i fatti dopo il ragionamento

Avvocato, ha un momento per noi?

di

La maledizione che noi siciliani ci portiamo addosso e un principe del foro, una palermitana di successo, che decide di difendere la Saguto. Gentile dottoressa, si è davvero chiesta se è la cosa giusta da fare? Image7 | Blog diPalermo.it

Avvocato Bongiorno, Lei è una palermitana, una di noi. Lei sa bene cosa vuole dire vivere qui, che maledizione ci portiamo addosso, cresciuti tra le stragi, avviluppati da un sistema odioso di potere che inibisce qualsiasi sviluppo, mortificati dalla vergogna di vedere sempre la nostra città associata alla parola mafia.

Lei sa pure con quanto entusiasmo abbiamo abbracciato le campagne antimafia, i nostri giudici eroi, l’antiracket, accettando di buon grado di vivere in un luogo di frontiera, con l’esercito, in guerra, pur di sconfiggere l’eterno nemico e diventare finalmente un posto normale, civile, dove perfino eccellenze come Lei possano un giorno decidere di vivere, senza dover rinunciare alla carriera.

Lei sa, avvocato, che Palermo ha sacrificato tanto nella lotta alla mafia, che ha visto distruggere la propria economia, le proprie aziende, l’occupazione, in nome della ricerca della legalità, accettando passivamente la pericolosissima idea che era meglio un innocente in galera che un mafioso libero, purché si sconfiggesse l’odiata mafia.

Quindi nessuno meglio di Lei, avvocato, può comprendere la drammaticità del momento che stiamo vivendo, quanto sia destabilizzante lo shock di veder sciupati anni di lotta alla mafia, di veder crollare i simboli di questa lotta, di dover leggere di conversazioni incredibili, con un gergo degno dei peggiori malavitosi.

Ma allora, avvocato, perché? Perché proprio Lei torna qui e – da grande avvocato qual è – come un cliché da film americano, viene a raccontarci che è tutto a posto, tutto un grosso equivoco, che non è successo niente. Noi la guardavano con ammirazione, sa, una di noi, una che ce l’ha fatta, che ha strappato le catene, che è andata fuori e ha avuto successo. Perché ci fa questo? Perché lo fa? Probabilmente non per denaro, visto che la Sua cliente, a quel che Ella dice, è ridotta sul lastrico e non potrà certo permettersi l’onere dei suoi meritati onorari. Lo fa per idealismo, allora, ma esattamente quale? Sappiamo tutto – almeno noi – sul diritto alla difesa e sulla presunzione di innocenza ma davvero lo considera sufficiente? Davvero per Lei è un buon motivo per intestarsi questa causa?

Ci perdoni l’insolenza, avvocato, ma comprenda almeno il nostro disorientamento, il nostro sbigottimento. Avremmo preferito, in un momento così drammatico della nostra storia, che le nostre migliori eccellenze facessero quadrato e si sforzassero di contribuire a risollevarci e ad andare avanti, anziché tentare di nascondere la sporcizia sotto il tappeto.

Se mai Lei riuscisse nella difficile operazione di far valere la Sua tesi, di farci ascoltare con altre orecchie le intercettazioni che, nostro malgrado, abbiamo ascoltato, di dare una lettura diversa a quello che, oggi, appare tristemente chiaro ai più, sicuramente avrebbe un altro straordinario successo professionale da poter aggiungere al suo palmares. Ma, solo per un attimo, ha mai pensato quale insegnamento ne trarrebbe questa terra, i suoi abitanti, i suoi giovani? Ha mai pensato che città sarebbe, dopo, Palermo?


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43 commenti

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  • 31 ottobre 2015 10:34

    Pezzo straordinario, da condividere punto per punto. Non conosco Sandro Marino, di sicuro è uno dei palermitani da prendere come modello di riferimento. L’avvocato Bongiorno si arrampicherà sugli specchi, farà i soliti giochi di prestigio oratori, cercherà fra le pieghe del codice tutti i cavilli, secondo il solito copione imposto ai difensori, e allla fine, quale che sarà il risultato, avrà comunque macchiato la sua coscienza. Ma gli avvocati, per loro stessa ammissione – e tranne rare eccezioni – quando sono in aula si spogliano di tutto. Anche dell’etica sociale.

