i fatti dopo il ragionamento

Il mio piccolo ritorno al passato

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La pioggia battente e un improvviso black out che mi taglia fuori dalla vita di ogni giorno. Ma che mi offre l'irripetibile occasione di guardare ciò che, purtroppo, non vedo più Libri1 | Blog diPalermo.it

Qualche settimana fa, proprio come adesso, la pioggia ha bagnato Palermo fin nelle viscere. Non scriverò che è caduta una bomba d’acqua, perché un secchio che viene buttato con violenza sulle nostre teste mi pare una scena tra il grottesco, l’ilare e l’incredibile. Pioveva tanto e con violenza, comunque: e per una decina di ore la sensazione è stata quella di essere tagliata fuori da tutto.

Niente luce, quindi niente acqua. E – effetti tutt’altro che secondari – niente internet, cellulari in agonia in attesa di scaricarsi, zero tv. Il risveglio, devo ammetterlo, è stato brusco: una continua presa di coscienza, iniziata da quando ho realizzato che anche la doccia mattutina sarebbe stata un sogno per chissà quanto. Niente pc, quindi, niente lavoro né posta elettronica. Potrei continuare all’infinito, ma credo di avere reso l’idea. E penso di avere raggiunto il colmo quando anche il pensiero di dedicarmi alle pulizie è evidentemente naufragato.

Insomma, ho dovuto prendere atto di essere bloccata anche nelle attività che di solito faccio tra una cosa e l’altra. La prima reazione è stata quella di mandare un avviso via facebook (con la batteria residua del cellulare); la seconda quella di rigirarmi per casa come un animale in gabbia e soprattutto senza uno straccio di piano b.

Sapete che cosa è successo? Che dopo un po’ qualcosa è cambiato: nell’impossibilità di essere produttiva a tutti i costi, ho iniziato a guardarmi intorno. A rileggere libri, vecchi scritti dell’adolescenza, a guardare foto. Ho scritto qualche riga su carta, guardato vecchie illustrazioni: un libro di fate che mi avevano portato i miei zii da Londra. Il mio naso ha percepito tanti odori: il curry degli indiani, il soffritto, un caffè tardivo. Li ho percepiti tutti.

Quando è tornata la luce (e tutti gli annessi) è stata una liberazione, lo ammetto. Però questa pausa forzata mi ha fatto riflettere. E di sicuro non aspetterò, per concedermene un’altra, ancora un black out.

3 commenti

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  • 27 novembre 2015 09:04

    Ah. Ok. Apposto.

  • 27 novembre 2015 09:13

    Ah, interessante.

  • 27 novembre 2015 11:27

    Ah, beh, sì, cioè, come dire, ne prendiamo atto.

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