i fatti dopo il ragionamento

Il nostro nuovo Palermo

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I rosa a Genova con l'ennesimo allenatore della stagione dopo un'altra folle settimana. Parole e musica, ovviamente, del nostro presidentissimo. Stiamo a vedere Sorrentino | Blog diPalermo.it

Non pensavamo di farcela. Gli ultimi minuti di Verona-Palermo hanno chiesto troppo al nostro fisico ormai malconcio e piagato dagli anni e dagli affanni. Eppure siamo qui. Abbiamo riposto nello stipetto la trinitrina nella convinzione che ormai il cuore sia in grado di riprendere a funzionare regolarmente e siamo pronti per un’altra domenica di passione. Si va a Genova e il Palermo si gioca un’altra fetta di salvezza grande quanto la nostra pancia dopo gli stravizi di Natale.

Dopo l’ammutinamento di Ballardini, l’autogestione dei giocatori e l’esonero in diretta tv da parte del capitano Sorrentino, autore della più bella parata che abbiamo mai visto nella nostra lunga carriera di tifosi, pensavamo di aver visto tutto. E invece Zamparini è riuscito, come sempre, a sorprenderci. Prima ha pensato di tenere Ballardini, poi ha richiamato Iachini e quando eravamo convinti che si fosse rassegnato a farci vivere un girone di ritorno senza troppi scossoni affidando la squadra al secondo Viviani e ufficializzando di fatto l’autogestione dei giocatori e creando il secondo esperimento nella storia calcistica di comunismo calcistico (il primo fu la democrazia corinthiana di Socrates, anche se in Italia si ricorda che nella Lazio con la pistola scudettata degli anni 70 la formazione la facevano Chinaglia, Wilson e Re Cecconi), ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo colpo di scena. E noi, come sempre filosocietari e fan sfegatati del presidente più vincente e più pazzo nella storia del Palermo, ancora una volta ci siamo entusiasmati, anche se non sappiamo ancora perché.

Il nuovo allenatore del Palermo è Barros Schelotto. Noi pensavamo fosse il padre del giocatore con i capelli di una bella mora e la faccia di un galeotto in gita premio ad Alcatraz o lo zio del nano portoghese che fece faville nella Juve di qualche anno fa, e invece abbiamo dovuto scoprire in brevissimo tempo che non c’entra nulla. Come giocatore pare abbia vinto tutto quello che si poteva vincere in Argentina e come allenatore sembra sia considerato un astro nascente. A noi basterebbe solo che si rivelasse una stellina di quelle che si usano per illuminare le stanze dei bimbi quando dormono.

Ci lascia ben sperare il fatto che il nostro amico argentino, proprietario del ristorante dove si mangia il “lomo” più buono dell’Italia meridionale, appena gli abbiamo comunicato il nuovo mister abbia cominciato a urlare felice che era il suo idolo quando giocava nel Boca aggiungendo con sguardo luciferino “questo è più cattivo e più violento del “Cholo” (Simeone). E noi che in panchina amiamo i sergenti di ferro tutti ordine e disciplina, ci siamo esaltati ancora di più.

Se da un lato ci conforta che i punti che servono al Palermo per salvarsi sono pochi e ci pare che la salvezza sia alla portata, dall’altro quando abbiamo sentito che il credo di Schelotto è il 4-3-3, lo schema più difficile al mondo che i giocatori devono imparare sin dalla culla con imposizione della foto di Zeman sulla fronte, abbiamo ripreso la trinitrina e abbiamo deciso di non mollarla più fino a maggio. Intanto a Genova in panchina ci sarà Viviani e Schelotto andrà in tribuna con il fratello gemello. Speriamo Viviani non si giri a chiedere consiglio e, vedendo doppio, non si convinca di essere ubriaco provvedendo a sostituire Sorrentino con qualche magazziniere.

All’andata il Palermo vinse, per noi meritatamente anche se il migliore in campo fu come sempre Sorrentino, con un gol all’ultimo minuto del marocchino El Kaoutari. Noi abbiamo imparato a scriverne il nome ma lui intanto, dopo essere mestamente sparito dal campo e dalla panchina, è prossimo ad andarsene, se qualcuno se lo prende, e quindi abbiamo solo sprecato tempo.

Viviani ha telefonato a Zamparini prima di stilare la distinta e pare che potrebbe anche esserci una sorpresa con il nuovo acquisto Cristante al posto di Hiljemark o di Jajalo. In porta (e pure in panchina, nello spogliatoio e il lunedì in banca per i bonifici) Sorrentino, difesa a tre confermata, esterni Morganella e Lazaar e in avanti Vazquez, Trajkovski e Gilardino. Sono arrivati anche una serie di giocatori nuovi, ma sembra che Zamparini lo faccia apposta e ha comprato solo quelli con i nomi troppo complicati. Poiché non abbiamo idea né chi siano né dove giochino né cosa hanno fatto finora, evitiamo di approfondire e di sbagliare a scriverli e speriamo che non giochino.

Il Genoa ha due punti in meno di noi e deve vincere per allontanare lo spettro retrocessione. Gasperini schiera in attacco Pavoletti, che è in formissima, e Perotti. Tanta classe e potenza. A centrocampo ci sarà Rigoni. Con noi non segnava più neanche in allenamento e ci auguriamo che continui il suo digiuno. La rosa del Genoa ci sembra, sulla carta, un po’ superiore e soprattutto sappiamo che giocare a Marassi è sempre difficile. Ormai il Barbera è diventato triste e spento come il giardino inglese il lunedì mattina e quindi noi guardiamo a questi stadi pieni di tifo con nostalgia e invidia.

Si gioca alle 12,30, a stomaco vuoto e forse sarebbe meglio una partita più tranquilla, un po’ di normalità perché stavolta temiamo di non farcela. Poi ci abbiamo pensato meglio: il cuore è vecchio e malandato ma pur sempre rosanero. Andrebbe benissimo una vittoria con partita al cardiopalmo. Al novantesimo potremo comunque andare soddisfatti a Villa Sofia.


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

2 commenti

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  • 17 gennaio 2016 14:32

    Niente, mi sa che qua se non torna Iachini, non si migliora niente. P.S.: non ho visto la partita. Come quasi sempre ovviamente ormai.

  • 17 gennaio 2016 15:23

    Oggi veramente si è giocato col modulo di iachini… Palermo troppo rinunciatario… Speriamo che col nuovo corso cambino mentalità..

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