i fatti dopo il ragionamento

L’occupazione tutta da ridere

di

Un liceo glorioso come il Cannizzaro e un manipolo di finti rivoluzionari che tengono in ostaggio migliaia di studenti. Senza nemmeno sapere perché protestare. E il bello è che non siamo nemmeno su Scherzi a parte Occupazione | Blog diPalermo.it

No, non mi posso rassegnare e le budella si attorcigliano provocandomi dei crampi allo stomaco non controllabili. Ieri al Canizzaro, glorioso liceo scientifico palermitano, c’era assemblea. I punti all’ordine del giorno sembravano meritevoli e, quantomeno, innocui: antifascismo; viaggi d’istruzione; coordinamenti studenteschi; varie ed eventuali. Ed è stato proprio quel quarto punto, apparentemente privo di ogni minaccia, a fregarci, perché, puntuale come l’herpes al labbro prima di un appuntamento amoroso, si è deciso di occupare la scuola. OCCUPARE LA SCUOLA.

Lo scrivo grande perché non riesco ad accettare una forma di protesta più inutile e strumentale di questa. Anche se un primato l’hanno ottenuto. Sono i primi a Palermo e gli unici rimasti in Italia (nel continente restante) dove l’occupazione come strumento di lotta è stato accantonato ormai una decina di anni fa in quanto assolutamente non proficuo.

Quando l’anno scorso si verificò la stessa performance fui contattata da un amico, Eugenio Flaccovio, che si occupa del rilancio di aziende in crisi in modo manageriale. Mi disse: “Fammici parlare in assemblea, vediamo cosa vogliono, e io farò loro una proposta”. Andai dal capo e gli chiesi di far parlare Flaccovio. Inspiegabilmente accettarono, ed Eugenio prese il microfono: “Ragazzi io sono con voi e non vi dico che non dovete occupare (boato e applausi), ma lo strumento dell’occupazione non produce più risultati ed è assodato; voglio essere il vostro manager e voi sarete i miei clienti. Ditemi che obiettivo volete raggiungere e vi aiuterò a ottenerlo con tutti i mezzi in mio possesso, media in testa. Quindi, cosa volete?”

Attimi di silenzio misti a panico attraversarono l’aula magna della scuola dove si stava svolgendo l’assemblea. Una cappa di gelo avvolse i ragazzi. E tutto tacque. Eugenio uscì sconfortato e mi chiese: “Cosa vogliono? Non l’ho capito…” e io: fare vacanza, farsi le canne la sera, bere birra e superalcolici a canna e flirtare con le compagne che occupano. Basta.

E fra l’altro l’anno scorso erano una trentina contro 1800 ragazzi, fra i quali almeno un centinaio, pressò parecchio per entrare a scuola a studiare. Cosicchè ci furono anche dei violenti scontri fisici. Facemmo anche una riunione fra genitori, in una piovosissima e molto triste domenica mattina, in un’aula che ci “concessero”. Eravamo una ventina di adulti e due/tre capipopolo con al collo la sciarpa palestinese a scacchi bianchi e neri. Cercammo di ascoltare le motivazioni dell’occupazione e, a un certo punto, mi sentii tuffata nell’atmosfera di uno dei più bei film di Nanni Moretti: Ecce bombo.

Quello che dicevano girava intorno al nulla, non c’erano idee politiche o risvolti sociali, ma solo fumo. A un certo punto, uno di loro disse, col più bieco accento palermitano: “Il problema è che non è giusto che i ricchi (disse proprio così, i ricchi) possano comprarsi i libri nuovi e i poveri debbano comprarli usati”.

Mi guardai intorno per capire le reazioni degli altri genitori, aspettandomi grasse risate. C’era chi guardava lo smartphone e chi faceva il pesce lesso con una giovane mamma. Nessuno se ne accorse. Allora pensai: ci dev’essere una telecamera nascosta e ci stanno mettendo alla prova. Ma non spuntò fuori nessuno. Nemmeno il cartello di “Scherzi a parte”. Proposi di denunciarli in commissariato e fui presa per reazionaria, e ancora adesso qualcuno mi dice che sono esperienze che vanno fatte.

Io mi sentii ostaggio; ostaggio di un manipolo di deficienti che, con una prevedibile manovra, ormai vecchia e scontata, teneva in scacco una scuola, il suo personale, 1800 ragazzi e 3600 genitori. E oggi il carosello ricomincia. Chi paga il mio riscatto?


