i fatti dopo il ragionamento

Tu scendi dalle stelle, o no?

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La bufala del Natale vietato nella scuola di Rozzano, la stupidità di un preside e la nostra inutile crociata contro i musulmani. In nome del popolo italiano. E di un Dio che, magari, se la ride Crocifisso | Blog diPalermo.it

A Rozzano non c’è stata alcuna guerra di religione anche se molti giornalisti e politici si sono impegnati alacremente perché scoppiasse. La storia è semplice: un italianissimo preside decide molto discutibilmente di rinviare a gennaio lo spettacolo degli alunni in cui sono previsti anche canti natalizi. “Natale vietato”, è la sintesi a dir poco approssimativa di alcune testate. Ecco che gli italiani si dividono e tirano fuori quel “quando sono a casa nostra devono adattarsi”.

Sì, perché molti capiscono che il Natale sarebbe stato vietato per via delle proteste di musulmani e stranieri, infastiditi dalle nostre tradizioni, schierati contro la nostra religione. E, anziché chiedere il licenziamento di un preside che evidentemente non ha ben chiari alcuni degli elementi fondanti della nostra cultura – l’integrazione, la tolleranza, la fratellanza – se la prendono con la comunità islamica. Ne approfittano per rispolverare quel discorso stantìo sull’alto valore del presepe, sul laicismo sfrenato che vorrebbe togliere i crocifissi da uffici e scuole e intonano tutti “Tu scendi dalle stelle” sotto la doccia mentre si preparano alla guerra santa.

Poi, dopo aver interpellato imam (costretti come prima cosa a rispondere alla domanda: “Lei condanna i fatti di Parigi?”), esperti di terrorismo, tuttologi assortiti, psichiatri infantili, maestri di musica, madri, padri, rappresentati delle etnie più disparate ed esperti di addobbi natalizi, qualcuno si sveglia e capisce che la storia di Rozzano era solo una grossa montatura. Una distorsione della realtà che fa comodo a chi ci vorrebbe più intolleranti, più estremisti, più xenofobi.

Molti ancora oggi – dopo aver invaso i social con discorsi al limite del delirio, pro asinello, pro crocifisso e favorevoli alla presenza di salami e liquori in casa anche se l’ospite è musulmano – non ammettono e continuano ad essere convinti ci sia stato uno scontro epocale tra religioni e non semplicemente la stupidità di un dirigente scolastico.

Sono nata e cresciuta in un cantone della Svizzera, Paese protestante, in cui la maggioranza – per via delle migrazioni da Italia, Spagna e Portogallo – era però cattolica. Non ricordo in 15 anni una discussione o una discriminazione su questioni religiose. Nelle mie classi gli svizzeri erano sempre in minoranza (2, 3, al massimo 5 su 20/25 alunni) e c’era gente che veniva da ogni angolo del mondo. Era bellissimo. Aspettavano il Capodanno musulmano per fare festa pure in primavera, per dire. In queste classi non c’erano simboli, men che meno religiosi e ritengo di aver ricevuto un’istruzione volta allo sviluppo dell’individualità, del senso critico e della libertà di pensiero, ma soprattutto all’integrazione e alla tolleranza.

Quando sono arrivata in Italia, la presenza del crocifisso in classe mi è sembrata strana. Siamo uno Stato laico, la religione – qualsiasi religione o anche nessuna – dovrebbe essere un’opzione personale. Ne capisco ancor meno la presenza nei tribunali, dove la giustizia è amministrata, molto più umilmente, “in nome del popolo italiano” e non in quello di Dio. Sono così tollerante comunque che per me può stare. È paradossale, ma non farei crociate su questo tema. Mi piacerebbe solo che questi crocifissi non fossero complementi d’arredo, ma spingessero davvero gli uomini ad essere buoni, coraggiosi, onesti, fratelli.

Non so cosa ne pensa Gesù da lassù. Gli fanno più male i chiodi o il vederci schierati contro nostri simili, per giunta sulla scorta di una mezza bufala? Che ne pensa quando diventiamo violenti per difendere un Dio che è Amore? Prima di chiudere le porte e le frontiere, prima di sguainare sciabole e lanciare anatemi forse sarebbe il caso di ricordare almeno l’abc di ciò che predicate: ama il prossimo tuo come te stesso.

5 commenti

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  • 02 dicembre 2015 13:26

    per quale motivo dobbiamo porre oggi giorno una data riferita alla nascita di Gesù ? Perchè ai maomettani non viene riferita all’Egira e agli ebrei con la nascita di Abramo, ovviamente senza interbenite sul bramanesimo con riferimento a Budda ? Siamo a 2015 anni di Criso, basta non facciamolo scendere più dalle stelle.