  • 31 ottobre 2015 10:35

    No, Sandro Marino, non ci siamo affatto.
    Giulia Bongiorno non sta affatto tentando di nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Sta soltanto facendo il suo lavoro.
    Mi perdoni, ma lei è caduto nel consueto equivoco di equiparare l’avvocato all’imputato (nel caso in esame, all’incolpato).
    Un avvocato che difende una persona, non si intesta alcuna causa.
    Fa solo la “sentinella del diritto”.
    Che lo faccia per denaro, per ideali o per altro, questo è un dettaglio marginale.
    Se lei vuole eccellenze che facciano quadrato in un momento drammatico per la Sicilia, è altrove che deve andarle a cercare. Non certo in un avvocato in assenza del quale non si potrebbe neppure celebrare un procedimento disciplinare.
    Ci rifletta.
    Ennio Tinaglia

  • 31 ottobre 2015 10:56

    Questo articolo è una spremuta di tutti i clichè e le credenze comuni sulla figura dell’avvocato.
    Dovete cercare di separare la figura dell’avvocato da quella dell’imputato che in questo caso è solo un indagato. Dovete cercare di superare questa politica degli articoli forcaioli che, tra l’altro, non fanno che alimentare il malcontento popolare, e niente più.
    Citi la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa, che sono due diritti costituzionalmente garantiti, diritti per i quali i nostri avi si son battuti nel corso dei secoli.
    Infine, restando sul tema delle professioni, penso che la Bongiorno sta facendo solamente il suo lavoro e niente più, mentre voi giornalisti vi ostinate a ricoprire più cariche e più ruoli che non vi competono (siete allo stesso tempo giornalisti, inquirenti, Pubblici ministeri, parti civili e giudici) creando una giustizia parallela a quella che si svolge, e che si deve svolgere esclusivamente, nelle aule dei Tribunali!

  • 31 ottobre 2015 11:19

    Tutti hanno diritto alla difesa e, secondo questa lettura, i penalisti palermitani non dovrebbero difendere mafiosi e estorsori. Si possono fare delle scelte etiche, ma non è meno etico garantire un diritto sancito dalla Costituzione indipendentemente dai reati contestati. È come se oggi si accusasse di una qualche collusione un cronista che intervistasse Saguto e le desse la possibilità di difendersi attraverso i giornali… Credo poi che a livello professionale difendere gli “indifendibili” per un avvocato possa essere davvero una grande sfida, iperstimolante. Non mi sognerei mai di criticare una professionista come Rosalba Di Gregorio (una donna intelligentissima e cazzutissima che stimo) perché assiste Bernardo Provenzano per dire.

  • 31 ottobre 2015 11:29

    Ma di cosa sta parlando. L’avvocatessa fa soltanto il suo lavoro. Ma quale mito! Si è scordato che ha difeso Andreotti, assolto con formula piena? E secondo lei, perché dovremmo vederla come un mito? È’ solo un gran bravo avvocato che ha capito come deve muoversi. Grandi cadi, grande notorietà, grandi soldi.

  • 31 ottobre 2015 11:57

    Il pezzo di Marino pone dei quesiti, ci mette in faccia la nostra storia, da dove veniamo e attraverso quali disastri siamo arrivati fin qui e invita a porci alcune domande. In questo senso è un contributo prezioso.

  • 31 ottobre 2015 12:11

    Un avvocato che stimo umanamente e professionalmente, tempo fa mi mostrò una lettera. La scriveva di cuore e di pancia un suo assistito. In buona sostanza lo ringraziava “ti devo la vita” per una sentenza di assoluzione, in secondo grado, dall’accusa di omicidio. La lettera era commovente al punto da solleticarmi le corde del cuore. A quel punto io gli feci la più ovvia, sciocca, insulsa tra le domande: “secondo te era innocente”. E lui, rassettando le sue tante carte: “e a me che importa”. Con quell’avvocato siamo ancora amici, lo stimo ancora e umanamente e professionalmente. Fanno il loro mestiere. Punto.

  • 31 ottobre 2015 12:57

    condivido in pieno la lettera inviata all’avv.Bongiorno consigliandole di ripensarci nell’assumere la difesa della Saguto

  • 31 ottobre 2015 13:44

    Rispetto il parere del commentatore, la l’Avv. Bongiorno esercita le sue prerogative di difensore ed ha il dovere di farlo con la massima professionalità, nel miglior modo possibile. La Saguto, come chiunque, ha il diritto di difendersi. L’avvocato non compie una scelta etica quando sceglie il cliente in relazione ai propri semtimenti, ma quando fa tutto il possibile, nell’alveo della lealtà processuale, per far valere le ragioni del proprio assistito. Lasciamo stare la Bongiorno, fa solo il suo mestiere e lo fa molto bene. Esiste un pubblica accusa, qualificatissima (in questo caso il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione); C’è, soprattutto, un Giudice terzo che valuterà i fatti.

