i fatti dopo il ragionamento

Il bianco, il nero e Cuffaro

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La santificazione dell'ex presidente della Regione, l'opinionismo senza mezze misure e il promemoria necessario: ricordate perché i giudici l'avevano condannato a sette anni? Cuffaro | Blog diPalermo.it

Tra le cose che più detesto dell’opinionismo 2.0 c’è l’assenza delle mezze tinte, scomparse da tempo, ahimè, insieme al buon senso e alle mezze stagioni. È tutto bianco o nero, bello o brutto, buono o cattivo. Si è santi o diavoli. Il grigio è morto e anche la ragionevolezza non si sente molto bene. E Totò Cuffaro, da male assoluto, diventa simbolo di dignità e rispetto delle istituzioni. Perché? Perché condannato a sette anni, non per avere rubato caramelle, ma per avere favorito Cosa nostra, è andato in galera e c’è rimasto per una cosa come 1700 giorni e più, zitto e senza insultare nessuno.

Nel frattempo ha scritto due libri, perso 30 chili, preso quasi una seconda laurea, pregato e, assicura lui, riflettuto sugli errori fatti. Che persona. E se pensi che, scontata la pena, ha pure garantito che non tornerà in politica e che andrà in Burundi a fare il medico, sì, Totò Cuffaro è un santo. Poi, però, uno ci medita su e le cose gli appaiono meno nitide, più sfumate. Perché solo in un Paese come l’Italia chi viene condannato e non scappa né grida al complotto giudaico-massonico-rossotogato diventa una persona perbene, perché solo da noi un comportamento assolutamente normale, che peraltro tengono migliaia di condannati in via definitiva, può assurgere a emblema di virtù.

Mosso dal dubbio, che pure sui beati è lecito avere, leggi e rileggi allora le dichiarazioni rilasciate all’uscita dal carcere e a quel punto ti arrabbi. “Sono innocente”, “sono andato a sbattere contro la mafia, tornassi indietro metterei un airbag”, “ho pagato per avere scelto di stare in mezzo alla gente”.

Passi il “sono innocente”, che capisco venga più facile del “sono un mafioso”, mi chiedo: contro la mafia si va a sbattere? Cos’è la mafia, un ostacolo invisibile in cui si inciampa? Cuffaro è stato condannato per avere fatto sapere a un boss che aveva una microspia dei carabinieri in casa. Cuffaro contrattava, nel retrobottega di un negozio di vestiti, i tariffari dei rimborsi sanitari regionali insieme a Michele Aiello, proprietario di una clinica privata all’avanguardia finanziata coi soldi di Bernardo Provenzano.

“Pago l’aver scelto di stare tra la gente”, quasi che a portarlo in galera fossero stati atti di generosità e non reati. Quasi che ai politici certe leggerezze fossero concesse perché non è che possono sempre sapere chi baciano e abbracciano. E, se tra una stretta di mano e l’altra ci scappa quella a un mafioso, mica è colpa loro. Cuffaro non ha mai fatto mezza ammissione. Non ha mai collaborato con i magistrati, non ha mai chiarito i tanti punti rimasti oscuri nella storia della “cimice” scoperta. Ed è per questo che gli è stato negato l’affidamento ai servizi sociali. Non per una ostinata persecuzione del condannato innocente.

Cuffaro non è un santo, è un politico colpevole di avere favorito Cosa nostra a dispetto degli slogan facili su quanto la mafia faccia schifo. Ricordiamocelo, è importante. E in questo tentativo di evitare santificazioni fasulle, non dimentichiamo nemmeno l’ingiustizia commessa dal magistrato che, l’anno scorso, gli negò di incontrare la madre affetta da Alzheimer sostenendo che la malattia avrebbe tolto significato al colloquio col figlio. Ricordiamo anche questo: perché il bianco e il nero sono colori rari. Talvolta pure nella giustizia.

16 commenti

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  • 14 dicembre 2015 09:29

    E’ un commento che merita di essere letto più volte. Per fissarlo nella memoria. Raro esempio di lucidità ed equilibrio in questa vicenda. Brava.

  • 14 dicembre 2015 09:42

    Ricordiamo allora che è ingiusto pure che i magistrati oggi accusati di aver rivelato segreti di ufficio(x agevolare i colleghi) oggi sono tranquillamente al loro posto.Infatti proprio xla carica che rivestono avrebber,come minimo, dovuto chiedere di essere messi inaspettativa.
    Ricordo anche che uno di questi è l’estensore dela sentenza di condanna inflitta a Cuffaro in primo grado.

