i fatti dopo il ragionamento

I musulmani, quelli veri

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Not in my name: la manifestazione a piazza Politeama per dire no al terrorismo. E respingere il pericolo di una generalizzazione balorda Notinmyname | Blog diPalermo.it

A poco a poco arrivano tutti: chi in silenzio, chi con il velo, chi con il telefonino in mano. C’è Nadine, immigrata di seconda generazione, ci sono Mohammed e Fatih, in Italia da circa trent’anni. C’è un gruppetto in cui parlano tutti in ordine perfetto, come fosse un unico corpo, una sola voce che prende respiro e continua: anche noi vogliamo pace, anche noi abbiamo pianto, i morti sono tutti uguali, il Corano è un libro sacro e di pace.

Sono arrivati in tanti, non solo musulmani, in piazza Politeama: c’è l’imam e Biagio Conte, i valdesi e gli atei. E si prega tutti insieme, ognuno a suo modo. Loro, i musulmani veri, sono vittime di una generalizzazione balorda: non solo quella che ha dato dei bastardi a tutti i seguaci dell’Islam, ma anche nella vita di tutti i giorni. Non tutti i loro bambini, di questi tempi, vanno con piacere a scuola: perché capita che altri bambini, fino a un giorno fa compagni di giochi, li prendano in giro. Capita tra bambini. Ma loro a scuola non vanno più con piacere, e magari si chiedono anche perché.

In piazza Politeama c’è un mosaico di religioni, di convinzioni, di vite. Cartelloni improvvisati, tutti sullo stesso tema: not in my name, non in mio nome.

C’è un bambino biondo piccolissimo, che prega con gli altri, in direzione della Mecca. C’è un uomo africano con i capelli rasta e un vestito coloratissimo, del suo Paese. Non dice niente, non ha nessun cartello da mostrare: ha gli occhi bassi e tiene in mano, bene in vista, un cuoricino di carta che sembra il suo scudo contro la violenza.

Noi vogliamo pace, ripetono, vogliamo essere bravi ospiti. Io rinuncio al mio silenzio e una frase la dico anche io, a Nadine, Mohammed e Fatih: nessuno è ospite se ama e rispetta la terra in cui ha scelto di vivere.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

14 commenti

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  • 23 novembre 2015 13:13

    bellissimo articolo, condivido ogni parola, bravissima.

  • 23 novembre 2015 14:45

    Ma sarebbe tutto maggiormente supportato se da parte degli stessi Paesi islamici ci fosse uno schieramento contro il fondamentalismo e il terrorismo, cosa anche questa che non avviene, o una pubblica condanna nei confronti di alcune nazioni sicuramente peggiori della Libia di Gheddafi o della Siria di Assad, dell’Iran o dell’Iraq di Saddam, anche questa cosa che non avviene.
    Io come italiana devo guardare bene agli errori dell’occidente. Ma il fondamentalismo e la jihad hanno radice islamica. Poi è un altro discorso se paesi occidentali foraggiano queste formazioni e se hanno come amici i paesi peggiori sotto certi profili.
    Qua sembra che la pace non la voglia nessuno.
    Invece da parte loro ho sentito (letto) solo dei luoghi comuni, pochi partecipanti, e niente di rilevante o sostanziale.

  • 23 novembre 2015 15:42

    In Francia una formazione di musulmani che a quanto pare si è dichiarata democratica ha preso le ovvie distanze dai fatti avvenuti. Sostenendo la loro perfetta integrazione hanno in sostanza vantato i loro diritti dicendo che il governo li deve lasciare in pace anche togliendo le limitazioni sul velo. Diritti che in Francia credo abbiano largamente avuto e a mio parere la Francia è anzi stata troppo di larga manica, in parte anche sbagliando.
    La manifestazione a Palermo come quelle in Italia mi sono parse simili: presenti molte donne che chiedono più moschee, l’ovvia presa di distanza dagli attentati terroristici, qualche frase di circostanza, e da parte di qualcuno anche il rimprovero per i bombardamenti che li avrebbero fatti diventare tutti cattivi.
    Banalità

  • 23 novembre 2015 16:20

    Elezioni in Tunisia 2011:
    “SUCCESSO ANCHE IN ITALIA. Con «oltre il 55% delle preferenze» il partito islamico è uscito vittorioso anche dalle elezioni tenutesi in Italia per i circa 180 mila tunisini residenti. È quanto ha annunciato il capolista di Ennhadha in Italia Osama Al Saghir che il 24 ottobre a Roma, incontrando la stampa, ha spiegato come dei tre seggi dell’Assemblea Costituente assegnati alla penisola due siano stati «sicuramente» conquistati dal movimento confessionale.”

