i fatti dopo il ragionamento

Caro Babbo Natale…

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Lettera di fine anno per la mia terra in cerca di un miracolo. Perché sognare, in fondo, non costa nulla Image.jpeg | Blog diPalermo.it

Caro Babbo Natale, ti scrivo la presente non perché ho iniziato improvvisamente ad amare il Natale. Continuo a detestarlo, il Natale. A detestare questa corsa affannosa al regalo, ai pranzi, ai parenti e agli amici. Ci sono 365 giorni in un anno per abbracciare chi si vuol bene e per fargli trovare un pacchetto colorato sul cuscino o sulla scrivania senza piazzarlo necessariamente sotto un albero adobbato. E no, non è vero che lo festeggiate perché è una ricorrenza religiosa, perché il 7 gennaio ricorderete solo le lasagne della zia Pina e l’arrosto della zia Mariuccia. Ti scrivo però perché ho perso la speranza e forse allora solo la favola di un omone anziano con la barba bianca può salvare questa terra. Una favola, un miracolo… non lo so. Fai tu.

Mi piacerebbe che questa terra, la Sicilia, fosse capace di valorizzare le risorse che ha. E non è una banalità: a Dallas il ranch di Sue Ellen e J.R. fa soldi a palate, noi non riusciamo nemmeno a tenere pulita una spiaggia. E se è vero che c’è chi non la pulisce, c’è chi la sporca.

Mi piacerebbe una terra in cui le decisioni non fossero imbrigliate da regole, carte bollate, permessi e burocrazia che nel tentativo di “proteggerla” l’hanno soffocata. Mi piacerebbe una politica capace di prendere decisioni, coraggiose e impopolari magari, ma decisioni. Decisioni libere da tornaconti elettorali, piccole ripicche, sistemi di potere. E mi piacerebbe vedere i siciliani fieri non delle arancine o del pane e panelle (meritevoli di omaggio perenne, sia chiaro) ma di vivere in una terra che può dare tanto.

Mi piacerebbero siciliani che hanno rispetto per la cosa comune, perché se è vero che il sistema dei rifiuti non funziona c’è chi i materassi li abbandona nel primo cassonetto e se è vero che i mezzi pubblici sconoscono la parola efficienza la doppia (e tripla, quadrupla…) fila non li aiuta sicuramente.

Mi piacerebbe vivere in una terra in cui nel 2015 le autostrade non crollassero e città come Messina non restassero più senza acqua. E perché? Perché c’è chi avrebbe dovuto prevenire non l’ha fatto, perché il territorio è stato devastato da incuria e abusivismo. E cerchiamo sempre altrove i colpevoli, senza guardare agli errori che ciascuno di noi compie.

Ecco Babbo Natale, già che ci sei leva ai siciliani questo sprezzante senso di onnipotenza e dai loro un po’ più di umiltà, spiega loro che nella vita non abbiamo solo diritti ma anche doveri. Spiega loro che è inutile che vengano a raccontarti “perché io, quando sono stato a New York…” come esempio di efficienza e poi posteggiano il Suv in doppia fila, bloccando la corsia della svolta continua magari. Lo so, Babbo Natale, ti sto chiedendo il miracolo… Ma altrimenti che ti scrivevo a fare?

5 commenti

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  • 28 dicembre 2015 21:19

    Non ha ancora commentato nessuno, lo faccio io ma solo per la prima parte.
    Abbiamo 365 giorni pieni di ricorrenze, compleanno, onomastico, diploma, laurea, feste della mamma, del papà, degli innamorati, della donna, matrimoni, battesimi, ecc. ecc. e non abbiamo dove riporre altro.
    Inoltre la tredicesima c’è solo a dicembre e in genere la gente si spara subito tutto ciò che dispone.
    Il suo invito mi sembra pertanto inutile quanto irrealizzabile, tenendo presente che per un solo compleanno, per non parlare di un matrimonio, si spende per una sola persona tutto o quasi tutto quello che si spende per tanti a Natale.
    Per il resto spero solo che lei questa lettera a Babbo Natale l’abbia spedita. Almeno in passato era possibile farlo, l’ho fatto fare a mia figlia e poi ha ricevuto una cartolina di risposta. Una cosa carina.
    Ci provi il prossimo anno.

  • 29 dicembre 2015 11:48

    mi sembra che lei cara Mafalda abbia da ridire su tutti i post e su tutti gli articoli qui pubblicati… non capisco il perché.. l’articolo parla di speranze, di sogni e di inviti a noi tutti a far si che le cose cambino e non a lamentarci sempre e comunque…

  • 29 dicembre 2015 13:53

    No caro Nicolò, l’articolo comincia con il dire che detesta il natale, che non c’è necessità di piazzare i regali sotto l’albero perchè abbiamo 365 giorni a disposizione, che ci ricorderem finite le feste solo delle lasagne della zia pina. Continua dicendo che ha perso la speranza e si affida alla favola dell’omone anziano.
    Poi prosegue con tutto quello che non funziona e per cui alla fine conclude che ci vuole un miracolo. Ma quale speranze?
    E secondo lei sono stata io ad avere qualcosa da ridire.
    Aggiungo che Babbo natale ad una lettera così non ricambierebbe neanche con la cartolina.

  • 29 dicembre 2015 15:43

    ho letto che, su un altro articolo pubblicato nei gg scorsi, lei abbia avuto pure li da ridire facendo polemica etc…se non è d’accordo non c’è bisogno di polemizzare, io non conosco gli autori degli articoli di persona ma solo per avere letto la loro firma qua su diPalermo per cui non sono di parte.

  • 30 dicembre 2015 13:38

    Lei forse si riferisce a quello del caldo insolito a Palermo, sotto natale?
    Ho riportato le temperature minime e massime degli ultimi sei anni. Nulla di insolito, anzi meno di altri anni. Di caldo insolito ne parlano alla tv ma in riferimento ad altre città italiane.
    Io per natale mi sono dovuta accollare tutto il giorno la tv di sottofondo, perchè ero a casa di parenti. C’è stato pure il bagno a Mondello, di gente convinta.
    Qui scrivono tutti o quasi tutti giornalisti. In diversi si lamentano delle lamentele dei palermitani, senza accorgersi che sono per primi loro a lagnarsi di tutto, anche di chi si lagna.
    Due articoli in tema natalizio che hanno ripetuto argomenti stantii, luoghi comuni, cose inventate e da crisi esistenziale, che per fortuna non tutti sono dovuti a condividere.
    Ho anche dato qualche consiglio che ritengo utile. Nessun consiglio da parte loro, solo lagne e quesiti improponibili.

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