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

28 commenti

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  • Pingback: Una bella occupazione | Geraldina Piazza

  • 13 novembre 2015 09:11

    A corredo dell’ottimo articolo di Geraldina Piazza, ecco la sintesi del mio dialogo col leader dell’occupazione del Cannizzaro:
    – Perché vuoi occupare?
    – Perché non siamo a favore del decreto Buona scuola, che ci vogliono imporre.
    – Tu non sei a favore, ma gli altri 1000 e passa compagni?
    – Penso che anche loro non lo siano.
    – Pensi. Quindi non vi siete confrontati?
    – No, occupiamo per confrontarci.
    – Ma l’occupazione non è uno strumento di informazione interna, ma di protesta. Quindi se occupi per informare i compagni usi uno strumento improprio. Sono a tua disposizione per informarli in modo corretto.
    – No… Durante l’occupazione faremo delle assemblee a partecipazione obbligatoria, così si convinceranno davvero che il decreto è pessimo.
    – Quindi tu protesti per non subire una imposizione la cui negatività non è ancora condivisa, ma imponi a tua volta sia uno strumento improprio (l’occupazione) che una formazione su temi che evidentemente non interessano i tuoi compagni. Non ti sembra un doppio controsenso?
    – …
    – …
    (In assemblea scatta la rivolta, io saluto e me ne vado.)

  • 13 novembre 2015 09:21

    Basterebbe un atto ufficiale dei genitori…. i genitori!!, o dei vari presidi, col quale si dice che non faranno partecipare i figli o studenti ai viaggi di istruzione se fanno occupazione e vedi come tutta sta brunellata finisce.

  • 13 novembre 2015 09:39

    Questa nuova Preside so essere un dirigente attento quindi confido in lei; so per certo che la maggiorparte delle classi, quindi i ragazzi erano assolutamente contro questa occupazione, quindi confermo che è stata, la solita imposizione di qualcuno più che una scelta collettiva come in effetti dovrebbe essere. Ecco ogni giorno di occupazione un giorno di assenza sembrerebbe essere la giusta soluzione.

  • 13 novembre 2015 10:18

    Magri solo fare vacanza, farsi le canne la sera, bere birra e superalcolici a canna e flirtare con le compagne che occupano…

  • 13 novembre 2015 10:20

    Qualcuno è felice….. (non parlo degli studenti…) di queste interminabili giornate di ferie PAGATE… !!!!! MEDITATE GENTE … MEDITATE…

  • 13 novembre 2015 11:03

    Basterebbe che i genitori facessero i genitori. Ai genitori piace che i figli replichino i loro tempi andati, le loro emozioni giovanili. Basterebbe che chi non vuole occupare si facesse sentire anche attraverso i media. Basterebbe che i docenti non avessero atteggiamenti in fondo in fondo compiacenti.

  • 13 novembre 2015 11:20

    Da genitore, impedirei a mio figlio di occupare, con le buone o con le cattive.

  • 13 novembre 2015 15:16

    Mandateci la polizia… Troveranno droghe e preservativi… Almeno x le droghe gli fanno passare 24h in cella così se non hanno genitori troppo coglioni forse la smetteranno di imporre la loro violenza a tutti quelli che vogliono studiare. Ad occupare sono sempre una minoranza .. Quelli più scarsi che non vogliono studiare e fare solo vacanza in fondo quelli che nella vita faranno i disoccupati con sussidio statale. Ci vediamo tra 20 anni e vedrete che non ci sarà nessuno riuscito nella vita!

  • 13 novembre 2015 15:48

    @manuela lo so….
    Mi Sa che non sai nulla!!
    A noi docenti non fa piacere l’occupazione… La subiamo da quasi vent’anni e non ne possiamo più!
    Se potessimo prenderli per le orecchie e a calci in culo lo faremmo ben volentieri ma sono tanti e non possiamo nemmeno sfiorarli!
    Ma ogni genitore potrebbe farlo con il loro unico figlio e non lo fa… Non ha più il potere di farlo già da anni.
    I piccoli viziati sanno che possono avere tutto ciò che vogliono dal cellulare costoso al viaggio premio.
    Il mestiere dell’insegnante è diventato molto difficile da quando qualche genitore ha smesso di fare il proprio dovere!
    Manuela lo so… Fatti un giro in classe e poi vedi che pacchia per gli insegnanti che lottano ogni minuto con bambini viziati e immaturi con sempre meno poteri!

