i fatti dopo il ragionamento

Io, amante tradita (dal tram)

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Linee Amat soppresse, l'insondabile mistero di orari e nuovi percorsi, il caos generato dalle cose fatte male e a metà. Quando la rivoluzione ha il sapore dell'ennesima occasione mancata. Ricordate il Gattopardo? Tram | Blog diPalermo.it

In una settimana a Palermo sono cambiate più cose che in vent’anni. Ero fuori in quei giorni e non vedevo l’ora di gettarmi negli strascichi della rivoluzione, di salire su quel tram che nella mia testa filava come la locomotiva di Guccini, “un mostro strano con un potere tremendo, la stessa forza della dinamite”, immaginavo gli autisti dell’Amat come quegli “eroi che son tutti giovani e belli”.

Rientrata, mi accorgo che i segni del cambiamento sono tangibili: soppresse decine di linee degli autobus – compresa la 122, quella che per anni ho aspettato e che, come la peggiore delle amanti, spesso mi ha lasciata a piedi, il mitico 806 che, fottendosene anche dei turisti, circolerà solo d’estate – modificati i percorsi di altre, la app Moovit, mia Bibbia dell’ultimo periodo, ormai baluardo del passato (continua a fornire itinerari ma, premette, “non tiene conto delle linee soppresse”…), il tram immacolato che – mettiamola così – porta civiltà e progresso nelle periferie e “intanto corre, corre la locomotiva… Trionfi la giustizia proletaria…”

È bastato poco per capire, tristemente e ancora una volta, che qui la rivoluzione non c’è mai stata, che quelli erano solo i segni del solito caos generato dalle cose fatte male e a metà. Fumo. Aria fritta. Il tram (già sporco) circola in periferie immonde ferme a quarant’anni fa e per i più è soltanto una specie di giostra, non un mezzo di trasporto per il quale valga la pena di rinunciare alla macchina, anche perché i nuovi orari e percorsi dei mezzi sono diventati il terzo mistero di Fatima – nessuno li conosce, nessuno li divulga – e uno dovrebbe prendere l’autobus senza sapere dove va, dove passa o aspettarlo dove non arriverà mai, senza parlare delle centinaia di studenti che non possono più raggiungere le loro scuole in tempi ragionevoli. Ho sottoposto già quattro volte il problema sulla pagina Fb del sindaco, ma è troppo impegnato con questioni ben più serie per poter risolvere quelle elementari. L’assessore Giusto Catania è un disco rotto: andava tutto bene prima, va tutto meravigliosamente adesso. Così, a dieci giorni dalla “rivoluzione” resta il senso di un’ennesima occasione mancata. E torna inevitabilmente in mente – maledizione! – quel gattopardesco “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” che spazza via la erre moscia di Guccini.

16 commenti

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  • 14 gennaio 2016 08:53

    quindi, morale della favola:
    – nelle periferie non bisogna spendere soldi perchè sono ferme a 40 anni fa;
    – è meglio non fare niente perchè tanto è inutile;
    – quello che si è fatto finora è da buttare nel cesso e non è migliorabile.
    e sì che me lo ricordo il gattopardo, soprattutto dopo aver letto questa riflessione, che è un’occasione mancata per dare slancio e possibilità di miglioramento a innegabili e concrete novità.

  • 14 gennaio 2016 09:06

    Lo scrivo con cognizione di causa.
    Il trasporto urbano a Palermo (ante e post tram) è un servizio che non ho mai visto in nessuna altra città Europea. E non è un complimento.

  • 14 gennaio 2016 09:31

    Paolo, io l’ho letta in un altro modo: nelle periferie si deve intervenire energicamente per fare in modo che la qualità della vita migliori sensibilmente, togliere le discariche abusive, creare spazi verdi e, soprattutto, educare i cittadini a godere di ciò. Ma è pura utopia, non basteranno diverse generazioni, altro che tram.

  • 14 gennaio 2016 11:01

    Perdonami Turiddu, ma se non sei stato a Catania non è colpa di nessuno.

  • 14 gennaio 2016 12:00

    Cioè, vorrei capire, nel senso che a Catania e’ peggio o meglio?

  • 14 gennaio 2016 12:03

    Ah, e a proposito: biglietti della metro aumentati di botto, in coincidenza dell’avvio dei tram, di 0,20 centesimi! Uno si aspetta che all’aumento corrisponda un miglioramento del servizio, macché: oggi, un treno soppresso e devo aspettare mezz’ora in più…

  • 14 gennaio 2016 12:45

    Non sono state soppresse linee di autobus a causa del tram, ma per un riassetto dei conti economici Amat.
    Al massimo potevano venire soppresse le linee autobus delle zone i oggi servite dal tram e con queste c’era già un risparmio perché è impossibile che una linea autobus non abbia costi.
    Invece tutto si sta facendo passare a causa del tram, Ztl comprese. E caspita costano veramente tanto queste due linee e mezza di tram. Immaginiamo se in futuro diventassero dieci.
    E quindi circola che il tram è assai caro e che non ha risolto i problemi di Palermo. Come se con due linee e mezzo si potesse fare.
    Io aspettavo che il tram si mettesse in funzione per provarlo, almeno una volta. Ma accidenti non ho proprio dove andare con questo tram, almeno al momento.
    Quello che è stato fatto finora non può dunque passare per migliorabile (@Paolo)

  • 14 gennaio 2016 14:11

    Il fatto che un singolo cittadino o gruppi di essi non abbiano attualmente dove andare col tram perché i percorsi non sono quelli abitualmente battuti, non fa del tram uno strumento inutile o peggio una occasione mancata. Ma che discorso è? Palermo ha 700 mila abitanti mica solo 100. Collegare le periferie al centro poi in linea di principio è la cosa più giusta e corretta si potesse fare, indipendentemente dall’uso specifico personale che ognuno farà o non farà di tali collegamenti. Ennesimo articolo pretestuoso e ridicolo contro il tram..