  • 31 ottobre 2015 14:37

    Che la Bongiorno si faccia carico di difendere la Saguto è veramente scandaloso. Dignità dove sei???

  • 31 ottobre 2015 15:06

    Il diritto di difesa è sacro e anche Hitler avrebbe diritto ad un avvocato. Detto questo, l’Avv. Francesco Crescimanno – altra eccellenza palermitana – ha rinunciato al mandato già conferito dalla Saguto, poi accettato dalla Bongiorno. Ognuno può trarre da se’ le conclusioni!!!

  • 31 ottobre 2015 15:43

    Per essere chiari ritengo che a volte bisogna essere schematici,sopratutto nelle questioni molto complesse.
    La Bongiorno in qualità di avvocato può’ difendere chiunque’,ma è noto a tutti che le sue parcelle sono molto salate.la Saguto va strombazzando ai quattro venti che lei non ha il becco di un quattrino.Anzi di questa francescana povertà’ ne fa una pietra miliare della sua linea di difesa.Se avessi ricevuto soldi-dice la stessa Bongiorno- c’è ne sarebbe traccia nei movimenti bancari.Mi chiedo allora chi pagherà la parcella allo studio legale Bongiorno
    Vogliamo illuderci con la storiella del patrocinio legale gratuito ??
    O crediamo alla romantica favola del legale indomito che idealmente accetta ,per aumentare la propria autostima ,la sfida impossibile??
    Se per un attimo ci fermiamo a riflettere apparira’ chiaro che i soldi alla fine qualcuno li dovrà’ tirare fuori.
    La saguto afferma pero’ che è’ povera in canna.
    Ma se non paga l’incolpata-mutuo il termine da uno dei dottti commenti che ho letto-chi se ne farà’ carico?
    Forse qualcuno che tanto bene ha ricevuto dal giudice incolpato e a cui ancora oggi non si può’ dire no,per i tanti favori ricevuti?
    Di sicuro tanti devono riconoscenza,dal loro modo di vedere ,alla Sagunto,chissà se in passato anche qualche legale oggi di grido direttamente o indirettamente ha ricevuto dalla stessa qualche incarico di consulenza lautamente retribuito??

  • 31 ottobre 2015 16:14

    Che dire…ineccepibile il ragionamenti dei giuristi ! Ma come si fa ad accettare la difesa di una persona (MAGISTRATO !) trovata con le mani nella marmellata ? Personalmente di fronte al video e a quanto detto dalla Saguto non esiterei ad emettere un giudizio e a condannare il MAGISTRATO al carcere a vita , alla confisca dei beni ed al licenziamento in tronco senza “amminniculi” ! La sig.ra MAGISTRATO ha spento in me anche l’ultima speranza …
    !

  • 31 ottobre 2015 16:30

    Adreotti non é stato assolto con formula piena ma soltanto perché il reato é andato in prescrizione benché la Bongiorbo abbia cercato di vendere un’altra veritá molto più rosea tanto che la persona che ha commentato più in alto ci ha creduto

  • 31 ottobre 2015 17:28

    Non so se sia eticamente giusto che l’avvocato difensore non debba mai avere problemi di coscienza. E’ vero, essere chiamato a fare la “sentinella del diritto” significa vigilare a che vengano applicate correttamente le regole del codice di procedura penale. Il bravo avvocato è pagato per fare qualcosina di più: trovare i cavilli – legali s’intende- per fare uscire il malcapitato dalle maglie della Giustizia. Che so: un termine non rispettato, una prescrizione che chiamala che arriva, etc. etc. E allora salti di gioia con l’imputato a fine processo.

  • 31 ottobre 2015 17:34

    Tutti hanno diritto alla difesa. L’imputato e’ innocente fino al giudizio della cassazione. L’avvocato fa il mestiere. Anche quello di guadagnare soldi. L’avvocato cerca tutti i cavilli per togluere dai guai un proprio assistito, anche se realmente colpevole. L’avvocato prova a scarcerare il proprio assistito magari criminale per un vizio di forma magari per irregolarita’ dell’interrogatorio di garanzia. Io non farei mai l’avvocato. Ho una coscienza che mi morderebbe il cuore. Ma io sono io cioe’ nessumo. Mi rimetto alla clemenza della corte.