  • 13 novembre 2015 15:55

    I senza-casa, non avendo nulla da occupare, si radunarono sotto il municipio. Il sindaco, sentiti i brusii, si chiese cosa volevano e si affacciò al balcone e domandò: “Ma chi vuliti?”: “Vulemu i case, vulemu i case”. Rispose il sindaco: “ma itivinni a casa”. Come dovrebbero fare gli studenti del Cannizzaro. Ma i frizzi e lazzi e le vacanze anticipate di Natale? OKKUPIAMO CA E’ MEGGHIU, CA CHISTA E’ A VIERU “BUONA SCUOLA”

  • 13 novembre 2015 15:57

    Manca tutto ciò che la scuola dovrebbe insegnare, in primis il senso critico. Se sono “un manipolo di deficienti” che non hanno la più pallida idea di quello che stanno facendo e del perché, lo si deve ai loro insegnanti e ai loro genitori. Altro che occupazione, qui servirebbe una rivoluzione! Ma i ragazzi che vengono descritti nel pezzo non avranno mai gli strumenti per cambiare nulla, neppure da adulti. La vera sconfitta è questa.

  • 13 novembre 2015 17:34

    I ragazzi che subiscono l’occupazione, se di vittime si tratta, dovrebbero con ogni mezzo obbligare il preside a fare intervenire la polizia per fare sgomberare la scuola alla presenza dei genitori dei minori, e denunciando i maggiorenni per interruzione di pubblico servizio. Perche’ non si fa? Non e’ possibile che un manipolo di scansafatiche tengano in ostaggio compagni, professori e preside.

  • 13 novembre 2015 19:12

    @manuela lo so…
    Come ha detto Lisa, mi sa che non sai nulla, per cui evita di dire stupidaggini! E non te lo dice un insegnante! Purtroppo quanto riferito dalla docente Lisa rispecchia fedelmente l’odierna realtà. Non aggiungo altro.

  • 13 novembre 2015 20:25

    Quando ero ragazzina e tornavo a casa da scuola con un’insufficienza o con una nota per prima cosa prendevo una sberla, poi mi veniva chiesto cos’avessi combinato dando per certo che il torto fosse mio. Adesso, ed è sui giornali di questi giorni, un’insegnante, per aver detto all’alunno (non ricordo se di medie o elementari) che falsificare una filma dei genitori è un reato, si è vista recapitare una citazione e una richiesta di danni per 34.000 € per aver mortificato il ragazzino. E, senza andare lontano, al Cannizzaro, un’insegnante che si è permessa di dire allo studente che aveva palesemente copiato un compito che “non era farina del suo sacco”, è stata aggredita in presidenza dai genitori che volevano conto e ragione perché il ragazzo era stato umiliato davanti ai compagni e “i rimproveri vanno fatti in disparte”. Ma stiamo scherzando??!? Ma questi genitori che figli stanno crescendo? Cosa diventeranno domani?

  • 13 novembre 2015 21:39

    Alle scuole elementari, ricordo ancora la bacchetta robusta che il maestro utilizzava per colpire le mani degli scolari indisciplinati o svogliati. Alle medie gli studenti venivano rimandati a settembre e qualcuno che non riusciva a recuperare le lacune, veniva anche bocciato solo per una materia. Alle superiori ogni materia veniva preparata con la stessa attenzione prestata adesso per le materie universitarie. I genitori si mortificavano, quando l’insegnante ai ricevimenti non dava buone notizie sul profitto dei propri figli, combinando diverse punizioni, che spaziavano dalle sberle, alle proibizioni di quei pochi svaghi che avevi a disposizione. Tutto cio’ funzionava, i ragazzi erano piu’ consapevoli dei sacrifici che i loro genitori facevano per farli studiare e garantirgli un futuro migliore. Adesso una società’ senza valori e’ il prodotto delle nuove generazioni.

  • 13 novembre 2015 22:05

    È pur vero che l’occupazione è un mezzo che non raggiunge nessun fine.. ma per il decreto ‘buona’ scuola gli studenti hanno validi motivi per rivoltarsi. Il problema è che poi gli studenti non sanno esporre le loro motivazioni e quindi l’occupazione risulta un modo per poter fare vacanza. Però non nego che la motivazione che adducono non sia da tenere sotto gamba,il decreto ‘buona’ scuola è controproducente per la scuola italiana e per il futuro dei ragazzi italiani. Non biasimo il protestare (anche se non ritengo l’occupazione un buon modo, attenzione). La scuola non è un’azienda e questo decreto sta logorando l’intero sistema scolastico. Ma giustamente quello che preoccupa i genitori è il fatto che i figli non vadano a scuola per qualche giorno.. Quindi credo che più che lamentarsi per un occupazione e per qualche giorno di vacanza, sia più utile, unirsi, protestare con una certa consistenza e debbellare il problema che affligge il nostro sistema scolastico cossiché gli studenti non abbian alcun motivo di usare questo tipo di protesta.