  • 14 dicembre 2015 09:43

    Il solo fatto che la condanna sia stata per FAVOREGGIAMENTO ALLA MAFIA dovrebbe far venire il vomito a tutti quanti stanno osannando al ritorno di Cuffaro nella società civile. In primis certi giornalisti locali che hanno scritto articoli vomitevoli !

  • 14 dicembre 2015 10:49

    Mai capito quelli come “La frusta” che quando uno commenta un fatto si affrettano a parlare di altro.
    E come sempre a dare addosso ai magistrati che come dice lui stesso SONO ACCUSATI (non sono processati o condannati ma solo accusati).
    Il garantismo per quelli come la frusta vale solo per quelli come cuffaro e quando se ne dimostra incontrovertibilmente la colpevolezza questa va stemperata con le presunte colpe di qualcun altro.
    Cuffaro è un politico mafioso a cui (a dispetto delle protezioni politiche) il sistema giudiaziario è riuscito a fare scontare la giusta pena. E questo va riconosciuto come merito della magistratura non come merito di Cuffaro.

  • 14 dicembre 2015 11:21

    E per i fatti accaduti in questi giorni,mi riferisco alle banche,Lei che nome da’a questi reati?No estorsione?no apprpriazione indebita?no mafia?E sono sicura che nessuno pagherà per questo,compresa la ministra che ha salvato il papà. Non voglio difendere Cuffaro però ritengo che è l’unico che e’andato in galera e questo non mi sta bene perché la giustizia è uguale o dovrebbe essere,per tutti.Poi smettiamola di parlare sempre che la mafia alberga in Sicilia,facciamo il gioco di ricchi potentati che continueranno ad espugnarla come hanno sempre fatto dall’unità d’Italia in poi.

  • 14 dicembre 2015 15:52

    C e qualcuno che pensa che tutte le sentenze sono giuste e affermino verità assolute? Conosco a fondo gli atti processuali e non condivido la sentenza così come tanti giudici che hanno giudicato cuffaro in quel processo ed hanno emesso sentenze diverse da quella in cui anche il procuratore generale aveva chiesto l annullamento. In quest ottica quello che ha detto cuffaro appena uscito è assolutamente coerente.

  • 14 dicembre 2015 18:19

    CAUTI!
    Cuffaro avrà sbagliato, lo ammette pure lui.
    Ma la storia è piena di errori giudiziari,gente che è stata uccisa (da Sacco E Vanzetti in poi tanti innocenti mandati a morire, e poi riabilitati) .
    Fa rabbrividire la storia del falso pentito Scarantino che ha dichiarato a Caltanissetta nel corso del processo Borsellino quater : «I pm mi istruivano a dire bugie»
    Questi sono Fatti sconcertanti che creano nel cittadino un forte sgomento. Quindi si può essere condannati se qualcuno ritenuto coerente ( e scarntino lo era) dichiara la colpevolezza dell’imputato.
    Questo metodo lascia tanti dubbi.La libertà dell’uomo è il bene più sacro, la condanna va emessa si, ma solo quando vi è l’assoluta certezza della colpevolezza dell’imputato. E’ qui ci sono dei dubbi, anche da parte di un componente collegio del collegio corte di cassazione che ha emesso il verdetto

  • 14 dicembre 2015 23:32

    E allora che facciamo lo fuciliamo?

  • 15 dicembre 2015 08:51

    si Don Totò, fuciliamolo, a megghiu cosa … gent.ma Sirignano, mi spiace proprio non condividere il taglio del suo articolo, ma resta il fatto che in un paese come questo è ovvio che il caso Cuffaro assurga agli onori ecc ecc, praticamente è l’unico fissa…

  • 15 dicembre 2015 12:27

    C’è una frase inquietante espressa da Cuffaro, che nessuno ha commentato. Egli dice: io ho pagato per il favoreggiamento della mafia, “altri no”. Evidentemente sa che altri politici hanno favorito la mafia, perchè non ne fa i nomi?

  • 15 dicembre 2015 14:13

    Brava Giusi..l’unico fissa…anche rispetto ai magistrati che hanno operato in forma associativa per far arricchire mariti/compagni /familiari.Indeterminati casi dimenticando che qualche anno prima aveva scritto una sentenza di condanna per una condotta che lui stesso avrebbe commesso qualche anno dopo avrebbe commesso per agevolare la collega magistrato, che a quanto si evince dalle intercettazioni, chiedeva il pizzo agli amministratori giudiziari.Cuffaro avra’anche sbattuto contro la mafia,ma, senza fare troppo i moralisti, e’sempre per un politico in una terra come la Sicilia…mentre questi magistrati non sembra che ci siano sbattuti ma che hanno costruito e sostenuto un vero e proprio sistema…chiamiamolo così!!!

