i fatti dopo il ragionamento

Crocetta Horror Picture Show

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Il patetico puzzle del nuovo governo, la cronica sindrome Tafazzi del Pd e la vera emergenza della Sicilia: trovare spazio alla corrente di Lupo. Voi ci avete capito qualcosa? Horror Crocetta | Blog diPalermo.it

“Ma me la spieghi questa cosa di Crocetta?”. Ecco la domanda che temevo di più, arriva alla fine di una lunga telefonata con un mio fraterno amico, da anni trasferitosi fuori Sicilia. Arriva a tradimento, mentre già pensavo di averla scampata e di aver evitato anche la discussione sulle ultime vicende calcistiche rosanero. Niente da fare, sospiro e provo a spiegare.

“Ma niente – dico – Crocetta voleva fare un rimpasto, un governo per finire in qualche modo questa legislatura. Un governo della pace con il Pd e gli altri alleati e magari aperto anche al partito di Alfano, come a Roma”. Fin qui la parte facile, poi arrivano i problemi. Come spiego a un ingegnere in Lombardia da più di 10 anni che 5 minuti dopo l’annuncio di un governo composto per oltre la metà da gente del Pd il segretario del Pd disconosce proprio quel governo? Come posso fargli capire che in un’Isola che frana, che ha la sua terza città senz’acqua da giorni, in cui per andare da Palermo a Catania si impiegano dalle 4 alle 5 ore l’emergenza è trovare spazio per la corrente di Lupo?

Ci provo, ricorro a metafore e categorie che sanno più di psichiatria che di politica. In qualche modo avverto la smorfia dall’altro lato del telefono. Ma siamo solo all’inizio. Ora le cose si complicano perché devono entrare in scena Sicilia Futura, il gruppo del Psi, Sicilia democratica. Ogni nome lo devo ripetere più volte. “Chi?”, chiede incalzante il mio amico al telefono. Quando arriva il nome di Cardinale sento dal telefono un silenzio quasi irreale. Cardinale sì che il mio amico se lo ricorda. Era ministro negli anni della comune militanza nella sinistra giovanile. Vent’anni dopo devo comunicare che non solo è ancora attivo, ma che ha pure raccattato deputati per formare un gruppo parlamentare e che si è trasformato in rottamatore.

Di nuovo silenzio. Io blatero ancora qualcosa, ma adesso sento chiaramente il disinteresse del mio interlocutore. Quasi una rassegnazione. Sto parlando del Nuovo centrodestra, che forse c’è forse non c’è, e se c’è non si deve comunque dire quando finalmente mi interrompe.

“Va bene, ho capito. Anzi non ho capito ma va bene lo stesso. Ma questo Palermo, non è che rischiamo seriamente di scendere in B?”. “Il rischio c’è, compare, ma forse il Palermo si può salvare, per la Sicilia non sono cosi ottimista”. E su questo concordiamo tutti e due.


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

1 commenti

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  • 06 novembre 2015 16:10

    L’ unica certezza e’ che stanno così’ consegnando la Sicilia nelle mani del movimento cinque stelle, si salvi chi può’ .

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