i fatti dopo il ragionamento

Le parole sono importanti

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Libri1 | Blog diPalermo.it

Come sempre avviene in un clima da stadio (ed in questo caso il termine è ancora più appropriato) sul web impazza la querelle sollevata dall’allenatore del Napoli. Non mi addentro nella spiegazione dei fatti, chiamiamoli così, perché mi interessano veramente poco. Quello che mi interessa è una riflessione a latere: perché una persona, in questo caso Sarri, per insultare Mancini (magari avrà anche avuto le sue ragioni, non so) può usare la parola frocio?

Da una deduzione logica, si direbbe dunque che frocio sia qualificato come insulto. Se si apre un qualsiasi dizionario della lingua italiana, questa è la definizione della parola in questione: s.m. (pl. -ci)• volgare di omosessuale maschile • Anche in funzione di aggettivo.

La forma volgare, dunque, corrisponde ad una forma dispregiativa rispetto al concetto principale che il sostantivo dovrebbe connotare, ovvero una persona omosessuale di sesso maschile. Qualcosa che va anche al di là dell’insulto, visto che esprime un problema etico e di rispetto. Questo la dice lunga su quanto ancora, in Italia, il pregiudizio ed il linguaggio comune viaggino a braccetto.

È vero, verissimo, purtroppo (come riporta una ricerca del 2012, ma non è cambiato molto) che frocio sia l’insulto più diffuso fra gli adolescenti italiani, ed anche in contesti differenti e più adulti, probabilmente, in maniera vergognosa e strisciante questa parola viene usata per denigrare avversari politici o, più semplicemente, una persona sgradita come ha fatto Sarri con Mancini.

Il tecnico del Napoli si è scusato dicendo che non è omofobo ed ha tanti amici gay(???) e magari è pure la verità, ma quanto conta il linguaggio che usiamo nei cambiamenti culturali che desidereremmo avere? Il linguaggio è l’insieme dei modi con cui diamo senso alla realtà e comunichiamo. Nel linguaggio si formano e risiedono gli stereotipi, che sono le immagini mentali con cui rappresentiamo la realtà. Sono semplificazioni rigide che usiamo come scorciatoie rispetto alla complessità del mondo. Sono costruzioni sociali che si radicano poco a poco, fino a divenire idee stabili che si tramandano tra generazioni, nelle famiglie, nelle scuole, e nei campi di calcio.

La stretta correlazione dimostrata negli esperimenti scientifici da linguisti, sociologi e psicologi (Vygotskij, 1934, nel libro Pensiero e linguaggio o Dixon- Krauss, 1998 ) fra linguaggio e pensiero, fa capire come le parole favoriscano una riproducibilità dei contenuti, favorendo o inibendo la costruzione dei concetti. Ecco perché le battaglie degli anni ’70 hanno cambiato la percezione culturale della parola negro ad esempio, rafforzando il concetto che la discriminazione basata sulla razza non fosse più gradita.

Ecco, il concetto rispetto alla parola usata da Sarri è praticamente lo stesso. E fin quando non cambieremo anche le nostre parole, difficilmente potremo andare in una direzione più civile. In Parlamento, come nei campi di calcio.

8 commenti

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  • 21 gennaio 2016 15:58

    Il mio vocabolario, che di solito non si allarga mai e mantiene sul sicuro, alla voce frocio indica: popolare romanesco – omosessuale. Etimo incerto.
    L’indicazione – volgare -che si trova nei vocabolari in genere intende anch’essa popolare, non forma dispregiativa.
    Alla voce negro indica una delle più grandi suddivisioni antropologiche dell’umanità, indigena della massima parte dell’africa. In senso figurativo e in riferimento alla tratta degli schiavi con la frase – lavorare come un negro- si intende lavorare molto e duramente e/o per una retribuzione modesta, ecc. ecc. anche qui nulla di dispregiativo.
    Seguono le voci negroafricano e negroamericano.
    Avere sostituito la parola negro con nero è un po’ una stupidata, come tante sulla spinta degli anni 70.
    Come per i termine rom che si vuole affibbiare a tutti i gruppi nomadi.
    (Devoto-Oli)