  • 15 dicembre 2015 14:15

    Volevo scrivere “e’semplice per un politico”

  • 15 dicembre 2015 20:53

    A suo tempo non ho seguito la vicenda e di quello che leggiucchio adesso ne comprendo molto poco.
    Non ho mai votato per Cuffaro e di uno in più o in meno che finiva in carcere non mi cambiava una virgola.
    Per cui molte cose mi sfuggono, ma io se fossi stata accusata ingiustamente o senza prove non sarei stata mansueta. Per forza di cose avrei dovuto accettare la sentenza e il carcere ma non avrei detto che rispettavo per questo le istituzioni, accettando in ogni caso la sentenza. Io l’avrei solo subita e basta.
    Quindi Cuffaro è “superiore” a me. E questa superiorità non la comprendo.
    Come non comprendo il motivo per cui in effetti sembra esserci stato un “accanimento” non del tutto giustificato dalla mancanza di una sua presunta collaborazione.
    Non mi stupisce il fatto che un Totò vasa vasa abbia potuto stringere la mano o anche baciare dei mafiosi, perché lui avrebbe scelto di stare in mezzo alla gente e questo in effetti non comporta l’ entrare in affari diretti con la mafia.
    Il rapporto con Michele Aiello se ai tempi non era ancora stato arrestato e quindi risultava un imprenditore come gli altri, operante nel settore della sanità e quindi in relazione per forza di cose con l’amministrazione pubblica e regionale, non comporta di per sé niente. Io penso che Michele Aiello abbia avuto rapporti con tanti altri.
    Non so neanche nel dettaglio quali colpe lui accetta e si attribuisce e che solo lui avrebbe pagato in un contesto di dichiarata innocenza.
    Poi in effetti ci sono state delle incongruenze processuali, leggiucchiando.
    Ma il tutto non mi fornisce alcuna possibilità di formulare dei giudizi o precise opinioni. Se gli altri riescono ad averli è un’ottima cosa, ma al momento la mia mente si rifiuta di funzionare.

  • 16 dicembre 2015 07:16

    Gran bell’articolo, bravissima!

  • 22 dicembre 2015 20:42

    BRAVISSIMO!!!
    Cuffaro non ha mai confessato i suoi crimini e parlato dei SUOI COMPLICI.
    Cuffaro aveva decine di schede telefoniche dove ha anche ricevuto telefonate da uffici del SISDE (i servizi deviati dicono niente? Non ne ha mai voluto parlare….
    Cuffaro, ripreso dalle telecamere della polizia, SI VASO’ CON Vincenzo GRECO, un pregiudicato, conddannato per avere curato mentre era latitante, UNO DEGLI ASSASSINI DI DON PUGLISI e facente parte del mandamento di Guttadauro, il boss con le cimici nel posteriore….
    MA QUALE SANTO??!!!
    QUALE SANTO??!!

  • 22 dicembre 2015 20:58

    Scusa… BRAVISSIMA!

    Il processo Cuffaro è stato documentato MALISSIMO dalla stampa. Le prove a suo carico, tipo il fatto di essersi circondato di gente in contatto diretto con mafiosi e da CARABINIERI (per le cimici), il fatto di avere decine di schede telefoniche, di cui una intestata ad una donna non esistente ed una di proprietà del mafioso Campanella, le confessioni di alcuni coimputati, ecc…, non sono mai stati resi pubblici e la gente pensa che lui sia stato “preso di mira” e che l’unica prova sia la frase detta dalla moglie di Guttadauro davanti alla cimice (“viero raggiuni avia Totò Cuffaro”, se non ricordo male)
    Riuscire ad incastrare un politico per i suoi favori alla mafia è DIFFICILISSIMO, infatti Cuffaro, pur essendo AMICONE di Aiello e nonostante il fatto che la regione rimborsasse la clinica di Aiello con cifre astronomiche, non è stato condannato per questi fatti, ma per il suo clamoroso errore dovuto al fatto che la persona che andava dal boss Guttadauro era il suo braccio destro Miceli.
    Lui si è fatto fregare con un reato indiscutibile….

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