  • 31 ottobre 2015 17:37

    Io credo che marino abbia scritto l’articolo con l’evidente scopo di creare una sorta di guerra a favore o contro . Non capire che l’avvocato è solo un tecnico significa non avere capito nulla della figura dell’avvocato. Si va professionista per cercare di avere il meglio . Quando uno sta male va prima dal generico e poi dallo specialista sia esso italiano, greco , turco etc. così ha fatto la saguto ritenendo la Bongiorno all’altezza della grave vicenda che la vede coinvolta

  • 31 ottobre 2015 17:48

    Il diritto alla difesa è talmente tutelato da essere assicurato anche d’ufficio, ma da qui a dire che le intercettazioni pubblicate sono solo un grosso equivoco ne passa, tra garantire dei diritti e stravolgere dei fatti ne passa…

  • 31 ottobre 2015 18:31

    Per me è un classico…. sugnu palemmitana… e difendo i palemmitani…

  • 31 ottobre 2015 18:38

    Che tristezza,dai commenti che leggo ho capito che per questa terra non ci sono più speranze, ma come si fa a difendere un magistrato corrotto che dovrebbe essere la figura istituzionale atta alla tutela della legalità…senza speranza!!!

  • 31 ottobre 2015 18:53

    Peccato, l’avv. Ha perso una buona occasione per schierarsi con i suoi conterranei, impegnati da anni al riscatto della nostra martoriata terra e società. Oggi la Bongiorno con l’assunzione della difesa del magistrato ha eroso buona parte di quella collina di onestà, trasparenza, legalità e rispetto delle istituzioni che noi siciliani abbiamo costituito. Avv Bongiorno non vanifichi tutto ciò, non dimentichi i magistrati, giornalisti, docenti e politici, che hanno pagato cara la costituzione della collina. Firmato Enzo Marino

  • 31 ottobre 2015 19:27

    Ci si perde dietro la presenza dell’Avvocato Bongiorno nella difesa della Saguto e si ignora il lavoro che sta svolgendo la Magistratura Nissena. Grazie al loro impegno, alla loro tenacia, alla voglia di riscatto di una Sicilia migliore , che è venuta fuori questa sporca vicenda. In questi giorni leggo sempre più veri attacchi che fino a poco tempo fa nessuno pensava, di sporche vicende di soggetti appartenenti da una vita alla famigerata Antimafia. Leggete Repubblica.it articolo di Attilio Bolzoni di oggi e capirete cosa sta venendo fuori. Siamo all’alba di una vera Primavera Palermitana. Stanno cadendo gli ayatolla della legalità e faranno la fine che si meritano. Se amiamo la nostra terra sosteniamo la Magistratura, quella onesta che ha sempre lavorato silente.

  • 31 ottobre 2015 21:15

    Sono passati almeno cinque anni da quando parlando e scherzando con un mio conoscente tiravo fuori le mie scherzose supposizioni: incaricano conoscenti con lauti compensi, vi inseriscono le persone che a loro aggradano, assunzioni comprese, spolpano le aziende e le fanno fallire. Tra l’altro sembrava essere sotto gli occhi di tutti e ridendo il mio interlocutore mi dava ragione.
    Non pensavo alla Saguto o a qualche altro particolare giudice allora, ma mi riferivo ad un sistema.
    Leggendo adesso mi chiedo chi si vorrebbe condannare, addirittura senza neanche la possibilità di difesa da parte di un avvocato palermitano o siciliano (se non lei chi?)
    Certo alcune intercettazioni mi sono apparse piuttosto disgustose, con qualcosa in più rispetto alle mie supposizioni passate, anche se non c’è ancora nulla di concreto.
    E’ invece interessante l’iniziativa dei giudici nisseni. Già perché?
    Il caso Saguto è isolato? E dopo di lei cosa verrà?
    Lo Stato per certo non può amministrare similari aziende, con qualsiasi candidato, con qualsiasi referenza e con qualsiasi preparazione e competenza. Chi pensa il contrario deve saperlo dimostrare, ad oggi non mi sembrano esserci riscontri in tal senso.

