i fatti dopo il ragionamento

Se la vita non è un film

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La parola "frocio", le offese da caserma che fanno ridere solo al cinema e le giustificazioni impossibili. Anche se hai un sacco di amici gay Image 2.jpeg | Blog diPalermo.it

Non volevo commentare la squallida vicenda Sarri-Mancini. Giuro che non volevo. Però leggi cose che non stanno da nessuna parte, vedi persone intelligenti che fanno confusione, e non riesci a non dire la tua. Che non è vangelo, ci mancherebbe, ma tentativo di rimettere un minimo di ordine, magari distinguendo fatti da opinioni. Ecco i principali atteggiamenti letti e ascoltati dopo l’uscita dell’allenatore del Napoli martedì sera, incarnati da diverse tipologie di opinionisti:

1) I giustificazionisti. Sono esperti scalatori di mura lisce, arditi acrobati sovvertitori della logica. Alcuni hanno trovato una dichiarazione di Mancini del 1997 dove non stigmatizzava l’insulto razzista di un suo compagno di squadra ad un avversario, altri teorizzano lo sdoganamento del termine “frocio”, utilizzato ormai anche nei convegni, in chiesa e nelle lezioni di geometria euclidea. Curiosamente si tratta quasi sempre di tifosi napoletani o anti interisti. Ma possibile che un fatto del genere non possa essere giudicato a prescindere dal tifo?

2) I pancolpevolisti. Costoro non provano nemmeno ad assolvere Sarri, ma danno per scontato che l’allargamento totale delle responsabilità o delle nefandezze, le annulli tutte. È il teorema Craxi, che però con i giudici prevenuti e comunisti non ha attaccato.

3) Gli omertosi. Una delle teorie più ascoltate, portata a galla dallo stesso Sarri, è quella che certe cose devono rimanere nel campo, non si devono dire in tv. Il perché omettono di dirlo, forse anche quello deve rimanere in campo. È un atteggiamento che a Palermo conosciamo bene. A volte utilizzato anche in atti di bullismo tra i ragazzini: “Lasciagliela sbrigare a loro.”

4) I confusi. Costoro mettono insieme Checco Zalone e Sarri, Lino Banfi e Salvini, accostando persone reali a comici e personaggi di fantasia. Ecco, vorrei dire loro che i fumetti, i film, i cartoni animati, non corrispondono davvero alla realtà. Non è che se incontrate Banderas dopo avere visto “Non è un paese per vecchi”, lo saccagnate a legnate. E Coliandro è ignorante e omofobo perché così vogliono gli sceneggiatori, e non perché lo sono essi stessi. Insomma, Zalone può dire frocio in un film senza essere omofobo, ma interpretando un italiano medio, gretto e ignorante.

5) I pacieri. “Ma come, Sarri ha chiesto scusa, cosa doveva fare di più? E poi Mancini ha detto che se Sarri è un uomo, lui è felice di essere frocio, come se i gay non fossero uomini”. Ciascuno di noi è libero di accettare o rifiutare le scuse, a seconda di quanto si senta ferito e insultato. La frase di replica di Mancini invece è corretta. Non intendeva per nulla dire che i gay non sono uomini, ovviamente, ma semplicemente che, pur non essendo lui omosessuale, non trova niente di male nell’esserlo.

6) I paragonatori. “Ma sì, in fondo chi non ha dato del frocio al collega di lavoro, al guidatore che non dà la precedenza, all’amico con cui ha litigato?”. Di tutte le corbellerie ascoltate, forse questa è la peggiore, quella che connota immediatamente la natura omofoba di chi la pronuncia. Intanto mi viene da rispondere: “Io! E un sacco di persone che conosco, per fortuna.” E poi se uno è un personaggio pubblico, sotto i riflettori costantemente, non può dare del frocio a nessuno. Al limite poteva dargli del coglione, anche se forse si sarebbero potuti offendere i leghisti, in quel caso.

Sarri difendendosi in conferenza stampa, ha peggiorato la sua situazione, tirando fuori frasi pessime, tipo: “Ho avuto un sacco di amici gay”. Ma va? E non ti hanno risucchiato nel gorgo della loro perversione contro natura?

L’allenatore del Napoli ha perduto un sacco di punti, ma non certo perché è omofobo.

Semplicemente perché si è rivelato superficiale e poco intelligente. Perché “frocio” è un’offesa nei film comici, nella vita lo è solo per gli stolti.

7 commenti

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  • 23 gennaio 2016 09:00

    Mi viene da esclamare. Mamma mia che palle!

  • 23 gennaio 2016 13:34

    E’ invece esagerata la reazione di Mancini, che arriva a dire di non offendersi per sé stesso ma per l’omofobia dell’uso della parola frocio che porta al suicidio tanti ragazzi.
    Credo che si sia offeso per sé stesso, i gay si possono offendere a loro volta per riflesso.
    La frase di Mancini: – se Sarri è un uomo, lui è felice di essere frocio – credo che si debba tradurre: se i maschi sono come lui io sono felice di essere gay, cioè lui (Sarri) è più frocio dei froci.
    E’ un continuo rimbalzo a chi è più frocio.

  • 23 gennaio 2016 15:55

    Non era Banderas ma Bardem nel film “non è un paese per vecchi”

  • 24 gennaio 2016 09:19

    Dunque signori, qui ho trovato tre post in tema, uno scritto da una donna, un altro da uomo e quest’altro da Pomar, e mi sembra che un po’ tutti cadano dalle nuvole interrogandosi misteriosamente sulla parola frocio.
    A me la situazione si presenta abbastanza semplice e lineare.
    Si può usare la parola frocio con significato di omosessuale senza offesa per nessuno se usata nei confronti dei gay. Esempio: tizio è un frocio.
    Ma se frocio si usa nei confronti di un etero, può avere sia un uso scherzoso o canzonatorio, oppure, se esprime una forma di rancore,sia in termini offensivi. Ma chi si offende è l’etero che si sente offesa la propria mascolinità. E gay non c’entrano niente.
    I gay di riflesso, visto che l’etero si sente offeso, potrebbero tendere a considerarsi in una condizione di handicap. Ma di questo se ne devono fare una ragione accettando loro stessi, perché non possono diventare tutti gay, per aiutarli a non sentirsi diversi.
    Ci può essere infine l’omofobo vero e proprio che può usare qualsiasi termine in senso offensivo nei confronti degli omosessuali.
    Ok?

  • 24 gennaio 2016 10:13

    ajeje, vero, ma la frase di Pomar vuole dire un’altra cosa.

  • 24 gennaio 2016 21:08

    Chiarisco un altro punto: l’offesa si rileva tale sia per chi la esprime che per chi la riceve. E coinvolge entrambi.
    Qualsiasi parola può risultare offensiva se carica di rancore, ma la parola frocio può offendere un etero solo per una singola produzione di senso.
    E frocio ha un significato maggiore di gay.
    E’ infatti possibile dire e pensare: lui è più frocio dei froci, tu sei peggio di un frocio. Pensando che un frocio possa manifestare quelle capacità non solo umane o individuali perché quelle sono universali per tutti i sessi, ma finanche “maschili” in riferimento ad un concetto esteso di mascolinità-virilità.
    Nessuno può stabilire cosa possa essere stupido in un’ offesa.

  • 25 gennaio 2016 10:09

    Sarri è un bravissimo allenatore e allena benissimo una squadra come il napoli da sempre bersagliata da insulti odiosi e razzisti: anche per questo ha commesso un gravissimo errore nel dare del frocio a Mancini. Chiedere scusa è l’unica cosa da fare senza se e senza ma.

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