  • 21 gennaio 2016 16:32

    Giulia, anche se sai che ti stimo molto sia come persona, professionista o campionessa sportiva (a te la scelta) in questo caso la penso un po’ diversamente. Qui mi sembra che si sia esagerato con questo episodio, perché se è vero che le parole sono importanti, lo è altrettanto il contesto in cui si dicono e probabilmente anche la persona che le dice.
    Sarri sembra una persona per bene (almeno così appare in tv) e il fatto che abbia usato quel termine in modo offensivo durante una partita di calcio in un momento di tensione e verso quello che in quel momento era un suo avversario dovrebbe far riflettere su quale peso dare all’episodio.
    Come sappiamo ogni parola può assumere un diverso significato semantico a seconda del contesto in cui viene espressa; un conto dire quella parola in un campo di calcio, un conto durante una discussione, per esempio, in Parlamento (anche se purtroppo oramai ci siamo talmente appiattiti tutti che anche il contesto del Parlamento è simile ai toni da stadio).
    Come sostiene Watzlawick nella Pragmatica della Comunicazione, la comunicazione umana è fatta di più livelli di comunicazione; accanto alla banale comunicazione di una informazione esiste la metacomunicazione che appunto può essere influenzata dal conteso; abbiamo contenuto e relazione, messaggio sociale e psicologico e spesso quello che si tende a fare per semplicità o (peggio) per ignoranza è di metterli insieme come hanno fatto secondo me i giornalisti sportivi in questo caso e spesso la gente che si ferma solo agli slogan.
    Lui sicuramente voleva offendere Mancini, ma il sillogismo gratuito che di conseguenza con l’uso di quella parola volesse anche offendere i “froci” lo trovo privo di fondamento. Ha sicuramente usato una parola inopportuna che poteva risparmiarsi, ma non tanto perché offende gli omosessuali, ma più per il fatto che poi l’episodio potesse essere strumentalizzato e usato da giornalisti idioti. La valenza negativa alla parola frocio è stata attribuita a posteriori da chi ha poi ripreso la frase e lanciata su tutti i media.
    Mi chiedo, se invece della frase “stai zitto frocio” avesse detto “stai zitto prete”, i preti gay si sarebbero offesi ? E Mancini, si sarebbe offeso ?

  • 21 gennaio 2016 19:37

    Caro Fabio, penso anche io che il gesto di Sarri possa esser stato strumentalizzato da Mancini, ma questo non cambia (purtroppo) la sostanza della questione: ‘frocio’ è un insulto? E se si, perchè? Per la sua forma dispegiativa o perchè è ‘un male’ essere omosessuali? Io non metto in atto un sillogismo fine a se stesso, ma argomentato: se lui voleva offendere Mancini perchè usare una parola che, di offensivo ( a meno che non gli si dia una accezione negativa, come infatti Sarri ha fatto) non dovrebbe avere alcunchè? Che poi la categoria dei giornalisti (ed anche li, scusami, ma non vale per tutti!) ci marci…beh…sono d’accordo con te 😉 Ma la questione è molto delicata, credimi: in un Paese incivile come il nostro, le parole sono importanti per cercare quel cambiamento culturale che sia io che tu auspichiamo. Un abbraccio

  • 21 gennaio 2016 20:32

    Credo che la parola frocio possa avere una connotazione offensiva, se usata in questo senso, in quanto accusa l’assenza di virilità che passa sia come capacità sessuale, sia come prestanza fisica che come qualità morali e di carattere ( forza, coraggio ecc. ), strettamente legata alla funzione biologica e sociale del maschio che difficilmente si accosta al “soggetto effeminato”.
    Sono concetti arcaici tramandati e mantenuti nel corso del tempo e non si possono modificare con un politically correct. Questa può illudersi di indirizzare in un corso magari, ma non può modificare ciò oggi viene confusamente individuato ed espresso come sentimento.

  • 21 gennaio 2016 20:35

    Questo (il politically correct) può illudersi di indirizzare in un corso magari opinabile….

  • 21 gennaio 2016 20:54

    Magari esistono anche coloro che usano gay invece che frocio o finocchio in termini offensivi, ma non è esattamente di uso comune, in quanto i gay sono un gruppo ben individuato e anche sufficientemente noto.
    Mentre frocio o finocchio sono termini più antichi, oltre che popolari e quindi più pregnanti di significati intrinseci.

  • 21 gennaio 2016 21:24

    Modificare politicamente un termine bandendolo è una distorsione odiosa, l’equivalente della violenza di un’occulta dittatura che se non espressamente tendente ad un equilibrio, rischia di suscitare insofferenze, se non palesemente manifestare dei “progetti occulti” di danno collettivo, che non passano da un’evoluzione naturale ma da un’ imposizione.
    L’umanità asettica e snaturata non è né appetibile né competitiva nel mondo.
    E’ difficile attraverso il politically correct raggiungere l’equilibrio e talvolta anche la semplice produzione di senso.

  • 22 gennaio 2016 18:35

    Sarri si corregge: “Avrei potuto definirlo democristiano”. E scatta la querela. Ma non di Mancini.

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