i fatti dopo il ragionamento

Amici, ma come siete suscettibili…

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La fatwa per la stupida offesa ai siciliani in diretta tv e la pericolosa deriva verso quell'integralismo che andiamo criticando. Fino a quando non ci tirano in ballo Panella | Blog diPalermo.it

Il bello è che quando siamo seduti in salotto o scriviamo sui social ci atteggiamo a paladini della democrazia. Riteniamo che i reati di opinione siano un retaggio del codice fascista, consideriamo strutturata nel nostro genoma culturale la celebre frase “non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo” (a proposito, solo qualche minuto fa, consultando Google, ho appreso che non è affatto vero che sia stata detta da Voltaire).

Appena un anno fa, eravamo tutti Charlie Hebdo e gridavamo che la satira, anche quella più graffiante, corrosiva, caustica, scorticante, è elemento fondante di ogni democrazia. Eppure, è bastato che tale Carlo Panella, invitato come opinionista in una trasmissione televisiva, esprimesse una sua discutibilissima opinione, perché il nostro sentire democratico evaporasse come acqua. Ho sentito parlare di “delirio razzista” “razzismo culturale”, “massacro culturale di un popolo” (noi siciliani).

Sì, perché a noi non basta più l’incidente, lo scivolone. Noi dobbiamo sublimarlo, inserirlo in un contesto più ampio, non ci basta il detto, andiamo alla ricerca del “non detto”, dell’escatologico. Persino la bestemmia di un troglodita diventa un attacco al sentimento religioso di un popolo. Si è pure arrivati a chiedere l’esilio del Panella da tutti gli schermi della Rai. Non è una vera e propria fatwa, ma siamo sulla buona strada. Non siamo ancora allo “psicoreato”, ma poco ci manca.

Noi, i democratici da salotto, i liberali a corrente alternata, siamo diventati come gli integralisti che critichiamo. Intolleranti, astiosi, vendicativi. Sono siciliano, sono palermitano. È possibile che l’asticella del mio senso di appartenenza sia pericolosamente rivolta verso il basso, ma non mi sono sentito né offeso e neppure umiliato. Ho solo pensato che Carlo Panella aveva detto una sonora, enorme, mastodontica stronzata. Qualcuno ha detto che la “stronzata” è uno dei tratti salienti della nostra cultura. Quella cultura che giustamente difendiamo e che ci fa sentire migliori degli altri. Forse non lo siamo affatto.

22 commenti

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  • 18 gennaio 2016 08:27

    Ritengo che la satira sia un’altra cosa. Indicare un insieme di persone come il simbolo delle porcate e’ un’ altra. Sono d’ accordo che non bisogna offendersi per una stronzata, ma accettare in silenzio significherebbe essere d’ accordo con chi nella TV di stato si permette di ettichettare gli abitanti di una regione con una stronzata.

  • 18 gennaio 2016 09:06

    La cosa che mi ha fatto incazzare maggiormente, mettendo in secondo piano la minchiata totale detta da Panella, è stata vedere una catatonica G. Bongiorno, siciliano, annuire come un orango allo zoo.
    Chiaramente, da paladina delle donne, si è ben guardata dall’entrare in contraddittorio, preferendo tacere e far finta di nulla.
    Sono nato e cresciuto nell’entroterra sicano una quarantina (e oltre) anni addietro, mai fatto e mai visto fare da altri maschietti nei confronti delle ragazze, quello che hanno fatto a Colonia i mustafà.

  • 18 gennaio 2016 09:09

    Ieri fu Vecchioni, oggi Panella e domani? Direi che possiamo dire anche adesso basta a chi a torto o a ragione (a mio avviso ad enorme torto!) ogni giorno offendo i siciliani e la nostra storia. Siamo troppo abituati ad essere senza tutela e difensori e ormai assuefatti all’insulto per reagire? Nonostante tutto e tutti, no!

