i fatti dopo il ragionamento

I tifosi di Cuffaro

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L'umana solidarietà per chi varca il portone del carcere e l'eterna figura del carcerato-martire. Specie se hai un cognome importante, scrivi libri e preghi la Madonna Forza Toto | Blog diPalermo.it

Sulla presunta “santificazione” di Totò Cuffaro ci potrebbe forse essere una spiegazione più logica e banale di quanto si possa pensare. Quando un delinquente varca il portone del carcere, a meno che non si sia macchiato di reati ripugnanti (pedofilia, stupro), scatta un meccanismo – umana pietà, solidarietà – che porta a considerarlo non più carnefice, ma vittima. Avviene, in particolare, come nel caso di Cuffaro, quando si tratta di persone costrette a trascorrere anni in un ambiente nel quale – per estrazione culturale e sociale – non avrebbero mai pensato, nel corso della loro vita, di doversi un giorno trovare.

Non per niente le manifestazioni (incontri, teatro, messe etc.) organizzate tra le mura delle carceri, procurano sempre un senso di commozione e compassione, specie quando le telecamere indugiano sui visi malinconici dei carcerati che a quelle manifestazioni assistono come scolaretti di un asilo. Come può avere commesso reati chi assorto segue una pièce di Brecht o la celebrazione di una messa? Li avrà commessi, certo, ma buona parte della responsabilità è senza dubbio di questa maledetta società che l’ha costretto a commetterli.

Senza parlare della partite di calcio all’insegna “della solidarietà e della fratellanza” tra detenuti e avvocati, detenuti e nazionale cantanti, detenuti e secondini, tra detenuti e magistrati. Per chi alla fine si fa il tifo? E per chi si tifa nei film ambientati nelle carceri, con i Clint Eastwood che organizzano spettacolari evasioni? Per le guardie forse?

Nell’immaginario collettivo – un po’ complici, è vero, cinema e letteratura – il carcerato diventa così eroe, vittima, martire. E si fa il tifo per lui. Specie se ti chiami Cuffaro, entri in carcere coi tuoi piedi, scrivi libri, preghi la madonna e dichiari di volere andare a fare il medico missionario.

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