  • 14 novembre 2015 15:01

    @manuela lo so… Vorrei aggiungere un’altra cosa:
    Non so cosa significa per te “Ferie” ma dalle mie parti vuol dire essere liberi di non andare sul posto di lavoro a preparare programmazioni e corregere compiti e prepararne altri… O ancora peggio aspettare che finisca il tuo orario di servizio chiacchierando con i colleghi per ore.
    Che ti immaginavi? i docenti durante l’occupazione liberi di starsene a casa??

  • 14 novembre 2015 15:55

    Sono solidale con le budella di Geraldina con cui ho condiviso una classe 40 e passa anni fa e con cui condivido il destino di genitore di un figlio privato in questi giorni della possibilità di frequentare la sua scuola. Ha ragione lei e la schiera di commentatori che ritiene l’occupazione uno strumento di protesta inadeguato se non addirittura pretestuoso. E puntuale come l’occupazione arriva la sua invettiva da applauso facile come quello già incassato lo scorso anno nell’assemblea straordinaria del “sabato piovoso”. Ha ragione chi ritiene troppo arrendevole il comportamento istituzionale (e non mi riferisco al dirigente scolastico) di fronte ad un abuso reiterato: chi commette un reato deve sapere che la sanzione è dietro l’angolo pronta ad essere applicata. Le regole contano e sono la base di una civile convivenza. La democrazia non è solo il rispetto della volontà della maggioranza ma anche il principio di tutela dei diritti altrui. Non basta che una maggioranza decida l’occupazione per autorizzare il compimento di un abuso (reato).
    E quì per quanto mi riguarda terminano le ragioni della mia ex compagna e dei suoi ammiratori. E con esso il buon senso e la lucidità del ragionamento. Dire che chi occupa lo fa per ubriacarsi, farsi le canne e scopicchiare con la compagna di banco non è pretestuoso ma ridicolo, un momento di umorismo involontario ben lontano da quelli autentici che ci dispensava ai tempi del liceo. Anche perchè questo serve a far venire fuori il peggio del peggio – e non mi illudo che siano soltanto i pochi commentatori a pensarla così – dalla nostalgia per la bacchetta di legno sulle mani alle sberle appena tornati a casa per un brutto voto. Non è una sorpresa, del resto, che molte case siano impregnate del “quando c’era lui, caro lei…” e di “stavamo meglio quando stavamo peggio”. Io sono un assiduo lettore di questo blog, per stima incondizionata e simpatia verso il “padrone di casa” e mai, dico mai ho notato nelle sue pagine la stessa indignazione (e le stesse firme) per il problema della vivibilità del Cannizzaro. Una scuola che è un cantiere aperto, le cui aule a settembre erano fornaci peraltro invase dalla inevitabile polvere. Problemi che gli studenti (forse tra una canna e una birra) hanno saputo sottolineare con la dovuta efficacia trovando complicità, comprensione e risposte adeguate da parte del dirigente scolastico. E’ per il loro impegno e la loro protesta se i tempi di consegna si ridurranno considerevolmente. E sempre gli stessi studenti, costretti talvolta a fare i picchetti in via Arimondi, stanno sollecitando il provvedimento amministrativo di chiusura del tratto di strada davanti alla scuola negli orari previsti da un cartello di divieto di transito mai rispettato. Nessuna indignazione agli atti per i libri di testo che cambiano a cicli regolari senza che si notino sostanziali differenze di carattere didattico (editoriale ovviamente si) o per i viaggi d’istruzione gestiti di fatto da poliche di cartello ai danni di famiglie e alunni. Evito di entrare nel merito della riforma scolastica che sarebbe oggetto principale dell’occupazione ma reputo vitale il diritto alla protesta, ovviamente circostanziata, consapevole e rispettosa dell’altrui diritto di frequentare le lezioni. Diceva Aldo Moro (che non era proprio un incendiario) “diffido di un diciottenne che non aspira ad essere rivoluzionario” . E’ inutile parlare di “buona scuola” in questo contesto perchè la sensazione che si ricava dall’articolo e dai suoi commenti è che in realtà non si parla tanto dei nostri figli quanto di noi, di come eravamo e di come siamo, con il bagaglio di esperienze e di frustrazioni, con il legittimo desiderio di protezione che talvolta ci rende un pò animali in questo eccesso di difesa preventiva che rischia di ridurre il carico di esperienza e vita dei nostri figli (non vieterò con ogni mezzo a mio figlio di occupare, per intenderci, pur essendo contrario all’occupazione).Con il massimo rispetto per le opinioni di ciascuno e comunque solidale con chi condivide con me il mestiere di genitore in un’epoca assai più complessa di quella dei nostri padri.

