i fatti dopo il ragionamento

Mettete fine allo show

di

La scarcerazione di Cuffaro minuto per minuto, fra baci, abbracci, interviste. Fino alle foto con la madre malata. Perché la parabola dell'uomo redento non poteva finire con discrezione Cuffaro 1 | Blog diPalermo.it

“Domani esce”, “è uscito”, “bello respirare la libertà”, “sono innocente”, “sono andato a sbattere contro la mafia”, “non torno in politica, ma posso dare consigli”, “voglio stare con la mia famiglia”, “andrò a fare il medico in Burundi”. Ok. Ti dici che entro mezzogiorno questa storia finisce e amen. E invece no, la scarcerazione di Totò Cuffaro va avanti per ore, non si ferma più: baci, abbracci, interviste, domande sempre più cretine e risposte sempre più discutibili, ma il circo non si ferma.

E lui, l’ex presidente della Regione, accolto come un santo, un eroe – “ha scontato la sua pena con dignità” si ripete come un mantra, ma esiste un altro modo, mi chiedo io? – ne è ben felice. Si mostra, si racconta, sfila, sorride, ammicca, vasa. “Tra poco tornerà a Raffadali”, “voglio abbracciare mia madre malata”.

Lo show a questo punto è finito, m’illudo: ha scontato la pena con dignità e dignitosamente non vuole tornare in politica, con la stessa dignità rifiuterà di far entrare i giornalisti a casa della madre malata, di esibirla così, indifesa, davanti ai cronisti convinti di assistere alla scena del secolo e pronti a riprenderla. E invece no: a dispetto delle previsioni, la porta di quella casa si spalanca perché la parabola dell’uomo redento non può finire con discrezione, deve concludersi per forza con l’abbraccio in diretta alla mamma anziana e malata. Con la dignità che “sbatte contro” il narcisismo, proprio come Cuffaro ha sbattuto contro la mafia. E non si sa bene “cu è minchia, Carnalivari o cu cci va appriessu”

4 commenti

Lascia il tuo commento
  • 16 dicembre 2015 14:08

    Ho provato interesse per la vicenda di Cuffaro adesso o per qualche episodio durante la sua detenzione, mentre non ne avevo provato quando è stato condannato, con e dopo le sue dimissioni.
    All’inizio c’era una Sicilia che almeno a parole voleva riscattarsi e con un futuro davanti, adesso invece c’è la desolazione degli ultimi anni e futuro incerto.
    Per cui è avvenuto ciò che prima non mi aspettavo: la figura di Cuffaro sia per il suo carattere, sia per l’evidente indirizzo democristiano, sia per la sua politica è rimasto non solo una figura di rilievo per i siciliani (una parte di essi, ma consistente) al quale rimangono affezionati, ma anche un punto di riferimento attuale, a prescindere dal suo volersi dedicare alla politica.
    Tutto questo nonostante condanna e carcere. Ed è notevole.
    Se si fosse perso all’interno di un corso politico (sono cambiati i tempi oltre ai governi nazionali e regionali) forse avrebbe perso risalto in maniera più incisiva, soprattutto se andando avanti si tirava fuori dalla politica regionale (senatore, deputato nazionale o europeo) scomparendo dalla scena.
    Così rischia invece di apparire colui che potrebbe e sarebbe capace ma che ha rinunciato alla politica, oltre a non potersi più candidare, restando ancorato al suo territorio.
    Non temo niente, non auspico niente, solo ho trovato il tutto interessante.

  • 16 dicembre 2015 14:28

    “I tifosi di Cuffaro” di Sandra Figliuolo, e poi “Mettete fine allo show” sempre di Sandra Figliuolo.

    Ok! Ma allora perché continuare a scriverci articoli?

    Indifferenza = Fine.

  • 16 dicembre 2015 14:32

    Errata Corrige…. “I Tifosi di Cuffaro” non postato da S. Figliuolo.

    Coumunque… non parlatene più, perché se no fate il giocodi quel detto politico: “Parlatene bene, parlatene male, ma l’importante è parlarne”.

  • 17 dicembre 2015 12:58

    È solo clientelismo e servilismo, ovviamente di cu cci va appriessu, se proprio dobbiamo identificare Cuffaro con Carnalivari.
    Ben noti ai siciliani, i due moti dell’animo hanno consentito ai meno sprovveduti, cioè ai più furbi, ai marpioni, agli imbroglioni, di vivere in modo conveniente e vantaggioso. E se Cuffaro rimarrà immobile saranno gli altri a venirgli incontro. Perché non hanno importanza le cariche politiche, contano i legami, gli intrecci, i rapporti.
    E l’informazione s’è adeguata trasformando l’uscita di galera di un uomo che ha pagato il suo debito alla società in un avvenimento mediatico: l’eterno ritorno nell’Isola del Sole, attraverso quel mare di autostrada, raccontato casello dopo casello.
    E ora un altro padre nobile in politica! Cose dell’altro mondo verrebbe da dire, se non fossimo in Sicilia.

Lascia un commento