  • 02 dicembre 2015 14:25

    Non conosco bene la storia del preside di Rozzano.
    Ma anche qui non mi sembra messo in buona luce vista l’alternativa che si propone: il suo licenziamento per non aver chiari alcuni degli elementi fondanti della nostra cultura.
    In sostanza non c’è molta differenza perché della laicità della scuola si parla da tanto, come la critica sulla presenza del crocifisso nelle classi al fine di non discriminare le minoranze di altre religioni. Altre religioni che possono anche non avere nulla a che fare con l’Islam o il buddismo. Basta prendere un figlio di un testimone di geova ed è la stessa cosa. Solo che i testimoni di geova sono meno accaniti degli altri, vietano ai figli di partecipare e il gioco è fatto. Il crocifisso è un simbolo passivo, i figli sono indottrinati a disconoscerlo, tutti gli insegnanti sono al corrente del loro diverso credo religioso e non partecipano ad alcuno spettacolo e ad alcuna ricorrenza.
    Qui il problema è dato dal fatto che alla maggioranza viene proposto di mettersi da parte per dare spazio alle istanze delle minoranze. L’argomento urta e di conseguenza i discorsi e le lamentele si allargano.
    Nel caso del crocifisso anche nell’alternativa di lasciare decidere agli alunni, vincerebbe la maggioranza, qualunque essa sia e questo crocifisso a secondo degli anni farebbe entra ed esci dall’armadietto o dal cassetto.
    Mentre è poco democratico il contrario, lasciare decidere le minoranze.
    In ogni caso non può decidere il preside di far slittare lo spettacolo con i canti di natale preparato dagli alunni. Bisognerebbe anche sapere se lui era di altra religione o totalmente ateo e se il suo non sia stato un modo di imporre il suo orientamento.
    Ciò premesso io non sono contraria alla scuola laica. Per me il crocifisso potrebbe anche sparire, ma difficilmente si può evitare di parlare o organizzare qualcosa durante importanti ricorrenze.
    Un’altra cosa che voglio indicare è che il rispetto per la libertà di culto intesa quest’ultima come valore non comporta di dover provare simpatie o approvazioni verso tutte le religioni o i gruppi religiosi. Sono due cose diverse e separate.

  • 02 dicembre 2015 15:57

    La libertà di religione o di culto che in genere abbiamo in Europa e in altri paesi di cultura o influenza occidentale è molto ampia, è estesa a tutte le religioni e comprende l’autorizzazione ad avere luoghi di culto e a dare luogo ad ogni forma di proselitismo.
    In certi paesi questa libertà se la sognano.
    Visto che si parla per adesso di Islam in particolare, nei più aperti Paesi viene concessa la libertà di culto ma ristretta alle religioni monoteiste o vicine a queste, sono mal tollerate o escluse le altre.
    Il proselitismo viene controllato e limitato anche nelle forme più nascoste.
    Ad esempio una che può essere a prima vista interpretata come discriminazione delle donne, in quanto viene concesso all’uomo di poter sposare una donna delle altre religioni monoteiste ma non alla donna che può farlo solo con un musulmano. Questa regola è stata da noi maldestramente affrontata con il vangelo dei diritti civili, ottenendo un prevedibile scarso successo.
    Ma il problema è semplice: se un uomo sposa un donna non musulmana i figli e dunque la famiglia rimangono musulmani, la moglie resta una cristiana sterile comunque subordinata all’islam. In quanto la famiglia è di impostazione patriarcale.
    Se invece la donna musulmana sposa un credente delle altre religioni monoteiste loro verrebbero a perdere una famiglia musulmana. Per cui vige l’obbligo per il marito di convertirsi all’islam.
    Non è contemplata una condizione atea o agnostica anche se ci sono musulmani poco convinti o non praticanti in quanto la religione è per loro un’appartenenza sociale e non un solo fatto di fede, anche se nessun musulmano si schiererebbe contro l’islam o Maometto.
    Poi ci sono altri paesi come l’amica di Obama dove è a malapena permesso di pregare nella propria abitazione senza poter neanche detenere un testo sacro.
    Girano un po’ le scatole se poi vengono da noi a lamentarsi del crocifisso in classe o di qualsiasi altra scemenza, pretendendo diritti.
    I diritti li abbiamo in virtù della libertà di religione che tutti dovrebbero accettare ed accogliere.

  • 02 dicembre 2015 18:34

    IL PRESEPE NASCOSTO

    Dalla scuola Gesù debbono levare,

    ma il presepe lo stesso vogliamo fare.

    Sino ad una certa età li può stare,

    e poi insieme alla croce deve scappare.

    Abbiamo pensato a evitare chi si lagna,

    di fare il presepe dietro la lavagna.

    La neve cade con il gesso schiacciato,

    ma il maestro nascosto mi ha trovato.

    Cosa fai li dietro la lavagna nascosto,

    io non ti ho mandato via dal tuo posto.

    Maestro non mi hai cacciato via,

    ma non vogliono che il bambino più ci sia.

    Dalla scrivania tutte le carte ha levato

    e li sopra a quel tavolo il bambino è nato.

    Cantava il Maestro le canzoni più belle,

    lo seguimmo con Tu scendi dalle stelle.

    Natale 2009

  • 02 dicembre 2015 20:25

    QUando dico che i media ipocriti soffiano sul fuoco…

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