i fatti dopo il ragionamento

In nome di quale Dio?

di

Il terrore in Francia, che è anche casa mia, e il pericolo dell'odio che non mi avrà. Perché non farò mai il loro gioco Isis | Blog diPalermo.it

Vi risparmio le analisi politiche e frasi fatte del tipo “è stata colpita l’intera umanità”, che pure condivido. Ma non sono abbastanza lucida e ci sono file di persone certamente più competenti di me per fare questo. Chi semina terrore, chi uccide in nome di Dio, comunque lo si chiami, appartiene alla feccia dell’umanità. Per quanto mi riguarda, non farò il loro gioco: l’odio in blocco, come se fosse un pacchetto all inclusive, mi sembra ingiusto e ridicolo. E soprattutto carico di conseguenze imprevedibili.

Detto questo, la Francia per me è come quell’amico con cui ti battibecchi sempre, che prendi in giro e che si comporta in maniera bizzarra, ma che fa parte di te. Mia sorella, suo marito e tanti altri (italiani e non solo) che per noi sono diventati un pezzo della nostra famiglia, vivono vicino alla capitale da tanti anni. A ognuno di loro è capitato almeno una volta di andare a vedere un concerto, una partita, proprio come ieri sera hanno fatto in tanti.

Ogni volta – purtroppo nell’ultimo anno è capitato abbastanza spesso da fare saltare i nervi – è una conta: con il telefono, whatsapp, con facebook. La domanda è sempre quella: “Siete a casa? State bene?”. A cui segue la minaccia: “Non andate a Parigi! State attenti!”. Come se questo servisse a proteggere. Stare attenti a cosa, come soprattutto?

Intanto le lacrime iniziano a scorrere, prima ancora di sapere se stanno tutti bene. Scorrono a mia insaputa, mentre le immagini in tv trasmettono quel pezzo di vita di cui non puoi più fare a meno, che forse, anche se hai difficoltà ad ammetterlo, è un po’ casa. Pensi ai suoni, alle luci, ai bistrot, agli artisti di strada. A quella volta che volevi parlare con la signora del panificio che ti ha invece gelata. A quell’altra in cui invece, a bordo Senna, ti sei persa nei libri. I terroristi li hanno presi. No, sono in giro. E se andassero fuori città, se occupassero anche i paesini. Pensieri illogici. E le lacrime scorrono. A mia insaputa.

4 commenti

Lascia il tuo commento
  • 14 novembre 2015 18:11

    Commento solo la frase: “Chi semina terrore, chi uccide in nome di Dio, comunque lo si chiami, appartiene alla feccia dell’umanità. Per quanto mi riguarda, non farò il loro gioco: l’odio in blocco, come se fosse un pacchetto all inclusive, mi sembra ingiusto e ridicolo. E soprattutto carico di conseguenze imprevedibili”
    Le culture occidentale/laica/cristiana e la cultura islamica (generica) sono due culture entrambe dominanti.
    E’ per noi dunque sbagliato considerarla inferiore con o senza virgolette. Si è invece di fronte ad una cultura pari in forza.
    Ciò premesso è utile stabilirne tutte le differenze e trovarne i punti di contatto.
    Per ciò che io sappia, per come mi è stata a suo tempo presentata la società e la cultura islamica, la laicità intesa come noi la intendiamo è un concetto a loro estraneo.
    Per cui noi combattiamo o uccidiamo (le guerre e i conflitti continuano ad esserci) in nome di un qualcosa di estraneo alla religione, ma per loro è diverso.
    Con questo non intendo dire che tutti i mussulmani siano degli estremisti. L’estremismo è un orientamento politico e ideologico, solo intendo dire che per la loro cultura è più difficile separare.

  • 14 novembre 2015 18:27

    Alcuni possono trovare delle similitudini con la nostra storia più antica, quando la religione era implicata e per questo considerare la loro come condizione di arretratezza.
    Ma io non sono d’accordo con questa valutazione.
    C’erano dei presupposti nella religione cristiana e nella cultura preesistente in territorio europeo per poter arrivare ad una laicità ad una cultura occidentale.
    Dei presupposti che risultano assenti anche nella religione ebraica o giudaica.

  • 16 novembre 2015 18:18

    Nella religione cristiana c’erano i presupposti per poter arrivare alla laicità? Giordano Bruno, Galileo e tanti altri ebbero un’impressione diversa. Ringraziamo piuttosto gli illuministi e la grande rivoluzione del 1789. E ricordiamo chi nel mondo islamico sostenne posizioni laiche e fu invece combattuto per miopi interessi

  • 16 novembre 2015 21:32

    Il punto debole della religione cristiana coincide con il suo punto di forza.
    Annuncia un nuovo regno in altro tempo e in altro spazio a divenire e in sede mistica.
    Per cui si è sempre stabilita una divisione tra regno secolare e regno divino.
    Ci sono anche altre tracce nei Testamenti, come la frase “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”
    Un altro punto debole della religione cristiana, quantomeno nella prima fase, prima dell’avvento del protestantesimo, è la sua istituzione clericale nell’autorità della Chiesa (Chiesa evangelica e apostolica ROMANA) . Quest’altro punto debole è un punto di forza che ha aiutato nel concetto di laicità.
    C’è inoltre nella religione cattolica in particolare una forma di sincretismo che ha assorbito precedenti culti e credenze.
    Ma spostandosi nel Vecchio Testamento tale divisione si annulla.
    Una religione monoteistica è di tipo totalitario, autoritario, al pari di un’ideologia totalitaria politica che tutto assorbe e tutto rappresenta.
    Nella religione ebraica/giudaica sono riconosciuti una parte dei libri del Vecchio Testamento, oltre ad altri testi sacri propri della specifica dottrina.
    Saprete per esempio che in Israele sono istituiti i tribunali rabbinici.
    E l’ordinamento giuridico ha base religiosa.
    Ma quella ebraico-giudaica non è una religione con cultura dominante essendo comunque ristretta in forma nazionalistica ad un gruppo che anche se non etnico è contenuto ad una discendenza o ad un’”élite” limitata, cioè nell’assenza di proselitismo.
    (se parliamo invece del potere di eventuali lobby ebraiche l’argomento è un altro).
    Per la religione musulmana la situazione è ancora diversa rispetto alle prime.
    Nella religione musulmana c’è il riconoscimento parziale e provvisorio sia della figura del Cristo che della religione ebraica che si completa con la dottrina di Maometto.
    Questo ha reso una parziale tolleranza verso le altre religioni monoteistiche ma un netto contrasto contro le diverse forme di paganesimo.
    E’ per esempio noto che gruppi di cristiani riescono più facilmente a convivere con gruppi praticanti religioni animistiche rispetto a gruppi musulmani. (vedasi Sudan, Pakistan ecc)
    Inoltre Maometto non era un dio “ascetico” come la figura di Cristo, ma un dichiarato profeta tuttologo e tuttofare. L’inoltre l’organizzazione dell’istituzione religiosa dell’Islam non ha nulla a che vedere con quella della Chiesa, messe anche da parte le divisioni tra Sciiti e Sunniti.
    Tutte cose che devono essere considerate.

Lascia un commento