i fatti dopo il ragionamento

Ma mi incazzo solo io?

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Il percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, l?ignoranza rassegnata di chi è pagato per non esserlo e il modo indecoroso con cui gestiamo i beni culturali. Perché è più facile aspettare la manna dal cielo Turisti | Blog diPalermo.it

“Speriamo che qualcosa cambi…”. Sento questa frase e mi sale il sangue alla testa. La giornalista di “Petrolio” su Raiuno sta attraversando Palermo a bordo di un apecalesse, passa davanti alla cattedrale e chiede al conducente: “Questo è il percorso arabo-normanno, è patrimonio dell’Unesco…”, e il vetturino, giovane, non avrà nemmeno quarant’anni, risponde: “Ah, io non lo sapevo”. La giornalista incalza. “E cosa cambierà adesso?”, e lui: “Speriamo che qualcosa cambi”. Aspettando la manna dal cielo.

È lì che mi incazzo. Mi infurio perché me le ricordo le proteste e le levate di scudi, il braccio di ferro sulle licenze, la lotta agli abusivi. E se tutti “avevano diritto a una licenza per campare le famiglie” oggi, presa quella licenza, hanno il dovere di documentarsi, di conoscere i percorsi, di illustrare correttamente ai turisti cosa stanno vedendo. Perché non possiamo sempre aspettare che “speriamo che qualcosa cambi” quando tu, tu che porti in giro i turisti, non sei capace nemmeno di dare un’informazione basilare come dire: questo fa parte del percorso arabo-normanno riconosciuto dall’Unesco.

Vedo sfilare sul video chiese e monumenti, dalla Cappella Palatina al duomo di Monreale, dalla Villa del Casale alla Valle dei Templi. E mi infurio. Vedo i protagonisti della gestione raccontare di disservizi e anomalie come se fosse normale, così è… C’è la guida che racconta che per percorrere gli otto chilometri fra Palermo e Monreale ci vogliono “da 20 minuti fino a un’ora” e che non c’è un biglietto unico per il percorso. E io immagino questi poveri turisti che devono sbattersi in almeno tre o quattro biglietterie diverse.

A Piazza Armerina la cattedrale è chiusa, il museo diocesano alle 12,10 è chiuso nonostante il cartello fuori indichi le 13 come orario. Ad Agrigento nella Valle dei Templi non c’è un bookshop e una caffetteria. Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera, parla di “modo indecoroso” di gestire i beni culturali. Vero, indecoroso. Ma è altrettanto snervante la rassegnazione con cui dirigenti e addetti lavori raccontano del nostro patrimonio e delle sue storture, quasi con indifferenza. Fanno spallucce. Un po’ come quel “speriamo che qualcosa cambi”. Ma mi incazzo solo io?

8 commenti

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  • 10 novembre 2015 08:27

    none, non t’incazzi solo tu, cara Stefania Giuffrè. giustissimo quello dell’ape calesse deve essere informato, ma soprattutto formato, per esempio si potrebbero rilasciare le licenze previo esamino di cultura generale… il che obbligherebbe ad aprire qualche libricino ( forse per la prima volta dopo le medie) , va be, cose da ” il migliore dei mondi possibili”…
    ora ti conto una cosa che ti farà incazzare anche di più: lo scorso Ottobre porto due amici britannici a Palazzo Reale, sbircio in lontananza: buono, non c’è quasi coda al botteghino, e quindi ci accodiamo fiduciosi, stranamente però non succede niente, la gente che ci precede non va avanti, ma non me ne accorgo subito, intenta come sono a spiegare ai miei ospiti le meraviglie che di li a poco avremmo ammirato… se, va be… intanto la coda dietro di noi si è allungata fino alla strada… a questo punto chiedo all’addetto alla biglietteria perchè non entriamo, e quello, fresco come un quarto di pollo mi dice che c’è un guasto al pc e quindi… tempi previsti per la risoluzione? imprecisabili… ok, all’istante ho cambiato rotta, i miei inglesi avevano poche ore, li ho dirottati al Capo, da Arianna, e ce la siamo goduta.. che altro avrei potuto fare? ma dico: biglietti a mano non se ne staccano piu, nel caso dovesse impallarsi il pc?

  • 10 novembre 2015 09:01

    Contribuisco all’ incazzatura generale. Parlando con un dirigente dei beni culturali, chiedevo come mai i Tesori di Palermo aperti solo nel mese di ottobre, grazie ai volontari universitari, non venissero aperti tutto l’ anno. Queste bellezze, il clima ideale della nostra citta’, il cibo buono, a mio avviso sarebbe un ottima attrazione per i turisti italiani e stranieri portando ricchezza alla nostra citta’ e creando occupazione per i nostri giovani. La risposta e’ stata veramente disarmante. Purtroppo i tour operator nei loro itinerari inseriscono solo la Cattedrale, il Duomo di Monreale e la Cappella Palatina, quindi faremmo un buco nell’acqua. Ma allora mi chiedo, nessuno ha pensato di far conoscere ai tour operator il resto delle innumerevoli ricchezze e tesori che sono i palazzi e le chiese di Palermo?

  • 10 novembre 2015 09:09

    Dopo aver letto l’articolo ed i due precedenti commenti di Giusi e di Vincenzo Ciappa è difficile commentare. Soprattutto mentre sono intento a raccogliere due “cose” che mi sono cadute a terra.

  • 10 novembre 2015 15:03

    con quale stupore dichiarate codeste °novita”, quando la politica siciliana e’ ed e’ sempre stata uno stipendificio per mantenere i posti di potere.
    Perche’ non dite a casa tutti e ricominciamo da capo?
    Terra senza soluzione fintanto che non ci sara’ una rivoluzione culturale e sociale.

  • 10 novembre 2015 15:12

    Intanto bisognava citare i greci (bizantini). O si dice percorso artistico siciliano medievale o si dice bizantino arabo normanno. Detto questo : fuori dal palazzo reale l’assemblea regionale. Alla fiera del mediterraneo si potrebbe insediare la cittadella politica. Unificare i musei .sono piccoli nessuno li vede.Potrebbero essere portati nella cittadella dove ci sono i carabinieri adiacente il palazzo reale e il palazzo del cardinale. Organizzare festival lirici nei 4 teatri .I piccoli opere barocche e classiche i grandi romantiche e veriste. Mi fermo qui per ora

  • 10 novembre 2015 15:23

    Occorre creare stradine tematiche. Una x il cibo da strada con la massima igiene. Una dove ci sia l’artigianato locale .Una dove ci siano i souvenir. Un’altra dove ci siano ristoranti con cucina tipica. Ogni piazza del centro storico deve avere bar eleganti con tavoli fuori. Creare premi per le strade più attraenti. Un solo museo come a Parigi. Archeologico Salinas primo piano ,Abatellis secondo piano , Arte moderna terzo piano, poi Pitre e Risorgimentale. Biglietto unico per i dieci o quindici migliori oratori. Bus diretti no stop porta nuova Morreale.

  • 10 novembre 2015 15:29

    BATTELLI che facciano Calà -Mondello . Aliscafi NUOVI che portino alle Eolie ogni giorno. Aliscafi NUOVI che portino a Ustica. Aliscafi NUOVI che portino alle egadi. I gioielli sempre aperti. Santa Caterina è chiusa i Testini alle 12 chiusa come tante come troppo.SVEGLIA PALERMO

  • 11 novembre 2015 23:55

    ma perche’ le guide? nessunna che parlasse inglese e vestite malissimo anche se brave

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