  • 23 novembre 2015 17:56

    Penso che oramai lo scenario della futura Europa fra 10/15 anni potrebbe essere chiaro. Basta guardare flussi migratori e gli indicatori di crescita delle popolazioni. Poi si potrà tirare ad indovinare. Saremo tutti integrati o conviventi, ognuno con la sua religione, con le proprie chiese o le proprie moschee? Oppure una parte prevarrà sull’altra imponendone le culture, i costumi e le usanze? Forse rileggendo attentamente i libri di storia potremo trovare una risposta. In ogni caso, per le nuove generazioni il sottoscritto prevede tempi duri, molto duri.

  • 24 novembre 2015 00:18

    Condivido in pieno l’articolo. E anzi, sinceramente non me lo aspettavo.
    Da parte mia ho la sgradevolissima sensazione, non so…come se l’informazione faccia il doppio gioco, la doppia faccia: da un lato ripete la premessa che non bisogna generalizzare, non tutti i musulmani…per carità…ci sono anche quelli buoni… E poi ospita nei salotti televisivi una serie di “leoni” pronti a sbranare i musulmani e l’islam, con il conduttore che, dopo quelle premesse buoniste di cui sopra, li lascia parlare senza mai intervenire (o intervenendo molto debolmente, giusto per mettersi la coscienza a posto di “arbitro conduttore”) per riportare la discussione su toni equilibrati o per richiamarli ad una maggiore obiettività nel loro argomentare.
    E’ uno schema al quale stiamo assistendo in questi giorni dopo il 13 novembre, ma al quale abbiamo assistito anche per charlie ebdo fino ad andare indietro nel tempo anche fino all’11 settembre.
    E questo atteggiamento dell’informazione non fa altro che alimentare le diffidenze reciproche fra cristiani o laici e musulmani.
    Per esempio, è odioso l’atteggiamento che i media stanno tenendo nei confronti delle manifestazioni tenutesi in alcune città italiane da parte di islamici per dire no al terrorismo. Sembra che non siano mai contenti…e che erano troppo pochi…e che però dovevano dire questo o quello che prendere le distanze…e che però perchè non manifestavano prima…ecc… Questa è arroganza ed istigazione, a questo punto, ad odiarsi. Le stesse prediche e la stessa incontentabilità per esempio, perchè non le fanno e la manifestano quando in città italiane i mafiosi o i camorristi vengono coperti dal popolo dei quartieri o addirittura difesi contro i blitz della polizia? O perchè non fanno di tutta l’erba un fascio, come fanno con gli islamici, con la nostra classe politica ( tutta corrotta! ) con la quale sono sempre pronti a dire “vabbè, ora però non è che dobbiamo dire che i politici sono tutti uguali, anzi la maggior parte sono onesti”….e mi viene da dire: onestissimi….sta m….!

  • 24 novembre 2015 10:12

    Scusa Roberto1 ma se si pensa che tutti i musulmani siano terroristi o simpatizzanti dell’Isis si va oltre il buon senso ed ovvio che non bisogna generalizzare e non occorre alcuna manifestazione per saperlo.
    Ma tu o altri pensate possibile che in una manifestazione all’indomani di questi fatti scendano in piazza musulmani a sostenere pubblicamente l’Isis? Secondo voi anche ci fossero sarebbero così scemi da esporsi?
    Io ho invece l’impressione che sono loro a consideraci un po’ o tutti scemi.

  • 24 novembre 2015 10:36

    Quindi l’argomento deve essere per forza di cose spostato al fondamentalismo generico, non alle fazioni terroristiche e quindi valutare in che senso e con quali limiti ci può essere un islam “moderato”.