  • 15 novembre 2015 00:17

    Scusa Angelo Scuderi ma un commento cosî lungo é inaccettabile e non lo leggo… Sai fare una sintesi? Ti aiuto: quanto scritto dalla mia compagna di scuola é una boiata pazzesca: si – no

  • 15 novembre 2015 07:35

    Il risultato dice un’altra cosa. Sono cresciuto con la bacchetta di legno e con le sberle, mi dicono che dalla mia persona e’ venuto fuori il meglio. Ho educato due figli con tanta severita’ e anche qualche sberla, ma anche parlando tanto con loro, e’ venuto fuori il meglio. Comunque, penso che le sberle e la bacchetta di legno dovrebbe essere usata anche verso chi ci amministra.

  • 15 novembre 2015 13:08

    Purtroppo, quanto scritto sulle reali motivazioni dell’occupazione è assolutamente vero. Sono stata in mezzo ai ragazzi l’anno scorso per molti giorni, e quest’anno dal primo momento. Il caporione, a cui danno, ahimè, troppo spazio intervistandolo e citando il suo nome a destra e a manca, parla per mezz’ora e, quando finisce, non capisci cosa ha detto e cosa vuole. Abbiamo detto: andate per gradi, cominciate a combattere per obiettivi più raggiungibili, le aule, i pc, la palestra, e poi alzate il tiro. E la risposta è stato il discorso delirante sui ricchi e poveri. Mi dispiace, caro Angelo, nessuna ricerca di consenso, ma se non stempero la situazione con l’ironia e l’umorismo vado là e li faccio uscire a calci in culo.

  • 15 novembre 2015 14:27

    Calci in culo pronti per la prossima volta: credo siano già usciti.
    Per facciamo sintesi: hai ragione e mi scuso. Ma il gioco del si o no è inadeguato per la circostanza. Vanno bene le percentuali ? Diciamo 70-30 a vantaggio del si

  • 15 novembre 2015 14:47

    Quindi cosa dice Angelo Scuderi?
    L’occupazione è un abuso, ma chi occupa lo fa per sacrosante ragioni.
    No, io credo che se c’è tolleranza bisogna accollarsi sia le ragioni sacrosante che quelle futili, valutabili solo a discrezione senza mai poter prescindere dall’esistenza dei problemi scolastici che essendo perenni in nessun anno e in nessun tempo si possono escludere.
    Io per mio conto non ho mai appoggiato le occupazioni scolastiche.

  • 15 novembre 2015 16:23

    E poi, Angelo, non ti pare strano che tutti questi problemi si materializzino il 15 novembre e si smaterializzino prima del ponte dell’Immacolata per non parlarne MAI PIÙ fino all’anno dopo? Comunque la tregua è stata solo sabato (non c’era nessuno, sembrava il post atomico), sono entrate e hanno studiato parecchie classi, e a ora di pranzo, come per magia si sono rimaterializzati. Mio figlio mi ha detto che sabato mattina c’era “occupazione bianca” e che nel pomeriggio era “nera”… e poi non devo ridere? fatto sta che lunedì mattina sarò di nuovo là perché mi sono accorta che hanno messo l’assenza nel registro elettronico. Ma come? mi mandano a casa una circolare in cui mi scrivono che la scuola è occupata, che non si assicura lo svolgimento delle lezioni, che non possono garantire la sicurezza e l’incolumità degli studenti e mi metti l’assenza? Può essere che ci scrivo un altro pezzo.

  • 15 novembre 2015 20:16

    Non sono favorevole a questa occupazione, sono contrario sempre a forme d’intolleranza da qualsiasi parte provengano e non mi appassionano le generalizzazioni ( occupante uguale deficiente, per intenderci). Amo chi ha ancora la forza di indignarsi anche per una protesta sbagliata. Notavo che eguale indignazione non si manifestava per argomenti che dovrebbero stare a cuore a qualsiasi genitore e che gli stessi ” studenti che sbagliano” stanno affrontando con consapevolezza e maturità.

  • 16 novembre 2015 18:34

    occupazioni inesorabili come le cartelle delle tasse, direi.

  • 20 novembre 2015 09:35

    Intanto tutti quei grandissimi c….i che oggi hanno segnalato e stanno segnalando bombe in tutte le scuole della città, dovrebbero mostrare un minimo di maturità sulla situazione attuale.
    Non hanno maturità intelletuale e occupano senza neanche saperne il motivo. Burattini.

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