  • 31 ottobre 2015 23:24

    “A me che importa”! Signora Maristella, la risposta del suo amico avvocato denota il qualunquismo di un professionista a cui interessa soltanto vincere e incassare un buon onorario. Non dimostra il benché minimo interesse sapere se la giustizia ha vinto o ha perso. Cosa che IMPORTA ad ogni onesto cittadino.

  • 31 ottobre 2015 23:35

    Fino a quando gli indifendibili, trovano questi avvocati, altro che parlare di antimafia, comunque è vergognoso che persone come la saguto rappresentano magistratura, mi sembra di tornare ai tempi del
    l giudice carnevale e altri, in cui la corruzione era di casa.

  • 01 novembre 2015 02:05

    Un avvocato d’ufficio, solo quello ed esclusivamente perché lo prevede la legge.

  • 01 novembre 2015 07:01

    “Noi la guardavamo con ammirazione….”
    Bravissimo Sandro Marino.
    Che amarezza…!

  • 01 novembre 2015 07:12

    Come cittadina e come palermitana, anche la Bongiorno sa che la Saguto e’ indifendibile, e non andrebbe difesa a tutela di tutte le persone oneste, ma la Bongiorno e’ anche un avvocato, professione che non gli consente di scegliere come clienti i buoni dai cattivi. Credo che alla fine trionfera’ la giustizia con o senza la Bongiorno, la quale potra’ semplicemente garantire il regolare svolgimento del processo.

  • 01 novembre 2015 10:37

    Si parla della Bongiorno che fa come lavoro l’avvocato … E la Bindi che alla Saguto ha fatto il difensore d’ufficio?
    E chi aveva l’obbligo dì controllare quello che succedeva nella sezione misure di prevenzione (dove era assolutamente notorio che la Saguto spadroneggiava)
    Cerchiamo di avere un po’ di memoria e poi facciamo una seria classifica di comportamenti più o meno corretti

  • 01 novembre 2015 10:49

    ….. Scusate se mi intrometto…. Si sta criticando l’avv. Bongiorno perchè, essendo molto brava, probabilmente riuscirà a fare assolvere una persona che -secondo alcuni- è colpevole. Ma, in tal caso, anzichè criticare l’avv. Bongiorno, che fa solo il suo lavoro dovremmo criticare il Pubblico Ministero o la Procura della Repubblica che non hanno saputo fare condannare un colpevole. Chiediamo allora che qualsiasi Ufficio Pubblico venga gestito dalle migliori persone che ci sono e non da inetti e incapaci.

  • 01 novembre 2015 12:31

    Capisco il senso è il tono dell’appello alla avvocatessa Buongiorno, pur non condividendone. Ormai privo di speranza, continuo malgrado ciò a riproporre domande:
    Chi ha nominato la Saguto, Del Bosco, la Dama Nera, Tolomeo, ecc… ?
    Sono Complici o “pinnoloni”?
    Nell’era degli open data e dell’e_government potremmo sapere dove sono le informazioni sulle sentenze di TAR e CGA relative a compensi a privati dalla Pubblica Amministrazione che, ad occhio e croce, assommano milioni di EURO?
    E questo ramo di giustizia amministrativa mai sotto i riflettori, perché?
    Guardo con interesse all’azione dei giudici di CL.

  • 01 novembre 2015 12:32

    Con quale coraggio ed onestá professionale si può difendere una……Saguto?

  • 01 novembre 2015 13:31

    Condivido pienamente!

  • 01 novembre 2015 13:46

    Sono del tutto d’accordo con quanto scritto accoratamente e magistralmente da Sandro Marino.
    Vero è che ogni imputato ha diritto ad essere difeso. Ma pure vero è che ogni avvocato può scegliere chi difendere e chi no. E dalle scelte che fa un avvocato si delinea anche il suo senso dell’etica. E nella scelta della Bongiorno c’è un messaggio chiaro per tutti. Esattamente come quando ha deciso di difendere Andreotti.

  • 01 novembre 2015 17:22

    da quando ha cominciato a difendere i criminali del PDL ha iniziato splendidamente la carriera di “azzeccagarbugli” e devo dire che sotto questa veste ha molto successo, come un Ghedini qualsiasi. Ormai pensa solo ai “piccioli” e alla fama Mediatica e nient’altro. Una persona da disprezzare e basta.