  • 24 novembre 2015 11:20

    L’Islam, l’ho accennato anche altrove non ha un’organizzazione simile a quella della Chiesa.
    Si può trovare l’imam esaltato come l’imam moderato e non c’è un’autorità che impone a tutti i musulmani una direttiva di insegnamenti adeguandoli ai tempi.
    C’è ad esempio l’Arabia saudita che ha regime teocratico, fondata agli inizi del 900, fondamentalista sunnita wahabita, cioè estende a tutti i non musulmani non solo la “colpa” di essere infedeli (non-musulmani) ma di essere anche pagani (considerazione impropria in riferimento alla storia dell’Islam). Si pratica l’intolleranza e ci sono leggi capaci di sopprimere qualsiasi libertà e qualsiasi energia del popolo.
    Questa regione è considerata sacra, ha importanza per i fedeli musulmani per la presenza della città La Mecca.
    Fa parte delle nazioni amiche dell’occidente, così dice Obama, ha finanziato la grande moschea di Roma, ha di recente consolidato rapporti commerciali e finanziari sia con l’Italia che con la Francia.
    Unitamente ad altri paesi ha finanziato gruppi fondamentalisti e anche terroristici.
    Se viene paragonata ad altri regimi seppur dispotici che avevano un bagliore laico è il peggio del peggio.
    Ma su questa devono esprimersi principalmente gli stessi musulmani sunniti, io mi posso limitare a non considerala amica della mia persona per quello che vale, a criticare l’amicizia con l’occidente. E qui mi fermo. Non sono io musulmana.
    Come dovrebbero essere gli stessi musulmani a combattere il terrorismo. Io posso criticare l’occidente per le sue colpe ma non gli assumo responsabilità di colpe di altri.

  • 24 novembre 2015 14:20

    Mafalda, io parlavo di quanto ci “trasmettono” in modo subdolo i media. Stai un po’ prendendo temi che escono fuori rispetto al mio intervento secondo me. Io a palermo conosco musulmani, nel mio piccolo: oddio ne avessi conosciuto uno fanatico ed integralista. L’informazione pulita ed obiettiva ad un certo punto me la faccio io nel mio piccolo, nel mio quotidiano. E dovremmo fare tutti così, visto che di tv e giornali si ci può fidare molto poco.
    Poi c’è il terrorismo e il fondamentalismo islamico. Ma c’è anche quello cristiano, ma i media sorvolano. Nel mondo sono molte di più le vittime del fondamentalismo cristiano che di quello islamico. 1000.000 di morti circa per mano di quello cristiano. Negli Usa le vittime del terrorismo islamico addirittura sono state stimate in meno del 10% delle vittime totali del terrorismo.
    Poi i finanziamenti e i rapporti commerciali di paesi nostri alleati ( compresi anche stati europei, tra cui l’italia) sono cose gravissime, che non fanno altro che alimentare il fondamentalismo e non aiutano certo certi paesi ad uscire da una certa interpretazione fanatica della religione islamica.

  • 24 novembre 2015 15:13

    Ma non saprei Roberto1, perché sono ormai anni che da parte politica a mezzo media ce le tritano con sogni di multiculturalismo, garantismo verso le minoranze, deliri di internazionalismo e ad oggi non ne hanno azzeccato neanche una.
    Per quanto riguarda i musulmani e la manifestazione ho letto degli articoli, ho visto qualche video ma non ho seguito programmi televisivi, perché non li seguo quasi mai, quello che ho scritto è tutta farina del mio sacco.
    E aggiungo che li ho trovati deresponsabilizzati nei loro discorsi, in gruppo e con i portavoce. Se ci doveva essere una manifestazione questa doveva andare oltre nei contenuti per evitare che qualcuno si sentisse offendere l’intelligenza.
    Poi tutte quelle donne inquadrate e che parlavano, su fatti di natura religiosa e politica non hanno gran voce in capitolo, si possono trovare in tutto il mondo donne che parlano di pace, le donne per la loro funzione biologica non sono il massimo in affari bellici.
    Quindi se queste manifestazioni hanno avuto il fine di tranquillizzarci, non so a chi possa essere arrivato sul serio il messaggio, a qualche bonaccione probabilmente.
    No Roberto la responsabilità dell’occidente è principalmente nei confronti di se stesso. E’ nei confronti di sé stesso che sta sbagliando, a dispetto di ogni suo valore che falsamente predica ogni giorno.
    Ma resta al mondo islamico ciò che è di loro responsabilità
    Ok per il confronto, io accetto le tue vedute. Passo e chiudo.

