-club/la-passione-per-il-grifone-a-pozzallo-l-ha-trasmessa-fabrizio-de-andre-15031

    Come vedete la passione per una squadra nasce per i motivi più disparati e segue traiettorie impensate. Per questo sono d’accordo con chi dice che, da questo punto di vista, a Palermo esiste un grandissimo provincialismo. Tutti i tifosi che fanno parte dei gruppi descritti negli articoli di cui sopra sono sicilianissimi al 100%.

  • 28 ottobre 2015 15:41

    Per le strisciate non vedo trattamento differente tra Palermo e le altre piazze italiane. Gobbi, intertristi e bilan ricevono lo stesso trattamento a Verona, Genova, Roma

  • 28 ottobre 2015 19:03

    Gent.ma LuBo, il fatto che abbia eluso a piedi uniti di commentare il mio appellattivo di “rubentus” è quanto mai significativo- E’ giusto evitare temi che la possano mettere in difficoltà. E’ chiaro che per Voi l’affaire Moggi è pura dietrologia- Lo sarà pure la retrocessione del Palermo per dissesto finanziario avvenuta negli anni 90, mentre negli anni successivi ciò non è più avvenuto ( a parte recentemente per il Parma).
    Lo satus di rubentino è come un marchio di fabbrica: siete riconoscibilissimi. Siete schizofrenici (è una diagnosi, non un parere) , perchè tifate per due squadre il Palermo e la giuve, ma quando giocano assieme allora il Palermo. Ecco, questo siete voi .

  • 28 ottobre 2015 19:57

    Effettivamente come dice Domenico il numero di tifosi provenienti dai siti da lui indicati è pari o addirittura superiore a quello delle tre grazie. Non me n’ero accorto del gabiotto pieno di fans di Empoli club di canicattì.

  • 29 ottobre 2015 00:13

    Il discorso è semplice, e come ha detto don totò: si tifa per la squadra del padre o del fratello maggiore. Si tifa per la squadra che quando si acquisisce consapevolezza calcistica, vince. Per vincere contro i compagni di classe che tifano per un’altra strisciata per cui tifa il padre. Si tifa una strisciata per vincere qualcosa nella vita, visto che il palermo perdente (come loro nella vita) non riesce a compensare la loro frustrazione. Il tifo per un’altra squadra è una buffonata. Mentre il tifo per la squadra della propria città è una scelta perdente magari, ma coraggiosa. Una scelta con gli attributi. Una VERA scelta d’amore e di fierezza.
    Poi voler negare che le strisciate non trucchino il calcio da sempre è come negare che in Italia non è vero che esista una corruzione diffusa o come negare che il Papa non risieda in Vaticano.
    Quanto ai liquidi organici nella gabbia…come se i tifosi della Juventus milan o inter siano santi! Proprio da ridere…

  • 29 ottobre 2015 00:27

    E poi è un circolo perverso. Più vincono le strisciate, più tifosi faranno e più bacino d’utenza e più introiti e più..e più…e più…
    Ecco, chiedo a voi strisciati: non vi fa schifo questo meccanismo? non vi rendete conto che è un meccanismo che conviene a loro (le società strisciate) che venga alimentato e pompato e perpretato?
    E credete che per mantenere questo meccanismo ANTISPORTIVO non ricorrano da sempre ad azioni illecite coperte da una stampa e una televisione alleata loro e compiacente?
    No no…questo non è sport scusate. Questo è schifo.

  • 29 ottobre 2015 16:19

    Don Totò, io vi ho citato dei fatti. Per farvi capire che il tifo è una questione figlia di mille sfaccettature, che non può essere legata soltanto al numero di vittorie come voi invece sostenete. Il resto sono soltanto opinioni.

  • 29 ottobre 2015 19:49

    Domenico, io pure ho citato fatti. Statistiche non stati d’animo. C’è l’eccezione ma la regola è quella. “Ti piace vincere facile”. Non per questo i club che citi nel tuo post contengono tanti tifosi che si possono contare sulle dita di una mano.
    E ti dico che parlando con tifosi strisciati sinceri me l’hanno pure ammesso.

  • 23 settembre 2016 14:57

    C’è a chi piace solo vincere facile.

  • 28 settembre 2016 05:51

    che poi e’ paradossale che un palermitano che tifa una squadra straniera, quindi quintessenza di provincialismo, dia del provinciale a qualcuno…il “vorrei ma non posso” antropomorfo…

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