  • 18 gennaio 2016 09:19

    Quando ho letto di ciò che era successo in quello studio televisivo, ho investito davvero pochi secondi del mio tempo. Giusto il tempo di elaborare uno sbrigativo “Hai capito il Panella? … Ma guarda un po che gran testa di minchia!” Saranno stati al massimo cinque secondi. Cio non esclude che una affermazione del genere, sparata sulla rete ammiraglia della televisione di stato, possa essere considerato un fatto piuttosto grave, da sanzionare adeguatamente. La satira? Vi prego: Panella era serissimo e mi pare che non stesse ironizzando. Anzi. Il discorso era molto serio e anche piuttosto delicato. Per quanto mi riguarda quindi, pollice verso per questo stordito di un “giornalista”.

  • 18 gennaio 2016 09:46

    Sono Siciliano. Catanese che vive a Palermo e faccio parte di una Nazione chiamata Italia dove esiste un servizio radiotelevisivo pubblico per il quale pago un canone. Onestamente vorrei che i soldi servissero a migliorare i programmi e l’informazione e non per ospitare uno scrittore che dice stupidaggini senza freno. Quello sarei capace di farlo anch’io.

  • 18 gennaio 2016 09:46

    Ma chi è Panella?

  • 18 gennaio 2016 09:54

    Sono comunque d’accordo con Tinaglia. E’ una stronzata. Nella misura in cui avrebbe dovuto ampliare il discorso ai “maschi italici”, non solo siciliani. Una brutta razza spalmata su tutto il territorio, ovunque ci sia ignoranza. E ce n’è con i cati, di ignoranza e inciviltà.

  • 18 gennaio 2016 10:46

    Nn riesco a capire la logica dell’articolo: qua nn di tratta di essere democratici e tolleranti ed essere integralisti. Questo discorso dell’autore del post potrei accettarlo qualora si trattasse appunto di un opinione, e quindi un idea opinabile di Panella.
    Ma Pannella dice , come rileva Ennio tinaglia, una str… Quindi se si possono tollerare le opinioni, nn può dirsi altrettanto delle bugie, delle falsità storiche, specialmente da un uomo di cultura che in questo caso dimostra un ignoranza crassa.
    Infine una considerazione sul l’avvocato Giulia Bongiorno: anche lei, ingiustificabile. Anziché contraddirlo “ti stimava”. Mi ha fatto ancor più antipatia di panella…

  • 18 gennaio 2016 10:49

    Stimava, volevo scrivere “tistiava”

  • 18 gennaio 2016 14:44

    Scusa, se non è di Voltaire, di chi è? Di Panella me ne fotto, ma questa vorrei saperla…

  • 18 gennaio 2016 16:21

    Lucio Luca, pare che questa frase sia della scrittrice Evelyn Beatrice Hall che scrisse una biografia di Voltaire.
    Così dice Google
    Ennio Tinaglia

  • 18 gennaio 2016 17:02

    Google ha distrutto i miei sogni…

  • 19 gennaio 2016 12:01

    Offensivo o non offensivo, qui il problema è un altro. Panella dice cose sbagliate. Se c’è un luogo d’Europa nel quale fatti come quelli di Colonia sono più improbabili che altrove, questo è proprio la Sicilia. La Sicilia avrà pure mille problemi e mille difetti, ma il tasso di violenza, di femminicidi, di semplice molestia sessuale, qui da noi è oggettivamente più basso che altrove. E da sempre. Nella matriarcale vecchia Trinacria la donna è sul piedistallo tanto quanto in Svezia. La Sicilia non c’azzecca proprio un bel niente con la visione panaraba del mondo femminile. E’ anzi, al suo antipodo.
    La celebre foto dei maschi-galletti che si girano al passaggio della bellona (a cui verosimilmente si riferisce Panella), è un celebre scatto di Mario de Biasi degli anni cinquanta; si intitola “gli italiani si voltano” ed una icona assoluta della fotografia italiana. Peccato che sia stata scattata a Milano

  • 19 gennaio 2016 13:33

    Fra l’altro quella celebre fotografia è stata chiaramente preparata in un vero e proprio set fotografico
    anche se scattata su strada.