  • 01 novembre 2015 18:25

    L’autore del blog, dopo averci chiarito che sa tutto sul diritto alla difesa e sulla presunzione d’innocenza, si chiede come sia possibile che queste due cosucce bastino per far accettare a un avvocato di chiara fama, che è soprattutto “una di noi”, la difesa di Silvana Saguto.
    Per quel che può valere, ricordo che non noi ma i mafiosi sono quelli che non concedono alcuna difesa e che trasgrediscono norme di legge. E che la differenza fra noi e loro sta tutta qua.
    Con tutto il rispetto per scelte editoriali di diPalermo, a me pare che si stia tentando di rimettere in discussione delle certezze che fanno di noi, anche di noi siciliani, gente civile. Certezze raggiunte per fortuna ormai da lungo tempo e a caro prezzo, dopo secoli di oscurantismo giudiziario.
    Non è negando diritti, ma accertando responsabilità che si fa giustizia.

  • 01 novembre 2015 19:41

    La difesa é un diritto costituzionalmente garantito.
    L’Avvocato Bongiorno ha assunto la difesa. Poteva non farlo. L’ha fatto, ma non per questo ne trarrei giudizi etici non richiesti e strumentali. Qualcuno lo avrebbe dovuto fare comunque.
    Sarebbe come chiedere ad un noto e qualificato chirurgo di non operare una persona morente solo perché questa col comportamento tenuto fino a quel momento non meritasse e non avesse diritto a un professionista di qualità.

  • 01 novembre 2015 19:46

    Ha fatto assolvere Raffaele Sollecito. Per il quale il processo, assieme all’amichetta americana, era abbondantemente “sollecitato” dagli USA. Chissa se avesse difeso Guede………..

  • 02 novembre 2015 00:19

    Grazie per aver detto in maniera molto elegante . ciò che io avrei voluto fare arrivare all’avvocato buongiorno. Grazie.

  • 02 novembre 2015 12:28

    Supplica: “Gentile Avvocato, aiuti la signora S. a confessare, patteggiare ed a farle ottenere gli eventuali giusti sconti di pena. Per la maldicenza non si paga, per la corruzione e tutto il resto si. Dopo questo la lasci stare, potrebbe sporcarsi anche lei. Non lotti per un grigio ricordo. Lei è così brava ed efficace che riuscirebbe anche a farla assolvere. Ma nessuno vuole questo, veramente nessuno, forse nemmeno la stessa Saguto. La prego non perda il lato umano e aiuti questo (spero ex) giudice a rendersi conto…”.

  • 02 novembre 2015 19:06

    Credo che il “pezzo” di Marino sia stato frainteso.
    Io non credo che rimproveri alla Bongiorno di difendere una indagata, per quanto grave e disgustosa sia l’accusa mossa contro di lei.
    Sarebbe stato un articolo stupido e superficiale. Ma così non è.
    E’ di tutta evidenza come Marino critichi la “linea difensiva”.
    Una linea difensiva che indubbiamente irrita e offende chi crede di essere preso per stupido.
    E questo si sposa certamente con un’altra affermazione contenuta nell’articolo e, secondo me, non inserita a caso. ” La “probabile” gratuità della prestazione professionale.
    Bene, Il prezzo che paga l’indagata, in questo caso, è proprio il risalto mediatico a tutti i costi.
    Forse un vecchio avvocato avrebbe adottato il sano principio secondo cui “la migliore parola è quella che non si dice”.

  • 03 novembre 2015 07:22

    Condivido. Il diritto alla difesa c’entra poco. La linea difensiva adottata di fronte alla Sezione disciplinare del CSM, dove si decide se sospendere o no il magistrato in questione, è stata a dir poco irritante, è il pezzo lo dice chiaramente.

  • 03 novembre 2015 08:00

    Mi permetto di affermare che un avvocato può difendere chi vuole.. avendone ogni diritto. La scrittura di Sandro Marino è una chiara espressione di chi nutre un sentimento forte e giusto in favore della legalità e su quel metodo di mafiosità assai diffuso nella nostra terra. Ma il problema deve concentrarsi non tanto su chi si propone di difendere la Saguto..bensì su chi dovrà giudicarla! L’indirizzo di questo scritto dovrebbe quindi rivolgersi alla Corte o alla sezione disciplinare del CSM che dovrànno definire una pena o una sospensione nel modo più equilibrato e corretto. Lo sfogo di Marino è logico, puntuale e condivisibile..ma l’indirizzo mi sembra non esatto..rischiando di tornare indietro in modo negativo.
    vincenzocacopardo.blogspot.com

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