i fatti dopo il ragionamento

Qui Palermo, anno astrale 2065

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Ho trovato in soffitta un hard-disk impolverato, risale a cinquant'anni fa. Quando inaugurarono il tram e la gente si fermava incantata a guardare i vagoni passare. E sapete che vi dico? Ero contento anch'io Ritornoalfuturo | Blog diPalermo.it

Non dovevo cedere alla tentazione di riprendere tra le mani quel vecchio hard-disk impolverato. Pazienza, ormai l’ho fatto, e nonostante fossi convinto che non funzionasse, o comunque d’averlo formattato, così non è. E va bene, divertiamoci un po’. Questa foto è interessante. Sembra la stazione Notarbartolo. Il file dice, “creato il 30-12-2015”. Caspita, cinquant’anni fa. Com’era diversa la città, senza auto volanti e senza cabine di teletrasporto ad ogni angolo della strada.

Che avvenne quel giorno? Ah sì ecco, è l’inaugurazione del tram. Mi ricordo che venne uno da Roma per il taglio del nastro. E questo qui di lato chi è? Era il presidente della Regione, credo. Chi era all’epoca… boh… vattelo a ricordare! Guarda qui invece il sindaco Orlando, com’era magro. Tutto sommato non è poi tanto diverso da oggi che ha 118 anni, ed è al suo 14esimo mandato.

Io c’ero quel giorno. In città non si parlava d’altro che del tram, e di un tizio che avrebbe cantato in piazza a capodanno. I ricordi sono parecchio sfumati, ma ricordo benissimo la sensazione che provammo risalendo lungo via Leonardo Da Vinci. Il convoglio stipato all’inverosimile. Fendevamo il traffico come fossimo già allora a bordo di un’astronave. E in fondo, chi lo sa, quella era davvero la prima astronave verso le stelle. C’era la gente che si fermava ai lati della strada per fare una foto e per salutarci. Un tizio in motorino per guardarci per poco non finiva sotto un’auto incolonnata. Un altro in bici pedalò così forte che tenne il passo del tram lungo tutto il percorso, fino al capolinea. Mi pare che ci furono anche molte polemiche. Credo per le Ztl, o qualcosa del genere, non lo so. Forse erano troppo care. Anche questo… vattelo a ricordare.

Comunque Palermo si emozionò quel giorno. In qualche modo, nel bene e nel male, in accordo o in disaccordo, tutti volevano esserci. E tutti c’erano. E stiamo parlando soltanto di un tram; roba che altrove già era vecchia anni luce. Ma in fondo la città è sempre stata così: si mutrìa e si pria allo stesso tempo. Da sempre.

Oggi che sono trascorsi 50 anni da quel giorno, mi chiedo quali analisi, quali valutazioni, quali considerazioni potessi fare all’epoca, e penso che oggi come allora, non valga poi tanto la pena perderci tempo. Solo su una cosa, forse, vale davvero soffermarsi. Ed è ciò che resta al di là del tempo: il ricordo dei volti di quelle centinaia di persone che si fermarono incantati al passaggio del tram. Perché guardare un bilancio, interpretare una statistica, così come fare una previsione, saranno cose certamente tanto difficili quanto utili per il futuro, ma saper leggere i volti delle persone, interpretandone i sogni beh, quella è tutta un’altra storia. È il segreto per sconfiggere il tempo. Oggi come allora, come fra altri 50 anni.

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