i fatti dopo il ragionamento

Fenomenologia della parola frocio

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L'insulto dell'allenatore del Napoli, il nostro moralismo spiccio e l'ansia di vedere l'omofobia dovunque. Soprattutto dove non c'è Mancini Sarri | Blog diPalermo.it

Persino il politicamente correttissimo T9 considera frocio un errore e lo segna in rosso. Eppure il termine è presente in tutti i dizionari, Treccani compreso. Basta poi farsi un giro in rete per scoprirne le origini: la colpa sarebbe dei francesi che qualche secolo fa i romani chiamavano “franscè” (pronuncia fronscè), da cui froscio, quindi frocio. Con un altro giro, invece, è possibile dare un’occhiata alle innumerevoli sentenze con cui in nome del popolo italiano viene punito chi dà del frocio al prossimo; un reato, ingiuria, ormai in via di depenalizzazione.

Dare del frocio a qualcuno è quindi un insulto, come dargli del cornuto o dell’ebreo. Offese che senza dubbio toccano punte massime di cafonaggine e trivialità (anche se in molti preferirebbero sentirsi dare del frocio più che del cornuto: sul frocio magari si può avere la certezza di non esserlo, sul cornuto non si sa mai) ma che non sempre, anzi forse raramente, maturano da sentimenti di omofobia, sessuofobia o razzismo. Considerarlo sempre e comunque frutto di quei sentimenti vuol dire scadere nel moralismo spicciolo, nella speculazione gratuita. Perché in un momento d’ira un frocio potrebbe scappare pure dalla bocca di colui che da una vita si batte per la tutela dei diritti civili.

Cinema e letteratura ci hanno fatto conoscere la parola frocio e i suoi sinonimi. Senza scomodare Pasolini e Moravia, restando più nel leggero, basta pensare al Pozzetto del “Facciamo un gioco: i froci da una parte…” o al Banfi di “Benvenuti a sti frocioni”, per passare al poliziotto Antonio Catania che in un film di Aldo, Giovanni e Giacomo, per convincere un giovane comunista a picchiarlo gli dirà “Che Guevara è un ricchione”, per poi finire – ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo – con gli “uominisessuali” di Checco Zalone. E abbiamo riso, tutti indistintamente. Scagli la prima pietra chi non ha riso.

Sarri dà del frocio a Mancini nel corso di un’infuocata partita di pallone. Avrebbe potuto dargli del cornuto, forse per delicatezza ha preferito evitare sapendo che il collega è in fase di divorzio dalla moglie. Non se ne accorge nessuno di quell’insulto, fin quando l’allenatore dell’Inter dirà in tv “se lui è un uomo, allora sono contento di essere frocio” dando per scontato che gli omosessuali non sono uomini. A questo punto, se proprio si vuole scadere in quel moralismo spiccio, più che Sarri è proprio il Mancio l’omofobo, il razzista.

Sarebbe un errore poi pensare che l’insulto frocio circoli solo sui campi di calcio o agli incroci ai semafori. Frocio risuona nei palazzi della politica, frocio risuona nelle redazioni dei giornali, frocio risuona nelle corsie degli ospedali, frocio risuona nei circoli degli intellettuali. Alla fine, per insultare l’avversario, il nemico, il collega omosessuale che sta sulle scatole, non esiste contesto in cui non si finisca per definirlo, in faccia o alle spalle, frocio. E non esiste svolta culturale o legge dello Stato in grado di arrestare l’emorragia di frocio che vengono dispensati come qualsiasi altro insulto rozzo e villano. In fondo basterebbe considerarlo appunto quello che è, un insulto e basta. Perché in tema di tolleranza e rispetto delle diversità fa meno danno un incivile e cafone “frocio” che un ipocrita “chi io? ho un sacco di amici gay”.

6 commenti

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  • 21 gennaio 2016 10:48

    E un “arrus’i to pa'” è anch’esso omofobo?

  • 21 gennaio 2016 11:47

    Mio nonno, persona di cultura e dal senso dell humor spiccato, sosteneva che si può dare ad una persona del “coglione” col tono positivo e finiva a risate o del “signore” col tono negativo e finiva a tumpuluna.

  • 21 gennaio 2016 13:47

    io invece la penso come la mia amica @OpuntiaMartirio: “se dici frocio per disprezzare una persona, sei indubbiamente convinto che i froci siano da disprezzare”
    e aggiungo senza ipocrisie: …e sei anche una gran testa di cazzo!

  • 21 gennaio 2016 14:14

    Questo signore che dice (cito testualmente): “Dare del frocio a qualcuno è quindi un insulto, come dargli del cornuto o dell’ebreo” dove vive, esattamente? Ebreo è un insulto? Mi viene da vomitare. E scusate se non mi soffermo sulla ridicola questione Sarri-Mancini, perché non ne ho né tempo né voglia.

  • 21 gennaio 2016 15:00

    “frocio” di per se non è un insulto secondo me. Dipende dal contesto in cui si dice, dalla situazione e dal modo in cui si dice. Quindi la parola di per se non ha senso, è cioè completamente priva di peso in un’ottica di “offesa”. Se poi lo dici con espressione di disprezzo, allora può diventare un offesa. Però, anche io, non mi soffermerei su questo argomento. Ci sono cose molto più gravi ed importanti in Italia a cui dedicare articoli. Tra l’altro la lobby dei gay è abbondantemente forte e influente da fare a meno di chi si erga a suo paladino per difenderne la reputazione.

  • 21 gennaio 2016 15:42

    Mancini, perche’ questo accanimento su Sarri? Poteva benissimo evitare di caricare di significato la frase dell’ allenatore azzurro, il quale non e’ certamente giustificabile, pero’ in campo se ne dicono anche di peggio di frasi irrispettose e volgari. Mancini mirava soprattutto a danneggiare Sarri facendolo squalificare, e poco gli importa della frase a Lui rivolta.

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