  • 24 novembre 2015 19:05

    Convivenza o integrazione. Due parole con significati diversi. Oggi, più che integrazioni assistiamo a convivenze. Ad esempio a Palermo qualcuno ha visto nascere famiglie miste italo/cinesi? L’integrazione fra i popoli è un’aspetto complesso, lungo. Riguarda l’assorbimento di usanze, di costumi ed a volte anche di religioni. Insomma, condivisioni di un modo di vivere. Le convivenze sono più diffuse e più facili da trovare. In un agglomerato urbano ciascun gruppo etnico spesso occupa e si localizza in un quartiere. Ed è possibile farlo in maniera pacifica e tranquilla nel reciproco rispetto delle parti.
    Succede spesso che i bambini figli degli immigrati, andando a scuola entrano a contatto con gli usi e costumi nostrani. Si avvicina il Natale ed iniziano le celebrazioni religiose comprese canzoncine e simboli come il presepe. Succede anche che qualche preside ritiene irrispettoso cantare Adeste Fideles perchè troppo cristiano. E qui nasce il problema. Come si fa a mantenere intatto il rispetto delle nostre tradizioni se le stesse non possono più essere espresse? Bella domanda che non troverà mai “giusta” risposta. Ma quando fra qualche anno il disegno demografico dell’Italia e dell’Europa sarà differente cosa succederà? I bambini potranno festeggiare il Natale a scuola? Si potrà altrettanto liberamente di essere atei? Sarà garantita democraticamente qualsiasi scelta religiosa e politica? Oppure si stabilirà, o ci faranno stabilire che mantenere le nostre tradizioni culturali non sarà più importante e facciamo strada liberamente solo a quelle degli altri?
    E’ del futuro che personalmente ho tanta paura.

  • 25 novembre 2015 20:01

    Mafalda: ed infatti è l’ipocrisia dei media. E a proposito di quanto dici sull’occidente anche dell’occidente, che predica benissimo e razzola malissimo.

  • 26 novembre 2015 13:45

    Possiamo essere d’accordo solo mantenendoci in un rigoroso schema di giudizio.
    In quanto, per esempio, l’amico di un assassino o chi ne ha con lui rapporti commerciali non può essere considerato alla stregua dell’assassino, pur conoscendolo, né chi gli ha venduto le armi è responsabile del del numero di omicidi da lui commessi e quindi pari all’esecutore materiale. Ci vogliono molte aggravanti per considerarli pari in giudizio. Né tantomeno l’assassino può essere scagionato a causa della presenza dell’amico, del commerciante e del fornitore dell’arma.
    Qui il problema è un altro, secondo quando segnalato dalla Russia di cui in questo contesto un filino mi fido, ci sono almeno 40 paesi implicati nel finanziamento dell’Isis e parlo solo dell’Isis e non solo occidentali.
    Noi siamo abituati a pensare alle guerre su spinta economica, per il petrolio, risorse e roba varia, ma per quanto non si possano mai escludere queste concause le guerre possono anche avvenire per altre ragioni. E i conflitti di questi ultimi anni non mi sembrano le classiche guerre per la pagnotta.
    Inoltre quella attuale in medio oriente è una guerra in buona parte di religione tra sciiti e sunniti e loro, i musulmani, non se possono uscire solo dicendo che non vogliono i bombardamenti.
    Né tantomeno i fondamentalismi religiosi possono essere giustificati dalle guerre, dai conflitti, dal predominio. E’ una vita che ci sono guerre nel mondo, aggressioni, dall’alba della preistoria, e le religioni sono più o meno rimaste tali e quali. Con evoluzioni minime, anche perché da una certa data in poi nulla di nuovo è apparso.
    Quindi quanto avviene è da ricercarsi nell’Islam e non da un’altra parte.
    Noi come occidentali di cultura cristiana abbiamo ormai acquisito nel nostro rammollimento culturale il senso di colpa perenne e la tendenza a sentirci responsabili di ogni male del mondo, spesso ignari di ciò che avviene.
    Tutte queste tendenze loro non ce l’hanno. Anche nel contesto di una manifestazione come quella di cui stiamo parlando, trovano opportuno ciò che per me è inopportuno: chiedere e vantare diritti. Non era questa l’occasione per farlo, ma in separata sede.
    Quindi comincino a raccontarla giusta, senza prendere nessuno per i fondelli.

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