  • 14 gennaio 2016 15:03

    Peccato, caro Giovannini1976, che per collegare quelle periferie abbiano scollegato le altre. Anche quella dove abito io, che non è più collegata al centro città da un autobus. e dove il tram non passa, né passerà. Dovrò comprare una seconda auto (finora, per scelta, in famiglia ne abbiamo solo una ed abbiamo usato i mezzi), pagare la ztl e usarla.

  • 14 gennaio 2016 20:09

    Alle volte le cose semplici diventano difficili. Il problema della viabilità si sarebbe dovuto affrontare con una semplice visione globale. Con le migliaia di euro che si pagano a destra e manca per consulenze, bastava affidare ad un professionista serio l’incarico di redigere un piano di viabilità e coniugare lo stesso ai denari disponibili e alla fattibilità tecnica. Autobus, elettrici o a metano, tram, metropolitana. Il tutto valutando i flussi di passeggeri che si spostano da un quartiere all’altro, gli orari, i picchi di intensità. Puntando chiaramente al miglior risultato economico e qualità di servizi con relativa soddisfazione dell’utenza (cittadinanza). E’ stato fatto tutto ciò? O sono state posate rotaie di tram là dove veniva più comodo? Sono state effettuate le valutazioni sullo restringimento delle carreggiate di assi portanti quali via Notarbartolo e via Leonardo da Vinci? L’impressione è che il tutto si sia svolto alla carlona. Tant’è che c’è gente che lamenta ritardi o assenza di servizio. E’ come quando a Palermo parliamo dello stadio nuovo. Senza progetto sportivo ed economico a chi e per cosa potrebbe servire? Un’altra opera da fare tanto per farla?

  • 15 gennaio 2016 07:14

    Nel pianificare disagi su disagi, la nostra amministrazione e’ abbastanza efficiente. Dai primi giorni di dicembre il ponte della guadagna, che alleggerisce di molto il traffico in entrata, e’ chiuso, costringendo gli automobilisti ad intasare, paralizzando quasi totalmente il traffico sulla via Oreto, per percorrerLa occorrono circa cinquanta minuti. L’ assessore Catania, si giustifica dicendo di non avere una squadra disponibile per fare riparare il ponte della Guadagna, e i cittadini che l’assessore considera scemi, ci credono. Mi viene un dubbio caro assessore, che forse sia l’ espediente per scoraggiare gli automobilisti all’ uso dell’ auto per promuovere e incentivare l’ uso del Tram? Se così’ fosse, sarebbe la conferma della scarsa considerazione che i politici hanno dei cittadini.

  • 15 gennaio 2016 13:16

    Insomma Palermo come BERLINO tali e quali!?

  • 15 gennaio 2016 18:23

    @don Totò
    Se non hanno né intenzioni né capacità di gestire alcunché, ma solo debiti pregressi e aziende da risanare, nessuna infrastruttura e nessuna equipe di geni avrebbe potuto apportare migliorie.
    La cosa più incredibile è che temono e si oppongono a presunte privatizzazioni dell’Amat. Quindi ci sarebbero privati che nonostante i debiti e il taglio dei trasferimenti regionali, saprebbero o potrebbero farcela finanche a ricavare utili, cosa che loro possono solo sognarsi.
    Pertanto delle due una: o sono proprio loro a dichiararsi in questo modo dei totali inetti o la favola dei privati non esiste.
    Esisteva invece una sorta di proposta di affidare la gestione del tram e solo quella ad un’azienda privata.

  • 15 gennaio 2016 20:41

    “…l’amore finisce, ed è una delusione. Anche lo schifo finisce, però è una soddisfazione”, da Pensavo fosse amore… invece era un calesse. E questo è solo un tram… Basta aspettare.

  • 15 gennaio 2016 22:27

    Il muro del pianto.

  • 02 settembre 2016 18:53

    E’ divertente che un articolo pungente, che dice la verità e sbatte in faccia le cose come stanno e che ti colpisce con la forza di un pugno nello stomaco, generi subito guelfi e ghibellini.
    I guelfi che giustamente si lamentano della realizzazione e della gestione dell’opera, ed i prodi ghibellini che corrono subito a difendere la geniale opera d’ingegno che prima non c’era.
    Quindi la qualità della vita è indubbiamente migliorata in città trasformandoci di colpo nella Berlino del sud o, se preferite, in una utopica Sidney.
    Peccato non essersene mai accorti.
    In effetti l’opera è sempre migliorabile.
    Chiaramente la gestione può sempre cambiare.
    Lasciamoli lavorare.
    Hanno ereditato la situazione da quegli altri di prima che hanno combinato disastri.
    Meglio avere un televisore rotto dove immaginarmi le partite di Sky invece di un bel televisore con tutti gli abbonamenti.
    Ma io mi chiedo, questi ghibellini bellicosi sono solo sognatori, o…?
    Nié colpa dei guelfi gufi e pessimisti.
    Evviva Pollyanna!
    Evviva il ré!

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