  • 19 gennaio 2016 17:20

    AH, se i siciliani s’indignassero parimenti per la bomba alla Petix, per il pizzo pagato alle canaglie, per il piccolo pizzo pagato ai posteggiatori abusivi per i cassonetti stracolmi, per i trasporti pubblici inefficienti, per ……..

  • 19 gennaio 2016 18:08

    Signor Zelig noi Siciliani siamo felici della bomba alla Petix, di pagare il pizzo alle canaglie, di pagare il piccolo pizzo ai posteggiatori abusivi, per i cassonetti stracolmi e per l’ inefficienza dei trasporti pubblici, contento. Ma che affermazioni sono? È’ ovvio che siamo non parimenti ma molto di più’ indignati, ma questo non esclude l’indignazione per le porcate a noi rivolte.

  • 19 gennaio 2016 18:16

    Dott. Tinaglia
    Sinceramente non mi sento di condannare il risentimento dei miei concittadini, siamo stanchi di sentir parlar male della Sicilia e dei siciliani, le fregature patite sono state tante e continuano ad essere tante, ci sarebbero secoli di storia a confermaglielo….. non ci vuole accordare un po’ di permalosità? Quelle che Lei definisce “stronzate” sono quel tipo di notizie divulgate negli anni, che hanno contribuito a creare una visione distorta della Sicilia e dei siciliani. La nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni non ci permettono di accettare le “stronzate”, siamo diventati, appunto, permalosi.

  • 19 gennaio 2016 19:51

    Conosco bene Carlo Panella e so come si faccia prendere la mano quando parla di islam, molto spesso peccando così di superficialità. Ha ragione quando dice che certi comportamenti di maschi musulmani vanno spiegati con le consuetudini sociali più che con la cultura di quei popoli, e non ha torto neppure quando osserva che anche da noi succedevano cose simili. Ha ragione, ma a mio avviso ha commesso un paio di grossolani errori. Il primo è che la Sicilia non è più la terra di Franca Viola e i costumi sono radicalmente cambiati 30-40 anni fa, tant’è che oggi non si vedono più differenze tra i ragazzi e le ragazze siciliane e i loro coetanei romani, milanesi o anche delle grandi città europee. Panella quindi è rimasto legato all’immagine di una Sicilia che, per fortuna, non esiste più e da tempo. L’altro errore è quello di citare una famosa foto che ritrae una ragazza sconvolta mentre passa attraverso un branco di maschi che le indirizzano oscenità. Foto celeberrima, ma che non è stata scattata in Sicilia, bensì a Firenze. Perché se negli anni ’50 la Sicilia era arretrata, il resto dell’Italia non era la Svezia.

  • 19 gennaio 2016 20:48

    I costumi di cui si parla sono cambiati più di 30/40 anni fa e forse non ci sono mai stati. La condizione di arretratezza interessava semmai altri aspetti.
    Si parla di molestie vere e proprie che possono sfociare nello stupro, non per qualche episodio che vede coinvolto qualche singolo o qualche piccolo branco (questi ci possono essere ovunque anche oggi) ma per una condizione sociale di arretratezza. Non c’entrano neanche gli apprezzamenti e ammiccamenti che ci possono essere anche oggi ovunque e Panella ha parlato chiaramente di porcherie che a suo dire venivano fatte in passato e forse, sempre secondo lui, anche oggi.
    Ma voglio ricordare che le oltre 600 denunce a Colonia non sono state solo inerenti abusi e molestie di tipo sessuale, ma anche attacchi, scippi e rapine e quindi danni al patrimonio.

  • 20 gennaio 2016 12:13

    Attacchi mediatici nei confronti della Sicilia fatti a breve distanza di tempo da Vecchioni (“Sicilia isola di merda”) e dal giornalista e scrittore Panella nel programma di Timperi di sabato scorso a proposito degli atti di violenza sessuale verificatisi in Germania («Dietro Colonia c’è la dinamica del branco, un gruppo di maschi ubriachi, testosterone, che fanno le porcate che facevano i maschi in Sicilia e che forse fanno ancora in Sicilia»). La cultura del siciliano nulla a che fare con la cultura islamica che considera la donna oggetto, addirittura anche merce di scambio. La Rai dovrebbe cercare di riparare a questo danno d’immagine nei confronti della Sicilia perché non c’è stata alcuna presa di distanza da pare di Timperi ed è stata incapace di reagire l’avvocatessa palermitana Buongiorno. E magari sarebbe opportuno anche affrontare l’approccio vergognoso di Vecchioni nei confronti della Sicilia tenuto all’Università di Palermo .
    Palermo è la terra di Falcone, Borsellino, Padre Puglisi, Dalla Chiesa, Boris Giuliano, Cassarà. Montana, Zucchetto, i tanti agenti di scorta che consapevolmente hanno rischiato la propria vita fino alla morte e di tantissimi altri.
    E’ la terra di Franca Viola, del commerciante che proprio l’altro giorno ha reagito a quelli che erano venuti nel suo negozio per dirgli di pagare il pizzo, facendoli arrestare. E’ la terra di tanti giovani e adulti che rischiando si stanno battendo per sconfiggere la mafia, la corruzione politica e gli imprenditori collusi. Io, ma non solo io, non ho paura di denunciare e fare nomi e cognomi dei criminali che sporcano l’immagine di questa nostra meravigliosa Sicilia dalle bellezze naturali e architettoniche che lasciano esterrefatti e abitata da un popolo accogliente . E’ la terra, per concludere, di alcuni giornalisti coraggiosi che sono stati ammazzati dalla mafia e mi si permetta di ricordare Stefania Petix per la nota vicenda che ultimamente ha dovuto subire (l’intimidazione con la bomba carta che ha danneggiato la macchina del marito), lei giornalista d’assalto, che non ha paura di denunciare collusioni politiche e mafiose che purtroppo ancora sporcano la nostra terra. Ma la nostra Sicilia è quella degli onesti che sono tanti, è quella che vuole cambiare ed è questa la Sicilia che deve assurgere come popolo eroico perché capace di reagire. Con questo non dico che abbiamo vinto in Sicilia contro la mafia e il malaffare. C’è tanto da fare, ma a certi squallidi personaggi non dovrebbe essere permesso di screditare la Sicilia un popolo che invece dovrebbe essere apprezzato per lo sforzo di coloro che per amore si impegnano sulle orme dei nostri tantissimi morti ammazzati nei modi più atroci. Mi dispiace sig. Tinaglia, non è satira la dichiarazione di Panella che non è un comico, ma un uomo che dicono essere di cultura. Quanto esposto mi fa dire che la Sicilia non è isola di merda e al di là dei stereotipi, a parte il criminale che abusa delle donne indifese, e ciò succede in tutti posti d’Italia e credo meno in Sicilia, il siciliano nei confronti della donna per cultura ha avuto sempre molto rispetto. Si pensi alle forme di gentile e amorevole corteggiamento fino al recente passato. No, il maschio siciliano non è quello raccontato da una mente bacata come il Panella; il maschio siciliano per cultura è un cavaliere nel comportarsi e nell’approccio nei confronti della donna.

  • 20 gennaio 2016 15:12

    Ma a me quella che fa inc..re ancora, di più, e sempre, e quell’avvocatessa Giulia Bongiorno che annuiva mentre Panella esponeva i suoi… “cazzilli”. Ma pareva invasata, ipnotizzata. Cose dell’altro mondo.,, Spero che a questa qua le saranno arrivate un sacco di proteste su facebook o meglio ancora l’avranno rimproverata colleghi amici e parenti. Insopportabile!

  • 22 gennaio 2016 17:48

    sig. Tinaglia, lei segue la moda di chi vorrebbe fare il bastian contrario….Totò le avrebbe detto “ma mi faccia il piacere”

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